drico, Basilicata: Acquedotto Lucano, 32 mln/a per il sollevamento dell’acqua

28 set 2026
Un incontro in Regione ha riunito gestore idrico, associazioni dei consumatori e istituzioni per esaminare le problematiche relative alle interruzioni del servizio, alla manutenzione delle infrastrutture e alle comunicazioni agli utenti. Tra le proposte, una figura di garanzia, un confronto permanente e un protocollo tra Acquedotto Lucano e associazioni.

Si è svolto presso il Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Basilicata un incontro sulle criticità riscontrate nei servizi e nelle procedure di Acquedotto Lucano, raccolte e rappresentate dal Comitato Regionale Consumatori. 

Al confronto, di cui si legge in una nota stampa della Regione, hanno partecipato l’assessore regionale Francesco Cupparo, il direttore generale del Dipartimento, ing. Giuseppina Lo Vecchio, il direttore generale di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Renna, il presidente del Comitato Regionale Consumatori, Nino D’Andrea, e i rappresentanti delle associazioni dei consumatori.

Le criticità segnalate dai consumatori

Nel corso dell’incontro, D’Andrea ha richiamato le principali problematiche segnalate dagli utenti, a partire dalle interruzioni del servizio idrico e dalla manutenzione delle infrastrutture. Tra i temi affrontati anche la necessità di rafforzare la prevenzione dei guasti alle condutture, migliorare la tempestività delle comunicazioni agli utenti e rendere più strutturato il rapporto tra Acquedotto Lucano e associazioni dei consumatori.

È stata inoltre posta l’attenzione sulle richieste di pagamento connesse alle procedure di conciliazione.

Il costo energetico del servizio

Cerciello Renna ha sottolineato la complessità del sistema necessario a garantire il diritto all’acqua anche agli utenti più distanti dagli impianti. In particolare, il solo costo energetico sostenuto da Acquedotto Lucano per il sollevamento della risorsa ammonta a circa 32 milioni di euro l’anno.

Secondo quanto emerso durante l’incontro, si tratta di un onere che il gestore cerca di non trasferire interamente sulle tariffe applicate agli utenti e sul quale è intervenuta anche la componente pubblica.

Le proposte per il rapporto con gli utenti

Per migliorare il rapporto con i consumatori sono state avanzate alcune proposte operative, tra cui l’individuazione di una figura di garanzia, l’avvio di un dialogo preventivo sulle principali problematiche e l’istituzione di un confronto permanente.

Tra le ipotesi figura inoltre la definizione di un protocollo tra Acquedotto Lucano e le associazioni dei consumatori, con l’obiettivo di rendere più stabile e strutturato il confronto sulle criticità del servizio.

Il piano regionale sui costi energetici

Nel corso dell’incontro, l’assessore Cupparo ha illustrato anche l’impegno della Regione per ridurre progressivamente i costi energetici sostenuti da Acquedotto Lucano attraverso l’utilizzo delle compensazioni ambientali riconosciute dalle società petrolifere.

Nell’ambito dei tavoli regionali è stata definita una proposta che prevede la realizzazione, da parte di Eni e Total, di impianti fotovoltaici destinati a coprire una parte significativa del fabbisogno energetico del gestore. Dopo una prima fase nella quale l’energia sarebbe fornita a costi calmierati, gli impianti diventerebbero di proprietà della Regione.

"Con Acquedotto Lucano condividiamo una visione concreta, finalizzata a dare risposte alle esigenze dei cittadini e dei Comuni, intervenendo su una delle principali voci di costo del servizio idrico e cercando di evitare che oneri così rilevanti gravino sulle famiglie", ha dichiarato Cupparo.

La Regione ha infine confermato la disponibilità ad affiancare il Comitato Regionale Consumatori nella prosecuzione dell’interlocuzione con Acquedotto Lucano e a favorire un rapporto più stabile, trasparente e collaborativo tra il gestore e le associazioni dei consumatori.