Cambiamenti climatici, Legambiente: ciclone Erminio colpisce Centro Sud

14 apr 2026
I dati dell’Osservatorio CittàClima evidenziano un aumento significativo degli eventi meteo estremi nel Centro-Sud Italia, con impatti rilevanti su popolazione, imprese e patrimonio culturale. Legambiente richiama l’urgenza di una strategia nazionale di adattamento e prevenzione.

Il Centro-Sud Italia torna a fare i conti con gli effetti della crisi climatica. Le forti perturbazioni legate al ciclone Erminio stanno colpendo diverse regioni, riaccendendo l’attenzione sulla vulnerabilità dei territori.

A fare il punto è Legambiente, che attraverso i dati aggiornati dell’Osservatorio CittàClima segnala come, dal 2011 a fine marzo 2026, si siano verificati complessivamente 794 eventi meteo estremi in Abruzzo, Marche, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Si tratta di fenomeni che includono allagamenti, grandinate, esondazioni, mareggiate e danni al patrimonio storico, con conseguenze rilevanti per i territori interessati.

Secondo i dati della piattaforma IdroGEO di ISPRA, nelle stesse aree oltre 1,16 milioni di persone vivono in zone a elevato rischio idrogeologico, esposte a frane e alluvioni. A ciò si aggiungono più di 420mila edifici, circa 88mila imprese e oltre 8.500 beni culturali situati in aree vulnerabili.

Il quadro si inserisce in una fase particolarmente critica, segnata in questi giorni da fiumi in piena, nevicate intense, frane e interruzioni della viabilità. Tra gli episodi più rilevanti, il crollo del ponte sul Trigno e il cedimento di diverse infrastrutture stradali in Puglia.

La necessità di un intervento mirato

Legambiente sottolinea come tali eventi evidenzino una fragilità strutturale del territorio e una carenza nella capacità di prevenzione. L’associazione richiama quindi la necessità di definire con urgenza una strategia nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, accompagnata da adeguate risorse per l’attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), ad oggi ancora inattuato.

Nel dettaglio, i dati territoriali indicano che la regione più colpita è la Sicilia, con 270 eventi estremi registrati dal 2011, seguita dalla Puglia (168) e dalla Calabria (126). Più contenuti ma comunque significativi i numeri nelle Marche (107), Sardegna (70), Abruzzo (42) e Molise (11).