Idrogeno, ARST presenta il primo treno a scartamento ridotto: 2.100 t di CO₂ in meno all’anno

08 ott 2026
Il convoglio prodotto da Stadler Rail è stato presentato a Berlino durante InnoTrans. Il progetto prevede dieci treni destinati alle linee ferroviarie sarde e tre centrali per la produzione di idrogeno verde a Mandas, Macomer e Alghero.

2.100 tonnellate di CO₂ in meno ogni anno: è il risparmio stimato con l'introduzione dei nuovi treni a idrogeno sulle linee a scartamento ridotto della Sardegna.

Il primo convoglio, prodotto da Stadler Rail e progettato specificamente per questo tipo di infrastrutture, è stato presentato a Berlino nell'ambito di InnoTrans, la fiera internazionale dedicata al settore dei trasporti. ARST, l'Azienda regionale sarda trasporti, prevede di acquistare complessivamente dieci treni nell'ambito dell'accordo quadro con il gruppo svizzero.

Il progetto per la rete sarda

Il nuovo convoglio è il primo al mondo a idrogeno progettato per linee ferroviarie a scartamento ridotto. Il sistema di propulsione utilizza celle a combustibile e serbatoi di idrogeno collocati in una carrozza centrale, denominata Power Pack. I treni sono destinati a sostituire le attuali automotrici diesel sulle linee gestite da ARST.

"È un salto di qualità tecnologico storico per l'efficienza della nostra flotta, un traguardo reso possibile dalla piena condivisione di intenti e dal supporto cruciale della Regione Sardegna. Stiamo trasformando radicalmente il nostro modo di fare trasporto pubblico, rendendo ARST un modello di innovazione e affidabilità", ha sottolineato Giovanni Mocci, amministratore unico di ARST, in occasione della presentazione del nuovo treno a Berlino.

300 milioni per il sistema di mobilità a idrogeno

L'investimento complessivo legato al progetto, che comprende anche le infrastrutture per la produzione dell'idrogeno verde, ammonta a circa 300 milioni di euro e beneficia di fondi PNRR. La produzione di idrogeno sarà alimentata da impianti fotovoltaici collegati alle tre centrali previste a Mandas, Macomer e Alghero.

Secondo ARST, l'impiego dei nuovi treni consentirà di evitare oltre 2.100 tonnellate di CO₂ all'anno rispetto all'utilizzo dei convogli diesel. Il sistema energetico è stato concepito per integrare produzione, stoccaggio e utilizzo dell'idrogeno nell'ambito della rete ferroviaria regionale.

Il ruolo di Stadler

"Questi veicoli, sviluppati in collaborazione con Stadler, sono un elemento centrale della strategia di decarbonizzazione della rete a scartamento ridotto. È il primo passo del percorso di evoluzione di ARST da operatore di trasporto ad Azienda energetica a supporto del proprio sistema di mobilità", ha spiegato Carlo Poledrini, direttore centrale dell'Azienda di trasporti.

I nuovi convogli sono dotati di celle a combustibile e batterie per la trazione e prevedono soluzioni dedicate all'accessibilità, tra cui il pianale ribassato per facilitare la salita delle persone con mobilità ridotta. Il progetto Stadler per ARST prevede inoltre una velocità di progetto di 120 km/h e una velocità operativa di 100 km/h.

La prima presentazione del convoglio era avvenuta a giugno presso il centro di collaudo Stadler di Erlen, in Svizzera. L'entrata in servizio passeggeri è prevista, una volta completate le autorizzazioni e i collaudi, a partire dal 2028 sulle linee a scartamento ridotto gestite da ARST.