Idrico, Gran Sasso Acqua: al via lavori da 10 mln, 15 km di nuove condotte

01 ott 2026
Prende il via a Pizzoli il potenziamento dell’Acquedotto del Chiarino, finanziato dal Fondo per lo sviluppo e la coesione. L’intervento, che si concluderà entro il 2027, porterà la capacità complessiva del sistema fino a 320 litri al secondo e rafforzerà l’approvvigionamento dell’area occidentale aquilana e dell’Altopiano delle Rocche.

10 milioni di euro di investimento, circa 15 km di nuove condotte e una capacità complessiva che, con il nuovo impianto di potabilizzazione di Campotosto, potrà arrivare a circa 320 litri al secondo: sono i principali numeri del potenziamento dell’Acquedotto del Chiarino, il cui cantiere è stato avviato il 21 settembre a Pizzoli con la posa della prima pietra, di cui si legge in un comunicato stampa di Gran Sasso Acqua.

L’intervento è finanziato dalla Regione Abruzzo attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) e sarà completato entro la fine del 2027.

L’avvio operativo è stato sancito dalla consegna dei lavori all’impresa appaltatrice Marcost da parte di Mario Di Gregorio, direttore tecnico di Gran Sasso Acqua e direttore dei lavori.

Alla cerimonia hanno partecipato il presidente di Gran Sasso Acqua Ivo Pagliari, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, l’assessore regionale al Sistema idrico Emanuele Imprudente e i sindaci di Pizzoli e L’Aquila, Gianni Anastasio e Pierluigi Biondi.

15 km di nuove condotte

L’intervento riguarda lo storico sistema acquedottistico del Chiarino, realizzato negli anni Venti e strategico per l’approvvigionamento idrico dell’area occidentale dell’ambito aquilano, comprendente le frazioni aquilane di Arischia, Preturo, Sassa e Roio e i Comuni di Pizzoli, Lucoli, Scoppito e Tornimparte.

Il progetto prevede la realizzazione di nuove condotte lungo i tracciati di quelle esistenti, con l’eliminazione delle interferenze sviluppatesi nel corso degli anni.

In particolare, sarà realizzata una nuova condotta adduttrice in ghisa dal nuovo partitore idraulico di località Capannelle fino al nodo di alimentazione di Arischia. Da qui partiranno due dorsali, una diretta verso il partitore di Preturo e l’altra verso i serbatoi di San Vittorino e Colle Caliglio.

Il tracciato complessivo si sviluppa per circa 15 km.

Fino a 320 litri al secondo

Il potenziamento dell’Acquedotto del Chiarino, insieme alla prevista realizzazione del nuovo impianto di potabilizzazione di Campotosto, consentirà di incrementare le portate fino a circa 320 litri al secondo complessivi.

L’aumento della disponibilità di risorsa proveniente dal sistema del Chiarino e l’interconnessione con l’Altopiano delle Rocche sono destinati inoltre a rafforzare l’approvvigionamento dei Comuni di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio nei periodi di maggiore affluenza turistica, intervenendo sulle criticità di disponibilità idrica che interessano l’area.

L’appalto è stato aggiudicato a Marcost.

Pagliari: “Doppio valore strategico”

“Si tratta di un intervento dal doppio valore strategico proprio perché consente, da un lato, di modernizzare un’infrastruttura che ha ormai un secolo di vita, dall’altro di rispondere sempre meglio alle esigenze che provengono anche da altre aree dell’ambito gestito dalla Gran Sasso Acqua, come l’Altopiano delle Rocche verso il quale stiamo concentrando non da ora il nostro impegno”, ha dichiarato Ivo Pagliari, presidente di Gran Sasso Acqua.

Pagliari ha inoltre sottolineato il ruolo della struttura tecnica di Gran Sasso Acqua nella progettazione dell’opera, predisposta nel 2022, e ha evidenziato che quello avviato rappresenta il primo lotto di un intervento più ampio.

“Si tratta del primo lotto di un intervento più ampio per il quale avremo bisogno di ulteriori risorse”, ha precisato Pagliari, invitando le istituzioni a “fare squadra per reperire nuovi fondi”.

Il collegamento con il Gran Sasso

Il potenziamento del Chiarino rientra in una strategia più ampia collegata anche alla messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso e alla possibilità di utilizzare le acque di Campotosto come fonte alternativa in situazioni di emergenza.

Secondo il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, “l’acquedotto del Chiarino è un'infrastruttura strategica perché si collega a tutto il sistema anche della messa in sicurezza dell'Acquifero del Gran Sasso con l'idea del commissario, che poi diventerà concretezza, della realizzazione dei potabilizzatori e quindi utile ad evitare che ci siano problemi all'approvvigionamento idrico”.

Biondi ha inoltre sottolineato la possibilità, attraverso ulteriori finanziamenti, di estendere il sistema fino all’Altopiano delle Rocche, superando le criticità che possono emergere nei periodi di maggiore presenza turistica.

Per il sindaco di Pizzoli Gianni Anastasio si tratta di un’opera “strategica fondamentale per il territorio”, destinata a migliorare la continuità del servizio e a ridurre i problemi legati ai guasti della rete.

Regione: opera per un sistema più resiliente

“Con questo intervento entriamo nella fase operativa del potenziamento dell’acquedotto del Chiarino, fondamentale per l’area occidentale aquilana. L’opera fa parte di una strategia più ampia, collegata alla messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso e alla possibilità di utilizzare, in situazioni di emergenza, le acque di Campotosto”, ha dichiarato Emanuele Imprudente, assessore regionale al Sistema idrico.

Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha ricordato gli investimenti realizzati negli ultimi anni sul sistema idrico regionale e ha sottolineato il ruolo dei fondi dell’Accordo per la Coesione.

“Il potenziamento dell’acquedotto del Chiarino, finanziato con 10 milioni di euro di fondi Fsc, migliorerà il servizio idrico nella parte occidentale del comprensorio aquilano e rafforzerà il collegamento con l’Altopiano delle Rocche”, ha dichiarato Marsilio.

“Insieme al progetto per l’utilizzo delle acque di Campotosto, contribuirà a costruire un sistema più sicuro e resiliente, dotato di una fonte alternativa capace di garantire continuità nell’approvvigionamento durante i lavori sull’acquifero del Gran Sasso e in caso di emergenze, eventi sismici, danneggiamenti o altre criticità”, ha concluso il presidente.