Idrogeno, UE: oltre 1 mld per 9 progetti per accelerare la transizione energetica

25 mag 2026
Le iniziative, distribuite in 7 Paesi membri, dovrebbero installare circa 1,1GW di capacità di elettrolisi e generare oltre 1,3 mln di tonnellate di idrogeno nei primi dieci anni. Approvato inoltre della Commissione un aiuto tedesco da 1,3 mld che, attraverso il meccanismo "Aste come Servizio" della Banca Europea dell'Idrogeno, punta a installare fino a 1.000 MW di elettrolizzatori e a rafforzare le infrastrutture transfrontaliere tra Danimarca e Germania. R.L.

La Commissione Europea ha selezionato nove progetti dedicati alla produzione di idrogeno nell’ambito della terza asta della Banca europea dell’idrogeno (European Hydrogen Bank): è quanto si legge in un comunicato stampa, in cui viene resa nota l'assegnazione complessiva di circa 1,09 miliardi di euro attraverso il Fondo per l’innovazione, alimentato dal sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS).

I progetti individuati saranno realizzati in sette Paesi dello Spazio economico europeo e dovrebbero contribuire allo sviluppo di quasi 1,1 gigawatt di capacità di elettrolizzatori, con una produzione stimata superiore a 1,3 milioni di tonnellate di idrogeno nei primi dieci anni di esercizio. Secondo le stime della Commissione, ciò consentirà una riduzione delle emissioni di gas serra pari a circa 9 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente.

Obiettivo: decarbonizzazione e competitività industriale

L’iniziativa rientra nella strategia europea volta ad accelerare la diffusione dell’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni, con l’obiettivo di supportare la decarbonizzazione dei settori industriali ad alta intensità energetica, come i trasporti e l’industria chimica. Al tempo stesso, il programma punta a rafforzare la leadership industriale europea, la competitività di lungo periodo e la creazione di occupazione qualificata, contribuendo anche agli obiettivi di indipendenza energetica e sicurezza dell’Unione.

Il meccanismo di finanziamento prevede l’assegnazione di sovvenzioni tramite una procedura competitiva, pensata per massimizzare la riduzione delle emissioni e favorire la formazione di prezzi di mercato più efficienti. I progetti selezionati riceveranno, al momento della firma delle convenzioni, un premio fisso compreso tra 0,44 e 3,49 euro per chilogrammo di idrogeno certificato e verificato prodotto, con una durata del sostegno fino a un massimo di dieci anni.

I progetti selezionati per RFNBO e idrogeno low carbon

Nell’ambito della selezione relativa ai combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO), i progetti ammessi comprendono AN-1-B in Grecia, T2X in Spagna, NJK in Danimarca, ALBA sempre in Danimarca e Hy4IND in Austria. Questi interventi prevedono capacità variabili di elettrolisi e differenti volumi produttivi, con prezzi di offerta compresi tra 0,57 e 0,98 euro/kg.

Per il segmento dedicato all’idrogeno a basse emissioni di carbonio sono stati selezionati il progetto Cloudberry in Finlandia e Lotse in Germania, con contributi significativi in termini di capacità installata e produzione cumulata nel decennio.

Infine, nell’ambito del tema “Aviazione e marittimo”, sono stati selezionati i progetti Gen2-LH2 in Norvegia e RogalandH2, anch’esso in Norvegia, entrambi caratterizzati da costi di produzione più elevati e premi fino a 3,49 euro/kg, destinati a sostenere l’impiego dell’idrogeno nei settori del trasporto aereo e navale.

Criteri di selezione e assegnazione delle risorse

La graduatoria è stata definita in base al prezzo di offerta richiesto dai progetti, che riflette il livello di sostegno necessario per la produzione di un chilogrammo di idrogeno pulito. Dopo la valutazione di ammissibilità e qualità, i progetti sono stati finanziati seguendo un ordine crescente di prezzo fino all’esaurimento del budget disponibile del Fondo per l’innovazione.

