Irrigazione, Consorzio di bonifica Tevere-Nera inaugura invaso da 2,8 mln in Umbria

02 nov 2026
Il progetto è destinato a migliorare l’accumulo e la gestione delle risorse idriche a servizio di circa 2.700 ettari. Con capacità iniziale di 16mila m3, l'infrastruttura punta a garantire maggiore continuità all'irrigazione e flessibilità nella distribuzione dell'acqua.

In attesa del concreto avvio del Piano Idrico Nazionale, i Consorzi di bonifica e irrigazione italiani stanno comunque operando ogni giorno per migliorare la resilienza dei territori di fronte alla crisi climatica: l'adattamento è l’unica strada da percorrere per dare risposte ai territori, seguendo un modello di sussidiarietà che coinvolga cittadini e istituzioni. A ribadirlo è Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, intervenuto all’inaugurazione del nuovo invaso di compenso, realizzato dal Consorzio di bonifica Tevere-Nera in località Sant’Egidio ad Orvieto, in Umbria.

L’opera – di cui si legge in un comunicato stampa di ANBI – fa parte del sistema di irrigazione “a pioggia” posto sulle due sponde del Tevere, e ha richiesto un investimento complessivo di 2,8 milioni di euro, finanziato dal Ministero di Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste (MASAF). Realizzata su uno dei terrazzi alluvionali del fiume, ha la funzione di accumulare acqua e distribuirla a servizio di un’area di circa 2.700 ettari, interessando prossimamente i territori di Attigliano, Lugnano in Teverina, Bomarzo e Graffignano.

L’invaso, realizzato con arginature in terra e un rivestimento interno in materiale sintetico ad alta resistenza, ha una capacità iniziale di 16.000 metri cubi, raddoppiabile con un futuro ampliamento; l’impianto sarà gestito attraverso sistemi automatici telecontrollati e sarà sorvegliato con telecamere.

Accumulo e gestione efficiente della risorsa idrica

Uno degli aspetti principali del progetto – scrive ANBI – riguarda il modo in cui l'invaso viene riempito: l’acqua infatti può arrivare dal lago di Corbara per gravità, cioè senza l’utilizzo di pompe, contenendo i costi energetici; la nuova infrastruttura è comunque predisposta anche per il riempimento meccanico nel caso, in cui il livello lacustre non dovesse permettere un deflusso naturale verso valle.

Il nuovo invaso di Sant’Egidio non servirà soltanto come riserva per la collegata rete irrigua: oltre a poter produrre energia elettrica, le sue acque rimpingueranno, quando necessario, altri due serbatoi già in funzione (Castiglione in Teverina e Montecchio). L’obbiettivo è quindi creare una maggiore capacità di accumulo e rendere più flessibile la gestione delle risorse disponibili, garantendo continuità all’irrigazione.

“Il Consorzio di bonifica ha così dimostrato, ancora una volta, che le risorse, quando disponibili, vengono ben spese a vantaggio del territorio e del suo sviluppo economico, rappresentando una risposta alle esigenze del presente, ma anche del futuro”, ha commentato il Presidente del “Tevere-Nera”, Massimo Manni.

“Grazie alla profonda conoscenza del territorio, siamo un elemento centrale per la sua tutela idrogeologica e nell’efficiente gestione delle risorse idriche”, ha concluso Carla Pagliari, Direttrice dell’ente consortile.

Alla cerimonia inaugurale erano presenti, tra gli altri, Dominga Cotarella, Presidente di Coldiretti Umbria; Francesco De Rebotti, Assessore a Sviluppo Economico, Politiche del Lavoro, Trasporti e Infrastrutture di Regione Umbria; Roberta Tardani, Sindaca di Orvieto; Marco Casini, Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale; Francesca Coniglio, Dirigente presso il MASAF.