La tecnologia sviluppata con lo spin-off K-INN Tech punta alla degradazione definitiva delle sostanze perfluoroalchiliche. Dopo il brevetto italiano, prosegue l'iter europeo e internazionale. Le sperimentazioni hanno registrato un'efficienza media di abbattimento del 95%.
Prosegue il percorso di sviluppo di RADOX, la tecnologia per la degradazione definitiva dei PFAS realizzata da Acque del Chiampo in collaborazione con K-INN Tech, spin-off dell’Università di Padova.
Come annuncia in una nota il gestore, infatti, è stato concesso il brevetto italiano per invenzione industriale e la domanda di brevetto europeo ha già ottenuto un parere favorevole ed è in attesa della concessione, mentre sono state avviate le procedure di tutela brevettuale negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone e in Australia.
La tecnologia, frutto di un percorso di ricerca avviato nel 2020, si basa su un innovativo processo di ossidazione termo-radicalica in fiamma che punta a distruggere definitivamente le molecole dei PFAS, anziché limitarsi a rimuoverle dall’acqua e trasferirle in altri materiali. Attraverso uno speciale bruciatore, i liquidi contaminati vengono nebulizzati direttamente all’interno della fiamma, dove le reazioni chimiche provocano la degradazione delle molecole fluorurate e la conversione del fluoro in fluoruro di idrogeno (HF).
Le sperimentazioni hanno evidenziato efficienze medie di abbattimento pari al 95%, con risultati particolarmente significativi nel trattamento dei percolati concentrati. La tecnologia apre prospettive anche per il trattamento dei carboni attivi esausti utilizzati negli impianti di potabilizzazione.
Dalla sperimentazione alla ricerca di un partner industriale
Presentata ufficialmente a Ecomondo 2025 a Rimini, in collaborazione con Viveracqua e Utilitalia – scrive Acque del Chiampo –, la tecnologia RADOX è stata al centro di un convegno organizzato lo scorso maggio con Confindustria Vicenza e a luglio è stata illustrata nell’ambito dell’assemblea di Confservizi Veneto-Friuli Venezia Giulia in provincia di Pordenone. La tecnologia ha inoltre ottenuto da ASviS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, il riconoscimento di “Buona Pratica per un’Italia più sostenibile 2025/26”.
Per Acque del Chiampo, impegnata dal 2013 nel contrasto alla contaminazione da PFAS con oltre 37 milioni di euro di investimenti, il brevetto rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di ricerca e sviluppo di soluzioni tecnologiche per affrontare il problema dell’inquinamento da queste sostanze.
Attualmente è in fase di individuazione un partner industriale con cui sviluppare RADOX, valorizzando i risultati ottenuti nella fase sperimentale e verificando le possibilità di applicazione della tecnologia al trattamento delle matrici contaminate da PFAS.

