Il progetto, finanziato con 16,3 mln dal MIT e per la restante dal piano di investimenti del gestore, prevede oltre 31 km di nuove tubazioni, un nuovo impianto di produzione e potabilizzazione a Offanengo e una vasca di stoccaggio a Crema. Avvio dei cantieri previsto nella seconda metà del 2029, con conclusione dei lavori entro la prima metà del 2031.
Un investimento complessivo di 26 milioni di euro per superare la frammentazione delle reti idriche locali, unire gli acquedotti di sei comuni del Cremasco (Castelleone, Crema, Izano, Madignano, Offanengo e Romanengo) in un unico sistema integrato e incrementare la resilienza infrastrutturale. È questo l’obiettivo del maxiprogetto presentato a Crema, nella sede di Consorzio.it, dai vertici di Padania Acque alla presenza delle istituzioni e dei sindaci del territorio. Lo annuncia il gestore in un comunicato stampa.
L’opera, candidata nel 2024 e finanziata lo scorso 31 luglio, si è aggiudicata un contributo di 16,3 milioni di euro erogato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) tramite Invitalia, nell’ambito dello SFNIISSI. La restante quota di circa 9,7 milioni sarà coperta dalle risorse del piano di investimenti del Gestore.

Dai 7 acquedotti esistenti alla maxi-dorsale unica
Attualmente – scrive Padania Acque – l'area cremasca interessata dal progetto si articola in sette acquedotti distinti e quindici centri di produzione e potabilizzazione. Il piano strutturale trasformerà questa configurazione in un unico acquedotto integrato, servito da otto centri di produzione, tra cui un nuovo impianto a Offanengo dotato di quattro pozzi, un potabilizzatore da centoventi litri al secondo e serbatoi di accumulo, oltre a una nuova vasca di stoccaggio a Crema e a più di trentuno chilometri di nuove tubazioni.
L'interconnessione e la "magliatura" delle condotte consentiranno di bilanciare le portate e di gestire in tempo reale le variazioni di pressione, garantendo l'erogazione dell'acqua anche in presenza di guasti localizzati o emergenze, ottimizzando al contempo i costi operativi d'esercizio e la gestione della risorsa idrica. Il progetto permetterà inoltre di estendere la rete pubblica alla frazione di Oriolo di Madignano, a beneficio dei residenti e delle attività della zona.
La tabella di marcia dell'intervento prevede la conclusione del progetto di fattibilità tecnico-economica all'inizio del 2028, il passaggio alla progettazione esecutiva entro la fine dello stesso anno e l'apertura dei cantieri nella seconda metà del 2029. I lavori, comprensivi di collaudo, termineranno nella prima metà del 2031.
Le dichiarazioni dei rappresentanti
“Il collegamento delle reti nel Cremasco rappresenta una risposta concreta e lungimirante alle sfide infrastrutturali e climatiche del nostro territorio, Saper intercettare risorse nazionali di questa portata e fare squadra con gli enti locali e l’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona dimostra la solidità della nostra pianificazione industriale, orientata a garantire un servizio pubblico sempre più moderno, sicuro e di altissima qualità”, ha dichiarato il presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli.
“Dal punto di vista industriale e gestionale, unificare 7 acquedotti in una sola dorsale significa efficientare in modo drastico i costi d'esercizio, ridurre gli sprechi e azzerare i rischi di disservizio per i cittadini. L'opera ci consente di risolvere criticità storiche, come l'allacciamento della frazione di Oriolo, e di inserire presidi tecnologici all'avanguardia come il nuovo impianto di Offanengo”, ha commentato l’AD Alessandro Lanfranchi.
Alla presentazione – conclude il comunicato – sono intervenuti, per Padania Acque, il Presidente Cristian Chizzoli, l’Amministratore Delegato Alessandro Lanfranchi, il consigliere Bruno Paggi, il Direttore Generale Stefano Ottolini, il direttore tecnico Giovanni Sala e il responsabile dell’Ingegneria Fabio Guercilena. Hanno partecipato anche il Presidente della Provincia di Cremona Roberto Mariani, la consigliera del CdA dell’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona (ATO) Cinzia Fontana insieme al direttore Damiano Scaravaggi, i sindaci Federico Marchesi (Castelleone), Giovanni Rossoni (Offanengo) e Piero Antonio Guardavilla (Madignano).


