Crescono rigassificazione e domanda di gas, mentre la società conferma la guidance annuale e rafforza il ruolo delle infrastrutture per la sicurezza energetica.
Snam ha chiuso il primo semestre del 2026 con ricavi totali pari a 2,026 miliardi di euro, in crescita del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, e un EBITDA di 1,572 miliardi di euro, in aumento del 5,4%. Escludendo gli effetti one-off, l'incremento raggiunge rispettivamente il 9,3% e il 9,2%. E' quanto si legge in un comunicato stampa dell'azienda.
L'utile netto adjusted si è attestato a 733 milioni di euro, in diminuzione del 2,3% rispetto al primo semestre 2025, ma in crescita del 2,8% su base omogenea. Gli investimenti complessivi hanno raggiunto 1,613 miliardi di euro, con un incremento del 43,8%, mentre l'indebitamento finanziario netto è salito a 18,803 miliardi di euro, anche per effetto di operazioni non ricorrenti.
Crescono rigassificazione e capacità del sistema gas
Sul piano operativo, la domanda di gas in Italia è salita a 33,08 miliardi di metri cubi, registrando una crescita dello 0,4% sostenuta principalmente dal comparto termoelettrico.
Particolarmente significativo l'andamento della rigassificazione di GNL, che ha raggiunto 5,32 miliardi di metri cubi, in aumento del 75,6% rispetto al primo semestre dello scorso anno, grazie anche al consolidamento di OLT Offshore LNG Toscana e della FSRU di Ravenna.
A fine luglio il livello di riempimento degli stoccaggi ha raggiunto il 75%, superiore alla media europea del 55%, mentre la capacità complessiva di stoccaggio del Gruppo si conferma pari a 18,2 miliardi di metri cubi, la più elevata in Europa.
Investimenti e sostenibilità al centro della strategia
Nel semestre Snam ha destinato 1,083 miliardi di euro agli investimenti tecnici, concentrati principalmente sulle infrastrutture di trasporto, stoccaggio e rigassificazione del gas.
Prosegue anche il percorso sul fronte della sostenibilità: circa il 90% dei finanziamenti committed è oggi riconducibile a strumenti ESG, superando già il target fissato per il 2026. La società conferma inoltre l'obiettivo di ridurre del 30% le emissioni Scope 1 e Scope 2 rispetto ai livelli del 2022 entro la fine dell'anno, nonostante l'ampliamento del perimetro degli asset gestiti.
Tra le iniziative ESG figurano anche il rinnovo della certificazione per la parità di genere, il programma di azionariato diffuso che ha registrato un'adesione superiore al 60% dei dipendenti e il rafforzamento dei programmi di innovazione interna.
Confermata la guidance 2026
Snam ha confermato gli obiettivi economico-finanziari per il 2026, prevedendo investimenti pari a circa 2,8 miliardi di euro, un EBITDA adjusted di circa 3,1 miliardi, un utile netto adjusted superiore a 1,45 miliardi di euro e un indebitamento finanziario netto di circa 18,9 miliardi di euro.
Secondo la società, il gas naturale continuerà a svolgere un ruolo centrale nel sistema energetico italiano, rappresentando circa il 37% dei consumi primari, mentre il progressivo rafforzamento delle infrastrutture consentirà di consolidare la sicurezza degli approvvigionamenti e la diversificazione delle fonti.
OLT, biometano e nuove operazioni finanziarie
Nel corso del semestre Snam ha completato l'acquisizione del 100% di OLT Offshore LNG Toscana, rafforzando ulteriormente la propria presenza nel settore della rigassificazione.
Parallelamente è stato avviato il processo di cessione delle attività nel biogas e biometano, in ottemperanza alla delibera ARERA 140/2023/R/gas, con conclusione prevista entro la fine del 2026.
Il Consiglio di amministrazione ha inoltre autorizzato una potenziale emissione obbligazionaria in dollari fino a 4 miliardi, con l'obiettivo di ampliare e diversificare le fonti di finanziamento del Gruppo.
Scornajenchi: "Servono più scorte in Europa in vista dell'inverno"
"Anche nel primo semestre di quest’anno registriamo risultati solidi, grazie alla resilienza del nostro modello di business, confermando i target economici previsti. Inoltre, la rigorosa disciplina finanziaria ci ha consentito di migliorare il target di indebitamento netto per l’anno in corso, rafforzando ulteriormente la nostra flessibilità nella gestione del capitale. Parallelamente abbiamo accresciuto gli investimenti a sostegno della sicurezza energetica dell’Italia, della diversificazione degli approvvigionamenti e dell’integrazione del sistema europeo: azioni che ci permettono di assicurare fin da ora il raggiungimento dell’obiettivo di riempimento degli stoccaggi 2026 ad almeno il 90% della capacità massima, con un livello di scorte già oggi pari al 75%, ben oltre la media continentale", ha commentato Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam.
"È necessario, tuttavia, che gli altri Paesi accelerino l’accumulo di scorte sui propri siti in vista dell’inverno. Gli stoccaggi restano una condizione necessaria ma non sufficiente: contano allo stesso modo la continuità delle forniture, la capacità di rigassificazione e la flessibilità della rete", ha concluso Scornajenchi.

