Servizi energetici, lo studio "Energia per competere": mercato italiano verso i 39 mld al 2030

20 apr 2026
L'Outlook, presentato da Edison Next, ENGIE, Renovit e Veolia, con il supporto di Bain & Company, analizza l'evoluzione del mercato dei servizi energetici - che al 2025 vale 17 mld - guidato da PA, industria e terziario. Mentre le grandi imprese sono più avanzate nell’efficienza energetica, il terziario resta indietro. Servono modelli più integrati, quadro regolatorio stabile e collaborazione tra pubblico e privato.

Per trasformare la transizione energetica in un’occasione di miglioramento della competitività delle imprese e di creazione di valore per i territori, il ruolo delle società, al fianco di  aziende  e  Pubbliche  Amministrazioni, si conferma centrale.

È quanto sottolineato nell’Outlook dei Servizi Energetici in Italia "Energia per competere", presentato a Roma da Edison Next, ENGIE, Renovit e Veolia.

Lo studio, come si legge in un comunicato congiunto delle quattro aziende, ha l’obiettivo di offrire una lettura aggiornata e strutturata del comparto dei servizi energetici. L’analisi si basa sul coinvolgimento di attori B2B e della Pubblica Amministrazione: sono state raccolte evidenze da 70 aziende italiane dei settori industria e servizi, integrate da interviste a operatori e stakeholder, oltre al contributo di rappresentanti istituzionali (ministeri, associazioni di categoria ed enti).

Obiettivi e principali dati dello studio

Realizzata con il supporto tecnico di Bain & Company Italia e il patrocinio di Assistal, AssoESCo ed Elettricità Futura, l’iniziativa analizza le prospettive del mercato, approfondisce il ruolo dei servizi energetici nella transizione del Paese e ne valuta l’impatto su competitività industriale, spesa pubblica ed economia, anche in ottica post-PNRR.

Il settore dei servizi energetici, secondo l’Outlook, è sempre più centrale per la competitività del Paese e in forte crescita, ma ancora parzialmente inespresso. Nel 2025 il mercato in Italia vale circa 17 miliardi di euro: la quota maggiore è nella PA (8 miliardi), seguita da industria (5 miliardi) e terziario (4 miliardi). Gli investimenti riguardano efficienza energetica, generazione distribuita e gestione degli impianti.

Nell’industria, il 53% delle imprese ha già avviato interventi (contro il 18% del terziario). Le grandi aziende risultano più strutturate (75% con piani pluriennali vs 60% PMI) e più pronte a investire (40–50% vs circa 30%). Resta comunque elevata la consapevolezza strategica del settore (80% imprese gasivore, 60% altre).

Prospettive al 2030 e leve di sviluppo

Secondo lo studio il mercato potrebbe arrivare a 39 miliardi entro il 2030 (fino al +18% annuo). La crescita sarà trainata da riqualificazione degli edifici, rinnovabili distribuite ed efficientamento on-site. L’impatto atteso è rilevante: contributo al PIL fino a triplicare, oltre 70 mila posti di lavoro diretti e 220 mila indiretti, risparmi per le imprese di 4-6 miliardi/anno e aumento del fatturato di 3-5 miliardi. Per la PA, il capitale privato può attivare 10-20 miliardi annui** (2025-2030).

Per sviluppare pienamente il settore – si legge nel comunicato – servono modelli di business scalabili, un quadro regolatorio stabile e una maggiore integrazione tra imprese, filiere e istituzioni.

Le dichiarazioni dei partner

"Il percorso verso la decarbonizzazione è ormai tracciato, ma la nostra vera sfida consiste nel trasformare la transizione in una concreta leva di crescita per il Sistema Paese. Per riuscirci, è fondamentale costruire partnership a 360° con aziende e territori, integrando capacità di ascolto e competenze tecniche con una solida capacità di investimento. In questo scenario, gli operatori dei servizi energetici si confermano soggetti chiave capaci di attivare lo sviluppo di nuove filiere tecnologiche d’eccellenza", ha dichiarato Giovanni Brianza, CEO di Edison Next.

"La complessità della transizione energetica richiede di superare approcci frammentati e adottare una visione sistemica della gestione dell’energia, capace di integrare efficientamento, generazione, flessibilità e nuovi modelli di consumo. Solo così è possibile ottenere benefici duraturi in termini di competitività, stabilità dei costi e decarbonizzazione", ha aggiunto Monica Iacono, Chairwoman e CEO di Engie Italia.

"Nella fase post PNRR, per promuovere interventi di efficienza energetica, sarà decisivo massimizzare la leva finanziaria, favorendo la convergenza tra investimenti pubblici e privati attraverso strumenti contrattuali efficaci come gli Energy Performance Contract, che garantiscono risultati nel tempo, generano un effetto moltiplicatore e consentono il trasferimento dei rischi esecutivi ed operativi alle ESCo. Per rendere questo modello pienamente abilitante è essenziale un dialogo costruttivo tra istituzioni ed imprese riconosciute e certificate, in grado di valorizzare e garantire la gestione delle risorse pubbliche dedicate", ha commentato Cristian Acquistapace, CEO di Renovit.

"In un contesto caratterizzato da crescente volatilità, un settore dei servizi energetici forte rappresenta un fattore chiave di resilienza per il Paese. Favorire un approccio integrato e sostenere un dialogo strutturato tra imprese e istituzioni è essenziale per rafforzare sicurezza energetica, competitività e capacità di investimento nel lungo periodo", ha sottolineato Emanuela Trentin, CEO Veolia in Italia.

"Dal punto di vista delle imprese, emerge un contesto ancora immaturo: solo il 45% delle aziende industriali e circa il 30% di quelle del terziario dichiarano di avere le competenze e la propensione ad investire in interventi di efficienza energetica. In questo scenario, gli operatori dovranno sempre più posizionarsi come integratori di soluzioni e partner della transizione energetica, con capacità di gestione di offerte sofisticate centrate attorno al vettore energetico. Per sbloccare il pieno potenziale è necessario intervenire su tre leve chiave: la value proposition degli operatori, le modalità di acquisto e il market design del settore. Oggi il mercato è ancora frenato da una consapevolezza frammentata dei benefici e da una forte dipendenza dagli incentivi. Serve quindi un’evoluzione verso modelli con offerte più integrate, scalabili e orientate alla condivisione del rischio", hanno concluso Alessandro Cadei, Senior Partner, e Rosangela Pacifico, Partner, di Bain & Company.

L'evento di presentazione

Il dibattito di presentazione dello studio – si legge nel comunicato – ha visto i contributi di Giorgio Boneschi, Direttore Generale di Elettricità Futura; Giacomo Cantarella, Presidente di AssoEsco; e Roberto Rossi, Presidente di Assistal.

Nel confronto con gli stakeholder istituzionali sono intervenuti Ilaria Bertini, Direttore del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica di ENEA; Federico Boschi, Capo Dipartimento Energia del MASE; Paolo Casalino, Direttore Generale per la politica industriale, la riconversione e la crisi industriale, l’innovazione, le PMI e il Made in Italy del MIMIT; Aurelio Regina, Delegato del Presidente per l’Energia e la Transizione energetica di Confindustria; e Vinicio Mosè Vigilante, Amministratore Delegato del GSE.

A seguire, Gaetano Manfredi, Presidente ANCI, ha approfondito il ruolo degli enti locali, mentre le conclusioni sono state affidate al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.