Caldaie, Assotermica: mercato in calo nel 2025, criticità per il settore

07 apr 2026
La riduzione delle vendite, che interessa sia i prodotti tradizionali sia alcune soluzioni più innovative, potrebbe incidere sul ricambio degli impianti e sugli obiettivi di efficienza energetica, con possibili ripercussioni sull’intera filiera.

Nel 2025 il mercato italiano delle caldaie registra  una marcata contrazione delle vendite, alimentando preoccupazioni diffuse lungo l’intera filiera. Secondo i dati di Assotermica, l’associazione dei produttori di apparecchi e componenti per impianti termici aderente ad Anima Confindustria, le principali categorie di prodotto mostrano un calo generalizzato, particolarmente evidente nel segmento delle caldaie domestiche, centrale per il settore.

Nel dettaglio, le caldaie murali scendono da 911.899 unità nel 2024 a 769.090 nel 2025, con una riduzione del 15,7%. Un dato rilevante sia per il peso di questa tipologia sul mercato sia per il suo ruolo nel rinnovamento degli impianti residenziali.

La flessione interessa anche le caldaie a basamento, che passano da 8.342 a 6.340 unità (-24,0%), le caldaie soffiate, in calo da 4.252 a 3.626 unità (-14,7%), e gli scaldacqua a gas, che diminuiscono da 310.021 a 291.084 unità (-7,5%). In diminuzione anche i sistemi che integrano fonti rinnovabili: gli apparecchi ibridi si attestano a 9.040 unità (-5,0%), mentre gli scaldacqua in pompa di calore passano da 23.516 a 22.916 unità (-7,5%). In controtendenza si segnalano i bruciatori, che crescono da 23.539 a 25.581 unità (+8,7%).

Una crisi diffusa

L’andamento complessivo del mercato evidenzia un rallentamento che va oltre una semplice dinamica congiunturale, suggerendo una fase di incertezza più strutturale. Una condizione che rischia di ostacolare il ricambio tecnologico degli impianti esistenti, in un Paese in cui si stimano ancora circa 9 milioni di apparecchi obsoleti, meno efficienti e con un maggiore impatto energetico e ambientale.

La contrazione delle vendite assume quindi una valenza particolarmente critica: oltre a incidere su un comparto che impiega migliaia di addetti, rallenta il processo di efficientamento del patrimonio edilizio, con conseguenze dirette sui consumi delle famiglie e sulla sostenibilità complessiva del sistema energetico.

«In un contesto come quello attuale è fondamentale che le istituzioni prestino la massima attenzione a un comparto che riveste un ruolo centrale nel percorso di efficientamento energetico del Paese. I dati mostrano chiaramente un rallentamento nel rinnovo degli impianti, proprio mentre sarebbe necessario accelerare la sostituzione delle tecnologie obsolete con soluzioni più efficienti. Il quadro regolatorio è stato profondamente modificato negli ultimi anni: ora è il momento di ripartire, definendo con chiarezza quali piani adottare per il futuro dell’efficientamento degli edifici. 

È altrettanto importante garantire un sistema di incentivi chiaro, stabile e coerente: strumenti come Ecobonus e Bonus Casa devono essere messi nelle condizioni di supportare concretamente le scelte delle famiglie» dichiara il presidente di Assotermica Giuseppe Lorubio.

Prospettive future

Il quadro che emerge per il 2025 è dunque quello di una fase particolarmente delicata per il settore, in cui la riduzione dei volumi si intreccia con un contesto di incertezza più ampio, rischiando di accentuarne le criticità. Le imprese della filiera, fortemente radicate nel sistema produttivo nazionale, si trovano a fronteggiare una domanda in calo, con possibili ripercussioni sulla continuità operativa e sull’occupazione, proprio in una fase in cui risultano cruciali investimenti in soluzioni innovative.

In assenza di indicazioni chiare e di una visione di medio-lungo periodo, il rischio è un progressivo indebolimento del comparto, in un momento in cui il contributo dell’industria del riscaldamento appare fondamentale per sostenere il percorso di transizione energetica.