La Missione ha coinvolto oltre 400 autorità locali e regionali e supportato 65 progetti Horizon Europe per rafforzare la resilienza climatica. Intanto, Commissione e Stati membri monitorano la sicurezza energetica alla luce delle tensioni in Medio Oriente: nessun rischio per le forniture di gas in vista dell'inverno 2026/27, ma resta alta l'attenzione sugli effetti di un'eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz. R.L.
Pubblicato dalla Missione UE per l'Adattamento ai Cambiamenti Climatici il Rapporto di Attività 2025/26, documento che evidenzia i progressi continui nel trasformare le ambizioni di adattamento climatico in azioni concrete in tutta Europa.
Il rapporto, annunciato dalla Commissione europea in un comunicato, dimostra un forte e crescente coinvolgimento in tutto l'ecosistema della Missione, con oltre 400 autorità regionali e locali attualmente partecipanti alle attività e iniziative della Missione.
Questo slancio è ulteriormente supportato da un portafoglio di 65 progetti Horizon Europe e da una Comunità di Adattamento alla Missione attiva che riunisce oltre 700 partecipanti per collaborare, scambiare conoscenze e promuovere l'apprendimento tra pari a tutti i livelli di governance.
Questi risultati – scrive la Commissione UE – confermano il ruolo della Missione per l'adattamento climatico in Europa, aiutando a tradurre le ambizioni politiche in un'attuazione pratica al contempo rafforzando la resilienza nei territori.
Cooperazione europea e resilienza climatica
Il rapporto sottolinea inoltre l'importanza dell'azione collettiva nell'affrontare i crescenti rischi climatici. Collegando regioni, città, ricercatori, cittadini e istituzioni dell'UE, la Missione continua a promuovere un quadro condiviso per l'adattamento e la preparazione in tutta Europa.
Guardando al futuro, l'esperienza e le lezioni generate dalla Missione contribuiranno al prossimo Quadro Integrato sulla Resilienza Climatica. Si prevede che questo quadro migliori la coerenza tra le politiche di adattamento e supporti approcci più sistemici, informati sul rischio e anticipatori alla costruzione della resilienza in tutta l'Unione Europea.
Sicurezza energetica: monitoraggio su gas e petrolio
Nel frattempo, l’attenzione dell’UE resta alta anche sul fronte della sicurezza energetica, strettamente legata agli effetti delle tensioni geopolitiche internazionali. Nel corso di una riunione del Gruppo di Coordinamento del Gas del 26 maggio e di un successivo incontro del Gruppo di Coordinamento del Petrolio, Commissione europea e Stati membri hanno analizzato l’impatto delle tensioni in Medio Oriente sulla sicurezza delle forniture energetiche.
Nonostante l’attuale volatilità dei prezzi, scrive la Commissione in una nota, il Gas Coordination Group ha confermato che non vi sono al momento criticità immediate per l’approvvigionamento di gas nell’UE in vista dell’inverno 2026/27. Secondo le valutazioni condivise, gli stoccaggi europei potrebbero raggiungere l’80% entro la fine dell’estate, garantendo così adeguati livelli di sicurezza energetica.
Sul fronte petrolifero, il Gruppo ha evidenziato come un’eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz avrebbe effetti significativi su greggio e prodotti raffinati, con ripercussioni su tutti i Paesi europei. Finora gli impatti si sono limitati all’aumento dei prezzi, senza interruzioni fisiche delle forniture, ma resta alta l’attenzione soprattutto sul mercato del carburante per jet.
Commissione e Stati membri hanno ribadito la necessità di continuare a monitorare con attenzione l’evoluzione dei mercati energetici, mantenendo un forte coordinamento europeo per intervenire tempestivamente qualora necessario.
R.L.

