Il fenomeno, analizzato dal professor Bruno Brunone, sarà al centro di un confronto tecnico nell'ambito di Accadueo 2026, manifestazione dedicata alla filiera del settore idrico civile e industriale, in programma a Bari il 26 e 27 novembre.
È proprio nelle ore notturne che le reti idriche possono essere esposte ai picchi di pressione più insidiosi. Quando i consumi si riducono e molte utenze sono chiuse, le onde di pressione generate da dispositivi automatici o da specifiche condizioni di esercizio della rete hanno meno possibilità di dissiparsi. Possono così amplificarsi e produrre oscillazioni rapide, difficili da intercettare attraverso il monitoraggio ordinario.
A richiamare l’attenzione sul fenomeno è Bruno Brunone, professore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia che il prossimo 27 novembre coordinerà il convegno “Monitoraggio ad alta frequenza della pressione per la prevenzione delle rotture nei sistemi di condotte in pressione” nel corso di Accadueo 2026, sulla base di analisi condotte su reti di distribuzione reali in esercizio e oggetto di recenti pubblicazioni scientifiche internazionali.
Secondo Brunone – si legge in un comunicato stampa di BolognaFiere Water&Energy – il problema può interessare, in misura diversa, tutte le reti di distribuzione, mentre per le condotte di adduzione le dinamiche sono differenti.
Quando il monitoraggio tradizionale non basta
Il caso di Padova mostra con particolare chiarezza il limite dei controlli tradizionali. In alcune sezioni della rete, il confronto tra un campionamento a bassa frequenza, pari a un dato ogni 15 minuti, e uno ad alta frequenza, con 2.048 dati al secondo, ha fatto emergere transitori di pressione che il primo sistema non riusciva a rilevare. Lo stesso principio consente di individuare anche funzionamenti anomali di dispositivi automatici, come le valvole riduttrici di pressione.
Il rischio non è che ogni oscillazione provochi direttamente una rottura. In una rete complessa le cause di un guasto possono essere molteplici, dal traffico alla posa non corretta, fino alla corrosione da correnti vaganti o all’aggressività dei terreni. Ma sottoporre ripetutamente i giunti a variazioni di pressione può accelerarne l’usura per fatica e contribuire all’aumento delle perdite di fondo.
“Il punto critico è che questi transitori possono sfuggire ai sistemi di monitoraggio utilizzati normalmente dai gestori. Non serve però una strumentazione particolarmente complessa: campagne mirate ad alta frequenza, concentrate per uno o due giorni, permettono di verificare cosa accade davvero nella rete. Se le oscillazioni dipendono da dispositivi automatici, una verifica periodica del loro funzionamento può prevenire il problema; se sono legate agli utenti, occorre intervenire caso per caso”, ha spiegato il professor Brunone.
Anche i costi possono essere contenuti. Oggi sono disponibili data logger sincronizzabili capaci di acquisire alcune migliaia di dati al secondo e sensori di pressione standard con una risposta adeguata. Secondo Brunone, con poche migliaia di euro un gestore può dotarsi della strumentazione necessaria e utilizzarla progressivamente, controllando la rete zona per zona o distretto per distretto. Per i dispositivi automatici, una verifica indicativa due volte l’anno può rappresentare una misura preventiva efficace.
L'appuntamento all'edizione 2026 di Accadueo
Il tema dei transitori di pressione e della capacità di leggere fenomeni che sfuggono al monitoraggio ordinario si inserisce nel confronto tecnico e scientifico promosso da Accadueo, la manifestazione organizzata da BFWE BolognaFiere Water&Energy dedicata esclusivamente alla filiera del settore idrico civile e industriale.
Accadueo tornerà a Bari il 26 e 27 novembre 2026 alla Nuova Fiera del Levante. Sono oltre 100 le aziende che hanno confermato la loro presenza; il programma dei convegni prevede approfondimenti su alcune delle principali sfide del comparto, dalla gestione delle acque reflue ai contaminanti emergenti, fino alle tecnologie trenchless, mettendo in dialogo imprese, gestori, istituzioni, tecnici e mondo della ricerca.

