Risorsa idrica, AWARE presenta sei proposte per la sicurezza e la resilienza del sistema

06 nov 2026
A Roma, AWARE Think Tank ha presentato un paper dedicato alla gestione delle risorse idriche, evidenziando la necessità di rafforzare gli investimenti, ridurre i divari territoriali e migliorare la gestione delle reti anche oltre il PNRR.

Rinnovo delle infrastrutture, governance e il riutilizzo dell’acqua. Sono questi i temi principali trattati nel paper "Gestire la risorsa idrica nell’era del cambiamento climatico" di AWARE Think Tank sulla gestione della risorsa idrica nell’era del cambiamento climatico. Il documento è stato presentato a Roma presso la Sala David Sassoli di Palazzo Valentini, lo scorso 28 ottobre.

Dal confronto è emerso che la sicurezza idrica italiana non dipende soltanto dalla disponibilità naturale di acqua, ma dalla capacità di raccoglierla, conservarla, distribuirla e riutilizzarla in modo efficiente. In un contesto segnato dal cambiamento climatico, dall’invecchiamento delle infrastrutture e da forti differenze territoriali, è necessario superare una gestione prevalentemente emergenziale e costruire una strategia di lungo periodo, questo quanto specificato dall'associazione in un comunicato stampa. 

L'evento ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca e delle imprese, con un focus sulle infrastrutture, sull’innovazione tecnologica e sulla governance del settore nella fase successiva al PNRR.  

Le direttrici di intervento  

Il paper analizza le interconnessioni tra cambiamento climatico, stato delle infrastrutture, perdite di rete, squilibri territoriali e frammentazione della governance. A partire da queste evidenze, AWARE individua sei direttrici di intervento: un Piano Nazionale Acqua; il rafforzamento della governance e delle capacità tecniche dei gestori; la continuità degli investimenti oltre il PNRR; interventi per ridurre i divari infrastrutturali e gestionali del Mezzogiorno; un programma nazionale per l’acqua circolare e la digitalizzazione delle reti; una Cabina di regia nazionale per la sicurezza e la resilienza idrica.  

Tecnologia, infrastrutture e gestione integrata delle risorse idriche 

"La tecnologia non è il fine. È uno strumento per governare meglio le trasformazioni e utilizzare meglio le risorse pubbliche e naturali", ha sottolineato Antonella Melito, vicepresidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale, richiamando l'attenzione sulla necessità di ripensare città, infrastrutture e politiche pubbliche alla luce delle trasformazioni climatiche. 

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Accelerare il rinnovo delle infrastrutture, affiancando alla sostituzione delle condotte una gestione più efficiente e un monitoraggio capace di prevenire le criticità è un passo fondamentale, dichiara l'associazione, dal momento che la resilienza idrica dipenderà dalla capacità di integrare infrastrutture fisiche, tecnologie e competenze gestionali in una politica coerente e continuativa.  

"Il sistema di gestione della risorsa idrica deve essere integrato, multidimensionale e intersettoriale, tenendo insieme acqua, energia, cibo ed ecosistemi", ha affermato la direttrice del Dipartimento Sostenibilità di ENEA, Claudia Brunori, sull’importanza di una gestione integrata. 

Rinnovo delle reti, riutilizzo e pianificazione idrica 

Gli interventi sulle perdite e la valorizzazione delle infrastrutture esistenti sono un altro punto cruciale sul quale intervenire, specifica una nota AWARE. 

"Il tema non è soltanto l’emergenza idrica o la scarsità d’acqua: è la scarsa capacità di raccogliere l’acqua" ha affermato, intervenendo sull'esigenza di migliorare la capacità di accumulo, Luigi Decollanz, coordinatore della Rete Sud di Utilitalia e presidente di Acque del Sud. 

Sul rapporto tra tecnologia e investimenti, è invece "necessario focalizzare l'attenzione anche sul rinnovo infrastrutturale che è complementare alla digitalizzazione e non alternativo. L’innovazione digitale deve permettere l'ottimizzazione delle risorse accompagnando il rinnovamento di condotte e impianti” ha osservato Andrea Lanuzza, amministratore delegato di Aquanexa.  

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Nel richiamare il potenziale del riutilizzo, proponendo di considerare l’acqua una risorsa da valorizzare in base alle esigenze dei territori: "Mi piace pensare all’acqua come a una risorsa sartoriale: dobbiamo affinarla e utilizzarla in base alle esigenze dei territori, dell’agricoltura e dell’industria" si è espressa Giovanna Scione, Process Engineer di GEKO. 

L’esperienza danese nella gestione delle acque è stata affrontata da Benedetta Sala, Senior Water Advisor dell’Ambasciata di Danimarca in Italia, che ha parlato, come riporta il comunicato AWARE, dell'attenzione da riservare alla pianificazione, e alle soluzioni basate sulla natura e al monitoraggio.  

Gli interventi politici 

Nel panel dedicato agli indirizzi politici e alle prospettive legislative, è stata richiamata la necessità di rafforzare la capacità di investimento e superare la frammentazione: "È impossibile che un singolo Comune possa sostenere da solo investimenti di milioni di euro per pozzi, invasi, condotte e impianti di depurazione", ha dichiarato da Tullio Patassini, consigliere del presidente della X Commissione Attività produttive della Camera dei deputati. 

Sull'importanza di una programmazione basata sulle effettive esigenze dei territori: "Gli investimenti devono essere definiti sulla base di criteri oggettivi e delle priorità dei territori, non del consenso politico", ha affermato Marco Simiani capogruppo della VIII Commissione Ambiente della Camera dei deputati.