UE, Report Missione Adattamento ai Cambiamenti Climatici: serve azione collettiva per i crescenti rischi

16 giu 2026
La Missione ha coinvolto oltre 400 autorità locali e regionali e supportato 65 progetti Horizon Europe per rafforzare la resilienza climatica. Intanto, Commissione e Stati membri monitorano la sicurezza energetica alla luce delle tensioni in Medio Oriente: nessun rischio per le forniture di gas in vista dell'inverno 2026/27, ma resta alta l'attenzione sugli effetti di un'eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz. Articolo di Rossella Lettieri

Adattamento ai cambiamenti climatici e sicurezza energetica sono due delle principali sfide su cui l’Unione europea è chiamata a rafforzare la propria capacità di risposta. Da un lato, la Commissione punta a trasformare le strategie di resilienza climatica in interventi concreti sul territorio; dall’altro, il contesto geopolitico continua a richiedere un monitoraggio costante degli approvvigionamenti energetici. Due fronti distinti ma strettamente legati alla capacità dell’Europa di prevenire i rischi e garantire maggiore resilienza nel lungo periodo.

Su tal fronte è stato pubblicato, dalla Missione UE per l'Adattamento ai Cambiamenti Climatici, il Rapporto di Attività 2025/26, che evidenzia i progressi continui nel trasformare le ambizioni di adattamento climatico in azioni concrete in tutta Europa. Il documento fa il punto sulle attività sviluppate dalla Missione e sul coinvolgimento crescente di territori, istituzioni e comunità scientifica, in un contesto caratterizzato da rischi climatici sempre più frequenti e complessi.

Il rapporto, annunciato dalla Commissione europea in un comunicato, dimostra un forte e crescente coinvolgimento in tutto l'ecosistema della Missione, con oltre 400 autorità regionali e locali attualmente partecipanti alle attività e iniziative della Missione. Si tratta di un coinvolgimento che conferma la crescente attenzione dei territori europei verso la necessità di rafforzare la capacità di prevenzione e risposta agli impatti dei cambiamenti climatici.

Questo slancio è ulteriormente supportato da un portafoglio di 65 progetti Horizon Europe e da una Comunità di Adattamento alla Missione attiva che riunisce oltre 700 partecipanti per collaborare, scambiare conoscenze e promuovere l'apprendimento tra pari a tutti i livelli di governance. La rete consente inoltre di condividere esperienze e soluzioni, favorendo il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca alle politiche e agli interventi sul territorio.

I risultati evidenziati mirano a confermare il ruolo della Missione per l'adattamento climatico in Europa, aiutando a tradurre le ambizioni politiche in un'attuazione pratica, rafforzando al tempo stesso la capacità dei territori di prevenire, gestire e affrontare gli impatti climatici e consolidando la resilienza nei territori.

Cooperazione europea e resilienza climatica

Il rapporto sottolinea inoltre l'importanza dell'azione collettiva nell'affrontare i crescenti rischi climatici. Collegando regioni, città, ricercatori, cittadini e istituzioni dell'UE, la Missione continua a promuovere un quadro condiviso per l'adattamento e la preparazione in tutta Europa. La cooperazione tra questi diversi soggetti è considerata essenziale per sviluppare risposte efficaci, dal momento che gli effetti del cambiamento climatico possono interessare contemporaneamente diversi settori e territori.

Guardando al futuro, l'esperienza e le lezioni generate dalla Missione contribuiranno al prossimo Quadro Integrato sulla Resilienza Climatica. Si prevede che questo quadro migliori la coerenza tra le politiche di adattamento e supporti approcci più sistemici, informati sul rischio e anticipatori alla costruzione della resilienza in tutta l'Unione Europea. L'obiettivo sarà quindi favorire una maggiore integrazione delle strategie di adattamento nelle politiche pubbliche, rendendo la gestione dei rischi climatici una componente strutturale della pianificazione europea e territoriale.

Sicurezza energetica: monitoraggio su gas e petrolio

Il documento si inserisce nel confronto sugli effetti delle tensioni geopolitiche internazionali, in un quadro di persistente incertezza sui mercati internazionali dell’energia, e punta a valutare preventivamente eventuali rischi per gli approvvigionamenti europei. Nel frattempo, infatti, l’attenzione dell’UE resta alta anche sul fronte della sicurezza energetica, strettamente legata agli  Nel corso di una riunione del Gruppo di Coordinamento del Gas del 26 maggio e di un successivo incontro del Gruppo di Coordinamento del Petrolio, Commissione europea e Stati membri hanno analizzato l’impatto delle tensioni in Medio Oriente sulla sicurezza delle forniture energetiche.

Nonostante l’attuale volatilità dei prezzi, scrive la Commissione in una nota, il Gas Coordination Group ha confermato che non vi sono al momento criticità immediate per l’approvvigionamento di gas nell’UE in vista dell’inverno 2026/27. Secondo le valutazioni condivise, gli stoccaggi europei potrebbero raggiungere l’80% entro la fine dell’estate, garantendo così adeguati livelli di sicurezza energetica. La situazione resta comunque sotto osservazione, considerata la possibilità che nuovi sviluppi geopolitici possano modificare rapidamente le condizioni dei mercati e delle forniture.

Sul fronte petrolifero, il Gruppo ha evidenziato come un’eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz avrebbe effetti significativi su greggio e prodotti raffinati, con ripercussioni su tutti i Paesi europei. Finora gli impatti si sono limitati all’aumento dei prezzi, senza interruzioni fisiche delle forniture, ma resta alta l’attenzione soprattutto sul mercato del carburante per jet. Lo Stretto rappresenta infatti un passaggio strategico per i flussi globali di energia e un’eventuale interruzione potrebbe aumentare ulteriormente la pressione sui mercati internazionali.

Commissione europea e Stati membri hanno quindi ribadito la necessità di mantenere costante il monitoraggio dell’evoluzione dei mercati energetici e delle possibili conseguenze delle tensioni geopolitiche sulle forniture, rafforzando al tempo stesso il coordinamento tra i Paesi dell’Unione. L’obiettivo è disporre di un quadro aggiornato e condiviso della situazione, così da poter individuare tempestivamente eventuali segnali di rischio e adottare, se necessario, misure coordinate a tutela della sicurezza degli approvvigionamenti.

In questo contesto, la capacità di intervenire rapidamente e in modo congiunto resta un elemento centrale della strategia europea, soprattutto di fronte a possibili nuove perturbazioni dei flussi internazionali di gas e petrolio. L’UE intende quindi continuare a seguire con attenzione sia l’andamento dei prezzi sia la disponibilità fisica delle forniture, con particolare attenzione agli effetti che eventuali nuove criticità potrebbero avere sulla stabilità del sistema energetico europeo.

Articolo a cura di Rossella Lettieri