Il Gruppo ha inaugurato a Pignataro Maggiore (Caserta) un elettrolizzatore PEM da 2 MW per la produzione di idrogeno rinnovabile, con capacità di compressione fino a 500 bar. Il progetto Green Hydrogen IGAT, sostenuto da 8 mln di fondi PNRR, integra energia fotovoltaica e sistemi di accumulo per fornire idrogeno ad alta purezza alle imprese industriali e supportare la decarbonizzazione.
Nuovo investimento del Gruppo SIAD da oltre 12 milioni di euro nella transizione energetica e decarbonizzazione industriale. Come annunciato dal Gruppo in un comunicato stampa, è infatti stato inaugurato l’elettrolizzatore per la produzione di idrogeno rinnovabile fino a 500 bar presso lo stabilimento IGAT, azienda appartenente al gruppo bergamasco attiva nella produzione di azoto, ossigeno ed argon con sede nel casertano, a Pignataro Maggiore.
L’iniziativa – denominata Green Hydrogen IGAT – nasce con l’obiettivo di coniugare innovazione tecnologica, produzione da fonti rinnovabili e servizi a supporto alle strategie di decarbonizzazione delle imprese, in coerenza con le direttrici del PNRR e con la crescente attenzione del sistema produttivo nei confronti di soluzioni energetiche sostenibili.
L’investimento di SIAD è stato ammesso al finanziamento di 8 milioni di euro del PNRR a seguito della partecipazione al bando “Rivoluzione verde e transizione ecologica” gestito dalla Regione Campania. L’iniziativa si inserisce nel quadro degli investimenti nelle attività finalizzate ad accelerare la transizione energetica, promuovere l’impiego dell’idrogeno rinnovabile e rafforzare la competitività del sistema industriale.
Elettrolizzatore PEM da 2 MW alimentato da energia solare
Il nuovo impianto, nell’area di proprietà adiacente allo stabilimento esistente di frazionamento dell’aria, consiste in un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno rinnovabile basato su tecnologia PEM (Proton Exchange Membrane), con potenza pari a 2 MW.
L’impianto viene alimentato esclusivamente da un campo fotovoltaico della capacità di 2.37 MWp e da un sistema di accumulo a batterie della capacità di 1 MW, configurando un modello integrato di produzione energetica, capace di trasformare energia solare in idrogeno ad elevata purezza destinato ad applicazioni industriali.
L’elettrolizzatore – scrive il Gruppo – è concepito come una soluzione containerizzata che integra al proprio interno tutte le principali apparecchiature di processo necessarie alla produzione di idrogeno: dal trattamento e dalla depurazione dell’acqua fino alla purificazione dell’idrogeno prodotto, con l’obiettivo di raggiungere una purezza pari al 99.999%.
A valle dell’elettrolizzatore, l’idrogeno verde viene compresso fino a 500 bar, per poter essere consegnato ai clienti attraverso la fornitura di pacchi bombole e/o carri bombolai. La scelta della tecnologia PEM valorizza caratteristiche particolarmente rilevanti per l’integrazione con fonti rinnovabili, quali modularità, flessibilità operativa e capacità di risposta alle variazioni della produzione fotovoltaica.
L’idrogeno prodotto sarà destinato alla vendita ad aziende che già lo impiegano nei propri processi chimico-fisici e/o manifatturieri specifici, offrendo loro una soluzione concreta per ridurre l’impronta emissiva delle attività produttive e per accompagnare la progressiva transizione verso modelli industriali a minore intensità carbonica.

La strategia di SIAD tra nuovi impianti e decarbonizzazione industriale
“Green Hydrogen IGAT non è soltanto un nuovo impianto, ma un progetto industriale di visione, capace di collegare le esigenze immediate delle imprese con gli obiettivi della transizione energetica. L’iniziativa risulta inoltre perfettamente in linea con la visione di lungo periodo del Gruppo SIAD, orientata all’innovazione, alla sostenibilità, alla sicurezza e allo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate a supporto dell’industria e della transizione energetica. L’impianto oggi inaugurato si inserisce in un quadro di investimenti in Italia e all’estero finalizzato da un lato ad ampliare la capacità produttiva del Gruppo e dall’altro di accompagnare le imprese nel processo di transizione energetica”, ha spiegato il Presidente e Ceo del Gruppo SIAD, Bernardo Sestini.
“Tra gli impianti recentemente inaugurati figurano l'impianto di Leopoldov in Slovacchia, dedicato al recupero e alla liquefazione di CO₂ biogenica da bioetanolo, e l'impianto OXY in Croazia, joint venture produttiva con il Gruppo SOL (60% SIAD, 40% SOL) per la produzione di gas industriali attraverso il frazionamento dell'aria. In Italia invece sono in corso di completamento altri tre stabilimenti: a Marghera (Ve), con accesso diretto al mare per una logistica efficace, dedicato alla costruzione di ASU di grandi dimensioni e impianti LNG; a Seriate (Bg), dedicato alla produzione di compressori; a Castelfranco di Sotto in Toscana (Pi), impianto di frazionamento dell'aria per la produzione di gas industriali”, ha continuato Sestini.
“Per IGAT questo progetto rappresenta un passaggio di particolare rilievo perché consente di rafforzare il ruolo dello stabilimento di Pignataro Maggiore come piattaforma industriale orientata all’innovazione, alla sostenibilità e alla transizione energetica”, ha dichiarato Massimo Iorio, AD di IGAT.

