Innalzata ad "ALTA" la condizione di severità idrica per l'intero Distretto del Po. Peggiorano le disponibilità di acqua in diverse regioni, con criticità per agricoltura e approvvigionamenti idropotabili. Preoccupano anche i livelli di fiumi e laghi e il rischio di una nuova intrusione salina nel Delta del Po.
La condizione di severità idrica dell’intero Distretto del Po diventa “ALTA”: questa la decisione unanime presa dall’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po (ADBPO).
Come si legge in un comunicato congiunto dell’Osservatorio e di ADBPO, infatti, in base all’analisi dei dati idrologici e climatici e alle proiezioni modellistiche per le prossime settimane analizzati nella seduta, tutti i membri dell’Osservatorio (Ministeri, Regioni, istituti di ricerca, associazioni di categoria, multiutility) hanno condiviso la necessità di innalzare ulteriormente la condizione di severità idrica per l’intero distretto padano.
Presto la Segreteria Tecnica dell’Autorità di Distretto, per conto dell’Osservatorio e conformemente a quanto previsto dalla legge, provvederà a inviare al Dipartimento Nazionale per la Protezione Civile una relazione per informare sulle condizioni generali di disponibilità idrica nel Distretto evidenziando le principali criticità con particolare riferimento al settore delle forniture idropotabili.
Oltre 100 comuni in difficoltà
Attualmente sono oltre 100 i comuni tra Piemonte e Lombardia in cui si registrano criticità nell’ambito degli approvvigionamenti. Nei prossimi giorni, complice la riduzione degli afflussi e delle portate nelle principali sezioni del fiume Po ci si aspetta anche una ripresa del fenomeno dell’intrusione salina nel Delta, con un possibile interessamento anche centrale di potabilizzazione di Ponte Molo, nel territorio di Taglio di Po (Rovigo).
"La situazione è peggiorata, non illudiamoci che i temporali estivi possano essere la soluzione a problemi radicali. Rispetto a dieci giorni fa, nonostante le precipitazioni, abbiamo infatti meno acqua nei laghi, meno acqua nei fiumi con un fabbisogno irriguo ancora significativo per diverse colture a cominciare dal riso", ha dichiarato il Segretario Generale dell’ADBPO, Alessandro Delpiano.

La situazione regione per regione
In Valle d’Aosta è di 20% in meno la disponibilità complessiva idrica negli ultimi sei mesi, con le portate della Dora Baltea inferiori alla media stagionale. Continuano ad essere in sofferenza le produzioni di foraggio sugli alpeggi. Nei grandi bacini la percentuale di riempimento complessiva si attesta ora al 45% (-35% rispetto alla precedente annata).
Pesanti difficoltà per il Piemonte dove, oltre al comparto risicolo, preoccupano ora le condizioni dei prati stabili. Quadro in peggioramento anche in Liguria, dove le sorgenti si confermano in difficoltà a causa dell’abbassamento di alcune falde.
Peggioramento ancor più evidente in Lombardia, dove le risorse sono praticamente esaurite nel comparto del Ticino e la carenza complessiva delle risorse idriche regionali si attesta ora tra il 50 e il 60% (ad eccezione del Garda-Mincio, unico comparto ancora non in sofferenza).
In Emilia-Romagna giù in picchiata le percentuali di riempimento degli invasi di Mignano (24,8%) e Molato (15,5%); migliore invece la situazione nel Bolognese, dove Suviana (92%), Brasimone (67%) e Renovivo (78%) consentono di soddisfare i bisogni del territorio. Bene anche Ridracoli e Conca.
Anche il Veneto presenta un pesante peggioramento, nonostante misure emergenziali per recuperare da monte le portate dei corsi d’acqua. Irrigazione agricola pressoché azzerata e difficoltà anche per l’idropotabile. Più positiva è la situazione nella parte trans-appenninica della Toscana e nella valle del Reno. Qualche criticità nella Provincia autonoma di Trento, nella zona del Chiese.
Questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 19 luglio: Piacenza 186 metri cubi al secondo; Cremona 210 m3/s; Boretto (RE) 238 m3/s; Borgoforte (MN) 258 m3/s; Pontelagoscuro (FE) 303 m3/s (confermata in lenta, progressiva discesa).
Per quanti riguarda i laghi – prosegue il comunicato – il Lago Maggiore che perde il 7% del suo volume di riempimento nell’ultima settimana (attestandosi, ad oggi, a -0,40 cm sotto lo Zero Idrometrico di Sesto Calende); Lago di Como a -6% (livello attuale: -29 cm sull’idrometro di Malgrate); -7% di riempimento negli ultimi sette giorni anche per il Lago d’Iseo e -1% per il Lago d’Idro; il Lago di Garda (-6% nell’ultima settimana) continua ad essere l’unico dei grandi invasi montani la cui discesa resta più contenuta.
Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale passa dunque ad “ALTA”.
Misure straordinarie da Bolzano alla Toscana
A confermare quanto la situazione stia assumendo carattere diffuso a livello nazionale è anche il caso di Bolzano, dove sono state introdotte misure straordinarie per fronteggiare la scarsità d’acqua. In particolare, l’irrigazione viene vietata nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 19 e vengono stabiliti turni di irrigazione ogni tre giorni, in considerazione del livello dell’Adige sceso sotto la soglia critica.
Il quadro di crescente criticità tocca anche la Toscana, la cui attenzione si concentra sulla necessità di preservare le riserve disponibili, con l’Autorità Idrica Toscana che richiama i Comuni a promuovere un uso prudente e responsabile dell’acqua. Un invito che si inserisce in uno scenario nazionale sempre più segnato dalla pressione sulle risorse idriche e dalla necessità di adottare comportamenti virtuosi per tutelare gli approvvigionamenti, soprattutto nei mesi estivi.

