In audizione alla Camera, il Presidente di Proxigas Dell'Orco ha evidenziato i reali ostacoli all'elettrificazione dei consumi in Italia, sottolineando il diverso peso delle accise tra gas ed elettricità e i limiti tecnici ed economici alla diffusione delle pompe di calore. Il gas mantiene un ruolo centrale per famiglie, industria e generazione elettrica, anche a supporto della crescente produzione da fonti rinnovabili.
In Italia, per le famiglie, il peso delle accise sulla bolletta elettrica è già inferiore rispetto a quello che grava sulle bollette del gas, anche nel caso in cui venga utilizzata l’energia elettrica per riscaldare le abitazioni. È quanto affermato dal Presidente di Proxigas, Pier Lorenzo Dell’Orco, nel corso dell’audizione presso la XIV Commissione della Camera dei deputati in relazione alla proposta di Regolamento UE di modifica della disciplina del mercato elettrico (Reg. UE 2019/943).
Come si legge in una nota di Proxigas, Dell’Orco ha ricordato quali siano, nel nostro Paese, i reali ostacoli all’elettrificazione dei consumi.
Accise e limiti all'elettrificazione
Oggi, nel nostro Paese, l’impatto delle accise sulle bollette elettriche è già inferiore a quello delle accise sulle bollette del gas. Se per quest’ultime è di circa 174 euro all’anno (sulla base di un consumo annuo di 1.100 mc per uso cottura e riscaldamento), per le bollette di energia elettrica è di appena 4,5 euro all’anno per uso limitato a elettrodomestici e luce (consumo anno 2.000 kwh) e di 113 euro se si aggiunge il riscaldamento con pompa di calore (stimando un consumo annuo di 5.000 kWh). Inoltre, in prospettiva, l’introduzione dell’ETS2 sul consumo di gas per usi civili accentuerà in modo significativo il peso fiscale sulle bollette del gas per le famiglie.
In questi ultimi anni – scrive Proxigas – il consumo di gas per gli usi finali, industriali e domestici, è risultato stabile, nonostante le tensioni di prezzo registrate sui mercati.
“Ciò dimostra quanto sia difficile, nel nostro contesto, sostituire il gas, risorsa essenziale per soddisfare i bisogni energetici di famiglie e imprese del Paese. Dobbiamo tener presente queste difficoltà ed evitare di gravare i consumatori gas di ulteriori oneri, che finirebbero col penalizzare ingiustamente famiglie ed imprese che vedono nel gas l’unica fonte di energia disponibile per soddisfare i propri fabbisogni”, ha sottolineato il Presidente di Proxigas Pierlorenzo Dell’Orco.
Il ruolo del gas tra abitazioni, industria e rinnovabili
Il gas naturale può avvalersi di una rete lunga oltre 270 mila km, capace di servire quasi il 90% dei Comuni e 22 milioni di clienti. Il gas riscalda il 70% delle abitazioni e svolge un ruolo rilevante anche nell’alimentazione degli impianti di teleriscaldamento, coprendo circa il 70% del fabbisogno energetico.
Inoltre, molti settori dell’industria gasivora hard to abate, che rappresentano una parte importante del tessuto produttivo italiano, sono difficili da elettrificare poiché necessitano di alte temperature di processo.
Le specificità del patrimonio edilizio e del contesto italiano rendono le prospettive di elettrificazione del riscaldamento domestico molto contenute per via di vincoli tecnici, architettonici, sociali ed economici. Sui circa 16 milioni di abitazioni in classi energetiche F-G, l’installazione di pompe di calore sarebbe tecnicamente fattibile in meno di 6 milioni, cifra che si riduce a meno di 2 milioni se si considerano i limiti economici legati al reddito.
I consumi di gas – conclude il comunicato – sono cresciuti in questi ultimi anni per sostenere la generazione elettrica e bilanciare l’intermittenza delle fonti energetiche rinnovabili (FER) elettriche. La quota annuale di generazione da FER è cresciuta dal 33% del 2019 al 41% nel 2025, ma risente di una forte variabilità stagionale.
Più in particolare va ricordato inoltre che le pompe di calore assorbono elettricità soprattutto nei mesi invernali e alla sera, quando questa energia viene prodotta prevalentemente con impianti a gas (la quota rinnovabile dell’energia consumata può variare tra il 28% ed il 35%).

