INA e il Gruppo MOL hanno concluso una serie di incontri con la Syrian Petroleum Company per valutare la riattivazione delle attività in Siria, sospese dal 2012. Al centro dei colloqui, le condizioni tecniche, operative e normative necessarie al ritorno di INA nel Paese, insieme alla definizione di una roadmap strategica condivisa.
Riattivare le operazioni petrolifere e del gas di INA in Siria: questo il tema degli incontri fra i rappresentanti di INA e del Gruppo MOL con una delegazione di alto livello della Syrian Petroleum Company (SPC).
Come si legge in una nota del Gruppo MOL, all’inizio di quest’anno INA e SPC hanno istituito un team tecnico congiunto per valutare la fattibilità della ripresa delle operazioni di INA nelle sue concessioni siriane. Il team sta attualmente analizzando le condizioni operative, tecniche, commerciali e normative che consentirebbero il ritorno di INA in Siria.
Valutazioni tecniche e prospettive operative
Entrambe le parti hanno definito i colloqui costruttivi e orientati al futuro, sottolineando il comune interesse nell’individuare un percorso praticabile per la ripresa delle attività. Il team definirà i prerequisiti tecnici e di sicurezza per la riattivazione delle operazioni di INA e concorderà una roadmap strategica per la futura cooperazione.
La delegazione della SPC che ha incontrato il Consiglio di Amministrazione di INA era guidata da Yousef Qiblawy, CEO della Syrian Petroleum Company, accompagnato da Zuhair Sawwan, Direttore dello Sviluppo e dell’Esplorazione, e da Hisam Suleymanelsalih, Vicepresidente per lo Sviluppo del Gas.
La delegazione ha visitato le sedi centrali di MOL a Budapest e di INA a Zagabria, e il Ministero dell’Economia, dove hanno tenuto un incontro operativo con il ministro Ante Šušnjar.
Nell’ambito del programma ufficiale, il 5 maggio la delegazione ha visitato anche il terminale LNG sull’isola di Krk, in Croazia. La visita ha evidenziato l’importanza cruciale della diversificazione delle fonti energetiche e delle rotte di approvvigionamento, nonché dell’implementazione di infrastrutture moderne nel polo energetico del Mediterraneo.
Le dichiarazioni delle parti
“Siamo soddisfatti dei progressi compiuti nei colloqui con la parte siriana e incoraggiati dallo spirito costruttivo con cui queste discussioni vengono condotte. Detto ciò, il ritorno in Siria dopo oltre un decennio è un’impresa complessa: ci sono ancora aspetti da affrontare, inclusi temi normativi, legali, commerciali e operativi. Restiamo impegnati a completare questo processo”, ha dichiarato Zsuzsanna Ortutay, Presidente del Consiglio di Amministrazione di INA.
“La Siria era in precedenza una pietra angolare del nostro portafoglio internazionale: abbiamo scoperto con successo nuovi giacimenti di idrocarburi e li abbiamo portati in produzione. Entro il 2011, la nostra produzione di petrolio e gas nelle concessioni siriane di INA aveva raggiunto i 37.300 barili equivalenti di petrolio al giorno. Al momento della sospensione delle operazioni nel 2012, avevamo investito circa 1,1 miliardi di dollari nel Paese e il nuovo impianto di trattamento del gas nel giacimento di Hayan era stato costruito nell’ambito di questi investimenti”, ha commentato Zsombor Marton, Vicepresidente Esecutivo Exploration & Production del Gruppo MOL.

