Via libera della giunta Schifani al ddl per la riforma della gestione del servizio idrico nella Regione. Previsti un Ambito territoriale unico, la nascita dell'AIS e nuove misure sociali. Colianni: "Dialogheremo su tutti gli aspetti che riguardano il personale delle Assemblee territoriali idriche". Secondo l'Osservatorio permanente dell'Autorità di bacino, in Sicilia ci sono risorse sufficienti per tutto il 2026. R.L.
Superare la logica della frammentazione e gestire il servizio idrico regionale in maniera uniforme in tutto il territorio della Sicilia. È l’obiettivo del disegno di legge di iniziativa governativa approvato dalla giunta Schifani e pronto per essere inviato all’Assemblea regionale Siciliana per il necessario percorso legislativo. Lo annuncia la Regione Siciliana in un comunicato stampa.
"Un disegno di legge che ha la portata di una vera e propria riforma e che prova a superare le criticità indicate da Corte dei Conti e Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, in merito ai profili di economicità, efficienza ed efficacia dell’attuale gestione. Andiamo finalmente oltre la frammentazione del territorio, nella direzione di una gestione industriale su larga scala che ci permetterà di superare i gap infrastrutturali delle diverse zone dell’Isola, pianificando interventi complessi su dighe, impianti di potabilizzazione e reti, necessari per contrastare i cronici deficit idrici dell’Isola. Inoltre, vogliamo introdurre misure di grande valore sociale che vadano a vantaggio dei cittadini siciliani e, in particolare, delle fasce più fragili e in difficoltà economiche", ha dichiarato l’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Francesco Colianni.
Nasce l'Autorità idrica siciliana
La novità più significativa - scrive la Regione - è il passaggio dagli attuali nove ambiti, coincidenti con le ex province dell’Isola, a un Ambito territoriale ottimale unico. Viene, inoltre, istituita l'Autorità idrica siciliana (Ais), ente pubblico non economico rappresentativo di tutti i Comuni siciliani, che eserciterà una governance uniforme su tutto il territorio regionale. I nove sub-ambiti gestionali diventeranno organi periferici dell’Ais con funzioni propositive e di consultazione.
Il disegno di legge introduce, inoltre, il principio della tariffa media ponderata regionale che, attraverso meccanismi perequativi e compensativi, punta a una ripartizione più equa dei costi del servizio idrico tra i cittadini siciliani. In termini di tutela sociale viene garantito l’accesso universale all’acqua, mediante l’erogazione giornaliera di 50 litri per persona, e l’integrazione del bonus idrico nazionale per l’utenza meno abbiente.
L'Assessore Colianni apre al confronto sulla riforma
In un ulteriore comunicato, la Regione ha annunciato che l’assessore regionale all’Energia Francesco Colianni incontrerà i sindacati per discutere il disegno di legge sulla riforma del servizio idrico approvato dalla giunta regionale. Il confronto riguarderà soprattutto il futuro del personale delle Ati, gli attuali soggetti gestori dei nove ambiti territoriali.
Colianni ha ribadito che la riforma resta aperta a modifiche e contributi migliorativi, assicurando la salvaguardia dei lavoratori e delle convenzioni esistenti. Il ddl, ha sottolineato, nasce con l’obiettivo di superare la frammentazione della gestione idrica, criticità più volte evidenziata da Arera e Corte dei conti.
Il confronto con i sindacati si inserisce nel più ampio progetto della Regione di arrivare a una gestione unica regionale del servizio idrico. Una riforma che punta a rendere più efficiente il sistema e a rafforzare investimenti e infrastrutture, ma che apre anche il dibattito sul futuro dei gestori locali e sulle garanzie occupazionali.
Risorse idiche: in Sicilia sufficienti per tutto il 2026
Sul fronte della disponibilità della risorsa, arrivano intanto indicazioni incoraggianti per il sistema idrico siciliano in vista del 2026. L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia ha infatti completato, nella seduta del 30 aprile scorso, l’analisi e la pianificazione dei volumi d’acqua presenti negli invasi dell’Isola, confermando che le risorse disponibili risultano sufficienti a garantire gli usi potabile, irriguo e industriale per tutto il prossimo anno.
Secondo quanto comunicato dalla Regione Siciliana, le riserve accumulate negli invasi, insieme alle ulteriori risorse reperite attraverso gli interventi realizzati su pozzi e reti, oltre al contributo dei tre dissalatori attivati a Trapani, Porto Empedocle e Gela, permettono di affrontare l’approvvigionamento idrico in condizioni più stabili rispetto all’emergenza vissuta negli ultimi mesi.
"Si tratta di risultati concreti che vanno nella direzione di una gestione più efficiente e strutturata che richiede anche un'attenta pianificazione, con la redazione del Piano di tutela delle acque da aggiornare ogni sei anni, prevedendo una serie di azioni per rendere più resiliente il sistema nel fronteggiare fenomeni di siccità ricorrenti dovuti al cambiamento climatico", ha affermato il presidente della Regione, Renato Schifani.
Le condizioni favorevoli si riflettono in particolare anche nell’area del Palermitano, dove è stato possibile pianificare l’assegnazione dell’intero fabbisogno richiesto dai diversi soggetti utilizzatori. L’Autorità di bacino ha inoltre ribadito la necessità di mantenere un monitoraggio costante dei consumi e di proseguire nelle azioni finalizzate alla riduzione delle perdite e al miglioramento dell’efficienza delle reti idriche.
I documenti sulla pianificazione delle risorse idriche nei diversi ambiti territoriali per il 2026 sono disponibili sul portale istituzionale della Regione Siciliana.
R.L.

