Stoccaggio energetico, Enea punta sui sali fusi: il progetto europeo SALTOpower

21 apr 2026
L'iniziativa studia l'impiego dei sali fusi come sistema di accumulo energetico alternativo alle batterie a ioni di litio. Obiettivo: sviluppare soluzioni integrate e scalabili, migliorando la stabilità della rete e riducendo la dipendenza dell'Europa dalle catene di approvvigionamento esterne.

Promuovere l’utilizzo dei sistemi di accumulo termico a sali fusi come soluzione alla crescente richiesta di stoccaggio di energia in Europa. È questo l’obiettivo del progetto europeo SALTOpower (European facility on Molten SALT technologies TO power and energy system applications) che ha visto la partecipazione di Enea attraverso il Laboratorio Energia e accumulo termico del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili.

Contesto europeo e limiti delle batterie a ioni di litio

Per rispondere alla richiesta di sistemi di stoccaggio di energia in Europa, accelerata dalla crescita di installazione e utilizzo di fonti rinnovabili discontinue e non programmabili, attualmente – scrive Enea in un comunicato stampa – la principale soluzione è rappresentata dalle batterie a ioni di litio, la cui catena di approvvigionamento, fortemente concentrata in Cina, mette in discussione l’autonomia industriale in Europa.

L'attività di ricerca svolta nel progetto SALTOpower si concentra su utilizzo e integrazione dei sistemi a sali fusi in hub energetici multifunzionali che combinano i vettori di energia elettrica, termica e chimica.

Potenzialità dei sali fusi per lo stoccaggio

"Le miscele di sali nitrati, comunemente utilizzate come fertilizzanti, mettono insieme diverse proprietà favorevoli per un loro uso come fluidi termici, quali l’alta stabilità, la buona capacità termica, la bassa pressione di vapore e gli ampi intervalli di temperatura operativa. Queste caratteristiche li rendono adatti per applicazioni ad alte temperature, come l’industria chimica, e rappresentano oggi uno standard negli impianti solari termodinamici", ha evidenziato Marco D’Auria, referente Enea del progetto.

Il progetto SALTOpower – scrive Enea – studia la possibilità di utilizzare i sali fusi come sistemi di stoccaggio: immagazzinando l’energia in eccesso durante i periodi di alta produzione e rilasciandola durante la bassa produzione o i picchi di domanda, i sali fusi garantiscono una fornitura di energia affidabile e dispacciabile, contribuendo così alla stabilità e alla resilienza della rete.

Secondo D’Auria, adottare questa tecnologia garantirebbe l’indipendenza nell’approvvigionamento delle materie prime, in quanto si ricorrerebbe all’utilizzo di materiali abbondanti in Europa come l’acciaio e facilmente reperibili come i sali a base di nitrati. Inoltre, scalabilità e design modulare ne consentono l’impiego in località remote o isolate per affrontare i problemi di accesso all’energia.

Scenari futuri

Le stime di Enea indicano che l’UE avrà bisogno di una capacità di stoccaggio tra i 200 e i 400 GWh entro il 2030 per supportare la flessibilità della rete. Per il 2050, con la completa decarbonizzazione, il fabbisogno salirà nell'ordine dei TWh. Attualmente, scrive Enea, con circa 77 GWh installati di accumulo a batteria, l’Europa copre solo una minima parte del fabbisogno futuro.