Il DG Ottolini ha partecipato all'edizione 2026 di "IT'S ALL ENERGY & UTILITY". Al centro del dibattito, le sfide finanziarie e regolatorie del Servizio Idrico Integrato, le opportunità offerte da strumenti di finanziamento alternativi, la digitalizzazione delle infrastrutture e lo sviluppo di modelli industriali basati sull’economia circolare.
Tracciare la rotta industriale del Servizio Idrico Integrato tra investimenti strategici, transizione digitale e modelli di economia circolare: è il focus del confronto sui cambiamenti regolatori, tecnologici e industriali che stanno ridefinendo i servizi pubblici locali, al centro dell’edizione 2026 di “IT’S ALL ENERGY & UTILITY”, l'appuntamento nazionale organizzato da Brainz, svoltosi all’NH Milano Congress Centre di Assago. Lo annuncia Padania Acque in un comunicato stampa.
A inaugurare i lavori è stata la tavola rotonda "Il futuro di Energy & Utility", che ha visto il Direttore Generale di Padania Acque, Stefano Ottolini, confrontarsi con i vertici delle principali aziende italiane del settore energetico e dei servizi a rete. Insieme a Ottolini, il qualificato panel di relatori composto da Luigi Martines (CEO ENERON), Gaetano Pirrone (Direttore Generale ASEC TRADE LUCE & GAS), Alessandro Randon (CEO ALPERIA GROUP), Marco Realfonzo (CEO OPTIMA ITALIA) e Giuseppe Rebuzzini (CEO MET ENERGIA ITALIA) ha approfondito le strategie di sviluppo per il mercato delle utility.
Nel corso del dibattito, il Direttore Generale Stefano Ottolini ha posto l’accento sulla complessa equazione industriale e finanziaria che il Servizio Idrico Integrato è chiamato ad affrontare. Da un lato, il settore si trova a gestire la chiusura della parentesi straordinaria legata al PNRR e il rigoroso adeguamento alle nuove Direttive europee; dall'altro, si apre la fase di programmazione legata ai rinnovi delle concessioni di gestione del servizio.
Nel quadro di un modello tariffario calibrato sulla sostenibilità economica per i cittadini e nel rispetto dei parametri del debito bancario tradizionale, il Direttore Generale ha evidenziato l'opportunità strategica di ricorrere a forme di finanziamento alternative. Strumenti come gli hydrobond, i blue bond, strutture di blended finance e i partenariati pubblico-privato con modelli as-a-service dedicati rappresentano leve fondamentali per sostenere la crescita infrastrutturale e preservare l'equilibrio della tariffa.
Acqua, energia e digitalizzazione
Il dibattito – scrive Padania Acque – si è poi concentrato sul legame indissolubile tra risorsa idrica ed energia (Water-Energy Nexus), tenendo conto dell'obiettivo europeo che fissa al 2045 la neutralità energetica per i depuratori.
Per vincere questa sfida, l'innovazione tecnologica non è più un'opzione. Mentre la media nazionale della digitalizzazione nel settore idrico si attesta al 38%, Padania Acque ha già completato la digitalizzazione integrale delle reti e degli impianti di potabilizzazione.
Infine, lo sguardo si è spostato sul cambio di paradigma industriale. Secondo Ottolini, il settore idrico deve abbracciare un modello pienamente circolare che trasforma i depuratori da semplici impianti di trattamento a bioraffinerie avanzate, in cui i fanghi di depurazione e i reflui non costituiscono un costo di smaltimento, ma una risorsa preziosa da cui recuperare materia ed energia pulita.


