Si conclude il programma nazionale promosso da ENEA, CNR e RSE per la ricerca e lo sviluppo sull’idrogeno. Il progetto ha finanziato 75 accordi con università, 85 borse di dottorato e 28 contratti per giovani ricercatori, sviluppando tecnologie dalla produzione di idrogeno rinnovabile allo stoccaggio, dagli e-fuel alle celle a combustibile.
120 milioni di euro di finanziamento, 150 linee di attività, 75 accordi di collaborazione con le università italiane, 85 borse di dottorato e 28 contratti a tempo determinato per giovani ricercatori: sono alcuni dei numeri del POR H2, uno dei principali programmi nazionali di ricerca e sviluppo sull’idrogeno, giunto alla conclusione dopo un percorso promosso da ENEA, CNR e RSE nell’ambito dell’accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
I risultati del programma sono stati presentati il 22 settembre all’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli, a Napoli, nel corso dell’evento finale, al quale hanno partecipato, tra gli altri, per ENEA la direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili Giulia Monteleone e Viviana Cigolotti, responsabile della Divisione di Tecnologie e vettori per la decarbonizzazione. Dell'evento si legge in un comunicato stampa di Enea.
Dalla produzione allo stoccaggio
Le attività del POR H2 hanno riguardato diversi ambiti della filiera dell’idrogeno, dalla produzione di idrogeno rinnovabile ai sistemi di stoccaggio, dagli e-fuel alle celle a combustibile, fino alle infrastrutture energetiche intelligenti.
Il programma ha previsto attività di sperimentazione sia in laboratorio sia su scala dimostrativa, oltre alla definizione di metodologie, protocolli e linee guida.
Secondo ENEA, il progetto ha inoltre contribuito a rafforzare la rete nazionale di competenze attraverso il coinvolgimento di università, ricercatori e infrastrutture di ricerca.
“Il POR H2 ci lascia molto più di un insieme di risultati scientifici: ha creato una rete nazionale di competenze, giovani ricercatori e infrastrutture, che rappresentano tutti insieme un immenso patrimonio strategico per il Paese. La sfida adesso è tradurre tutto questo in competitività e nuove opportunità per la filiera industriale nazionale”, dichiara Giulia Monteleone, direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di ENEA.
Dalla ricerca all'industria
Il passaggio dai risultati della ricerca alle applicazioni industriali rappresenta uno degli elementi centrali emersi durante l’evento conclusivo.
“L’idrogeno – aggiunge Monteleone – può svolgere un ruolo importante soprattutto nei settori più complessi da decarbonizzare e nell’integrazione delle fonti rinnovabili. Perché questo potenziale possa tradursi in applicazioni concrete occorre ora lavorare insieme su prestazioni, costi, sicurezza, sostenibilità e infrastrutture”.
L’evento ha riunito rappresentanti della ricerca, delle istituzioni, delle università e del sistema produttivo per un confronto sulle prospettive della filiera nazionale dell’idrogeno, con particolare attenzione al trasferimento tecnologico e al passaggio dalla ricerca alla dimostrazione e alle applicazioni industriali.
Un percorso avviato nel 2024
La conclusione del POR H2 arriva dopo un percorso pubblico avviato nel luglio 2024, quando il primo evento nazionale del programma aveva riunito a Roma oltre 220 ricercatori, esperti e rappresentanti della comunità scientifica e del sistema industriale.
Con l’evento di Napoli si conclude quindi il percorso pubblico del programma, lasciando una rete di attività di ricerca, collaborazioni accademiche, competenze e infrastrutture sviluppate nell’ambito del finanziamento nazionale dedicato alla filiera dell’idrogeno.

