Le conclusioni del Consiglio evidenziano la vulnerabilità dell'UE dovuta alla dipendenza dai combustibili fossili e ai rischi lungo le catene di approvvigionamento. Necessario promuovere partenariati internazionali, integrando le politiche climatiche in quelle di sicurezza e difesa.
L’UE continuerà a impegnarsi nel percorso verso la transizione energetica pulita come principale strategia per rafforzare l’autonomia strategica europea. È quanto ribadito dal Consiglio dell’Unione europea, che ha approvato conclusioni dal titolo "Diplomazia energetica e climatica dell'UE – Rafforzare la sovranità e portare avanti la transizione pulita a livello mondiale".
Le conclusioni, si legge in una nota della Commissione, mirano a sottolineare che l’elevata dipendenza dell’UE dalle importazioni di combustibili fossili aumenta la sua vulnerabilità geopolitica, come evidenziato dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni in Iran e nella regione.
In un contesto di crescente frammentazione geopolitica e di un ordine internazionale sotto pressione, l’UE affronta rischi significativi per la propria sovranità. Le vulnerabilità delle catene di approvvigionamento energetico e tecnologico minacciano la sua competitività e sicurezza economica, mentre i cambiamenti climatici e il degrado ambientale rappresentano una minaccia esistenziale che può compromettere anche la pace e la sicurezza globali
Clima, sicurezza e partenariati internazionali
La transizione pulita è vista dall’UE come un motore di innovazione, crescita economica e competitività globale, oltre che come risposta centrale alla crisi climatica.
Il Consiglio invita la politica estera e di sicurezza dell’UE ad agire con urgenza per rafforzare la resilienza alle minacce climatiche, ambientali ed energetiche. Nella nota viene inoltre sottolineata la necessità di sostenere il settore europeo delle tecnologie pulite a livello internazionale e di promuovere i prodotti e le tecnologie dell’UE. Infine, si riconosce che l’innovazione legata alla transizione può rafforzare anche la prontezza alla difesa e la resilienza del comparto militare europeo.
Le conclusioni – scrive la Commissione – riconfermano che l'UE continuerà a guidare l'azione globale per il clima e la protezione dell'ambiente. Il Consiglio ribadisce il fermo impegno dell'UE a promuovere un approccio multilaterale attraverso la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e l'accordo di Parigi, al fine di mantenere raggiungibile l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5ºC. Il Consiglio esorta i partner internazionali a fissare e attuare quanto prima obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.
In questo contesto, l'UE continuerà a creare partenariati reciprocamente vantaggiosi che promuovano la transizione pulita e la resilienza globale, per approfondire la cooperazione attraverso iniziative, partenariati e strumenti, dando priorità al dialogo con i soggetti disposti a integrare e accelerare l'azione per il clima.
Implicazioni delle crisi e impegno dell'Unione
Il Consiglio riconosce che la crisi climatica, già ai livelli attuali di riscaldamento, rappresenta una minaccia per la pace e la sicurezza globale ed europea. La vulnerabilità climatica e gli sfollamenti possono essere strumentalizzati da attori ostili. Per questo, l’UE è chiamata a rafforzare la stabilità internazionale sostenendo resilienza, preparazione e adattamento nei paesi più fragili e nel vicinato europeo. Inoltre, si evidenzia che il calo delle entrate da combustibili fossili e gli interventi sul clima possono generare nuovi rischi geopolitici, rendendo necessario integrare sistematicamente le questioni climatiche e ambientali nelle politiche estere, di sicurezza e di difesa dell’UE.
Nella nota, infine, il Consiglio ribadisce l'offerta di partenariati dell'UE e invita l'alta rappresentante e la Commissione a elaborare, insieme agli Stati membri, approcci intersettoriali per un dialogo intensificato e sistematico con i paesi terzi.