Il meccanismo include anche la partecipazione di Spagna e Germania attraverso la modalità “Auctions-as-a-Service”, che aggiunge ulteriori 1,7 miliardi di euro di fondi nazionali. In questo quadro, la Germania destina fino a 1,3 miliardi di euro e la Spagna fino a 440 milioni, con l’obiettivo di sostenere progetti nazionali selezionati tramite la stessa piattaforma europea.

Questa modalità consente agli Stati membri di finanziare progetti sul proprio territorio utilizzando una procedura semplificata, riducendo gli oneri amministrativi e garantendo un’allocazione più efficiente delle risorse pubbliche. Alcuni progetti in lista d’attesa, situati in Spagna e Danimarca, potrebbero essere successivamente finanziati grazie a questa integrazione nazionale.

Prossime fasi e attuazione dei progetti

Le prossime fasi prevedono l’avvio della preparazione delle convenzioni di sovvenzione da parte dell’Agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l’ambiente (CINEA). In questa fase saranno definiti i termini finali del sostegno finanziario, inclusi i premi per chilogrammo e il cronoprogramma di attuazione. La firma degli accordi è attesa per l’ultimo trimestre del 2026.

I progetti dovranno raggiungere la chiusura finanziaria entro due anni e mezzo dalla firma e diventare operativi entro cinque anni, con l’obbligo di rispettare gli impegni assunti anche attraverso garanzie di completamento. La CINEA seguirà l’intero processo di implementazione per verificarne la corretta esecuzione.

Domanda in forte crescita per l'idrogeno europeo

La terza asta della Banca europea dell’idrogeno si è chiusa il 19 febbraio 2026, registrando 58 offerte provenienti da 11 Paesi e una domanda superiore di oltre sei volte rispetto al budget disponibile di 1,3 miliardi di euro. L’iniziativa si inserisce nel quadro del Fondo per l’innovazione, che dispone di circa 40 miliardi di euro tra il 2020 e il 2030 e che ha già sostenuto circa 260 progetti innovativi nello Spazio economico europeo.

Le aste della Banca europea dell’idrogeno rappresentano uno strumento complementare rispetto ai tradizionali bandi del Fondo per l’innovazione, con l’obiettivo di indirizzare i finanziamenti verso le tecnologie a basse emissioni più mature e con maggiore capacità di generare riduzioni rapide e misurabili delle emissioni di gas serra.

"Con oltre 1 miliardo di EUR investito nell'innovazione nel settore dell'idrogeno, l'UE sta ancora una volta destinando le entrate del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE al rafforzamento della competitività industriale dell'Europa. Questi investimenti stanno accelerando la transizione pulita, rafforzando l'indipendenza e la sicurezza energetiche dell'Europa. È altrettanto incoraggiante vedere gli Stati membri utilizzare questo strumento per investire in più progetti", ha commentato Wopke Hoekstra, Commissario per il Clima, l’azzeramento delle emissioni nette e la crescita pulita.

Via libera UE anche al piano tedesco da 1,3 miliardi

Sul fronte degli aiuti di Stato, più recentemente, la Commissione Europea ha approvato un programma tedesco da 1,3 miliardi di euro per sostenere la produzione di idrogeno rinnovabile attraverso il meccanismo “Aste come Servizio” della Banca Europea dell’Idrogeno, nell’ambito degli obiettivi del Clean Industrial Deal, del piano REPowerEU e della strategia UE sull’idrogeno.

Il progetto finanzierà fino a 1.000 MW di elettrolizzatori e la produzione di circa 10 milioni di tonnellate di idrogeno verde, con una riduzione stimata di 55 milioni di tonnellate di CO2, sostenendo anche infrastrutture transfrontaliere tra Danimarca e Germania, come il gasdotto Danish Hydrogen Backbone 1.

Gli aiuti saranno assegnati tramite gara competitiva supervisionata da CINEA e concessi sotto forma di sovvenzioni per un massimo di dieci anni alle aziende conformi ai criteri UE sui combustibili rinnovabili. Secondo l'UE, il programma è necessario per incentivare investimenti che altrimenti non verrebbero realizzati e avrà effetti positivi sulla decarbonizzazione industriale europea.

R.L.