La strategia delineata dall’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond punta a superare una gestione dell’acqua basata sull’emergenza, in un contesto in cui le crisi idriche si ripresentano ormai con una frequenza di uno ogni due o tre anni.
Il Veneto sta lavorando a un investimento da 30 milioni di euro per affrontare l’emergenza siccità e rafforzare la capacità di gestione della risorsa idrica. E' quanto si legge in un comunicato stampa della Regione.
L’obiettivo è intervenire sia sull’efficienza degli utilizzi sia sull’aumento dei volumi disponibili, attraverso l’ottimizzazione degli invasi esistenti e la realizzazione di nuove infrastrutture.
Investimenti e gestione efficiente dell’acqua
“L’emergenza siccità denunciata da Anbi è reale, e sulle necessità e sulle priorità indicate dai Consorzi di bonifica mi trovo pienamente d’accordo. Per questo assieme al presidente Alberto Stefani stiamo lavorando per mettere sul tavolo un investimento da 30 milioni di euro per affrontare questa emergenza e rafforzare la capacità del Veneto di gestire la risorsa idrica”, ha dicharato l'assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond.
Bond richiama inoltre l’arrivo di un Programma Speciale dell’Unione europea dedicato alle infrastrutture legate alla siccità. Nel frattempo, secondo l’assessore, è necessario intervenire sulle modalità di gestione della risorsa già disponibile, aumentando l’efficienza delle derivazioni e degli utilizzi durante tutto l’anno.
Più efficienza e capacità di accumulo
“Di fronte a questo scenario – prosegue l’assessore – non esiste una sola soluzione. Dobbiamo agire sul risparmio della risorsa, incentivando e diffondendo sistemi irrigui sempre più efficienti e contemporaneamente sulla capacità di accumulo, aumentando i volumi disponibili attraverso nuovi invasi e, soprattutto, ottimizzando quelli che già abbiamo”, aggiunge Bond.
Sul fronte infrastrutturale, la Regione ha già inserito numerosi progetti, elaborati insieme ai Consorzi di bonifica, nel Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI). Gli interventi sono stati ritenuti ammissibili e sono ora in attesa del finanziamento da parte del Governo.
Focus sugli invasi in montagna
Per aumentare la disponibilità della risorsa, la Regione guarda anche all’ottimizzazione degli invasi esistenti in montagna. La realizzazione di nuovi bacini artificiali in quota, osserva Bond, può rappresentare una soluzione, ma comporta tempi autorizzativi rilevanti e il confronto con i vincoli e i pareri degli enti competenti.
La strategia regionale punta quindi a incrementare i volumi utilizzabili degli invasi già presenti, così da distribuire l’acqua verso la pianura evitando di dover ricorrere allo svuotamento dei laghi durante la stagione irrigua e turistica.
Una gestione basata sui dati
Accanto agli investimenti, Bond indica nella disponibilità di dati aggiornati sulle derivazioni e sugli utilizzi una condizione necessaria per costruire un nuovo modello di gestione.
“Solo conoscendo esattamente quanta acqua abbiamo, dove viene prelevata e come viene utilizzata possiamo costruire un vero Piano di gestione della siccità, capace di programmare oggi quello che ci servirà domani”, afferma.
L’esperienza della gestione dell’Adige durante l’estate, secondo l’assessore, dimostra inoltre che una programmazione condivisa può consentire di affrontare anche le fasi di maggiore criticità, riducendo squilibri e disparità tra territori.
Una strategia su due orizzonti
La linea indicata dalla Regione si sviluppa quindi su due livelli: nel breve periodo, una gestione più dinamica ed efficiente dell’acqua disponibile; nel lungo periodo, nuovi investimenti per aumentare la capacità di accumulo e distribuzione.
“La strategia deve essere quindi doppia: nel breve periodo, gestire in maniera dinamica e intelligente l’acqua che c’è; nel lungo periodo, investire per avere più acqua da accumulare e distribuire. E’ su questo equilibrio che dobbiamo costruire la sicurezza idrica del Veneto dei prossimi anni”, conclude Bond.

