Secondo il report, alla diffusione dell'idrogeno blu possono contribuire le politiche pubbliche, attraverso strumenti come carbon pricing e incentivi fiscali, il settore privato, grazie a investimenti, integrazione del CCUS e sviluppo di hub industriali, e i progressi tecnologici, migliorando efficienza, riducendo le emissioni e ampliando le applicazioni.
L'idrogeno blu, prodotto dal gas naturale con cattura del carbonio, offre un'alternativa a basso contenuto di carbonio all'idrogeno grigio e rappresenta una soluzione transitoria verso un'economia basata sull'idrogeno.
Per una crescita scalabile e sostenibile è necessario allineare tre pilastri chiave: quadro normativo, motori commerciali e innovazioni tecnologiche. Insieme, questi pilastri stabiliscono le basi di mercato, la distribuzione nel mondo reale e i miglioramenti dell'efficienza.
È quanto dichiarato da Cherie Wong in un comunicato IDTechEx, società di market intelligence.
Tre pilastri chiave per il futuro dell'idrogeno blu
L’idrogeno blu è prodotto da combustibili fossili, tipicamente gas naturale, utilizzando il metano a vapore o autothermal reforming (SMR o ATR) combinato con tecnologie di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS). Catturando le emissioni diCO2 generate durante la produzione, l'idrogeno blu offre un'alternativa a basso contenuto di carbonio rispetto all'idrogeno grigio tradizionale e rappresenta una soluzione di transizione fondamentale per un'economia basata sull'idrogeno.
Secondo la società, ha il potenziale per colmare il divario tra la dipendenza odierna dai combustibili fossili e un futuro di energia verde.
Dall'ultimo rapporto di IDTechEx, "Produzione e mercati di idrogeno blu 2026-2036: Tecnologie, previsioni, attori", l'aumento della produzione e dell'adozione dell'idrogeno blu dipende dall'allineamento di tre pilastri chiave: quadri normativi, motori commerciali e innovazioni tecnologiche.

Supporto normativo: il motore principale
L'idrogeno blu rimane più costoso dell'idrogeno grigio a causa dei costi aggiuntivi delle infrastrutture e delle operazioni CCUS. Senza il sostegno politico, questa differenza di costo rende l'idrogeno blu economicamente insostenibile; pertanto, i quadri normativi sono essenziali.
I governi di tutto il mondo stanno esplorando molteplici percorsi per incentivare l'idrogeno blu, ad esempio l'obiettivo dell'UE di far coprire circa il 10% del suo fabbisogno energetico a idrogeno rinnovabile entro il 2050.
Per tradurre queste ambizioni in progressi, diversi governi introducono una varietà di meccanismi per stimolare la produzione e l'adozione dell'idrogeno blu.
Uno degli approcci più diffusi è la tariffazione del carbonio, che assegna un costo finanziario alle emissioni di gas serra. Può assumere la forma di una tassa sul carbonio, che applica un costo fisso per tonnellata di emissioni, oppure di un sistema di scambio delle emissioni (ETS), che limita le emissioni totali e consente ai partecipanti di mercato di scambiare quote. Uno dei programmi ETS più grandi e consolidati è il Sistema di Scambio delle Emissioni dell'Unione Europea (EU ETS).
I governi incentivano gli investimenti nell’idrogeno blu soprattutto tramite crediti d’imposta, che riducono il carico fiscale per i progetti a basse emissioni (come i programmi statunitensi 45Q e 45V). Questi strumenti, insieme a sovvenzioni e finanziamenti, abbassano i costi e i rischi, favorendo lo sviluppo delle infrastrutture e rendendo il mercato più attraente.
Motori commerciali: il ruolo del settore privato
Il settore privato – scrive la società – è il principale motore dell’idrogeno blu, spinto sia da obblighi normativi sia dalle opportunità economiche dei mercati a basse emissioni. Le aziende integrano tecnologie CCUS negli impianti esistenti per ottenere incentivi o valorizzare la CO₂ catturata.
Inoltre, gli hub industriali, spesso sviluppati tramite partnership pubblico-private, consentono di condividere infrastrutture, ottimizzare la supply chain e ridurre i costi, rendendo l’idrogeno blu più efficiente e scalabile.
Innovazione tecnologica: efficienza, scalabilità ed espansione del mercato
Nonostante la relativa maturità, l’idrogeno blu continua a evolversi grazie a innovazioni che migliorano efficienza, riducono costi ed emissioni. Progressi nei reformer, nei catalizzatori e nei reattori (come eSMR) aumentano la resa, mentre tecnologie CCUS più avanzate e modulari rendono più efficace e scalabile la cattura della CO₂.
Questi sviluppi, oltre a favorire la diffusione, ampliano anche gli usi dell’idrogeno blu in settori industriali ed energetici, contribuendo alla decarbonizzazione e alla crescita della domanda.
Prospettive e coordinamento fra politica, industria e tecnologia
Scalare con successo l'idrogeno blu richiede l'allineamento tra politica, industria e tecnologia. Le normative stabiliscono il quadro di mercato, il settore privato guida l'implementazione e le innovazioni tecnologiche migliorano efficienza e scalabilità sbloccando nuove applicazioni.
Guardando al futuro, conclude il comunicato stampa, l'obiettivo è che il settore maturi naturalmente e diventi autosufficiente, riducendo gradualmente la sua dipendenza dagli incentivi governativi. Tuttavia, per ora, il sostegno normativo rimane il fattore più critico. Senza di esso, il mercato in via di sviluppo dell'idrogeno blu faticherà a guadagnare terreno, indipendentemente dagli interessi commerciali o dalla prontezza tecnologica.

