Teleriscaldamento: in Italia, Germania e Polonia il calore dei data center diventa una risorsa

31 ago 2026
Dal data center Avalon 3 di Retelit a Milano ai progetti di Citylink a Wrocław, Digital Realty e Schwarz Group in Germania, il recupero termico entra nella progettazione delle infrastrutture digitali. Un'evoluzione legata alla crescita dei carichi di calcolo e delle esigenze di raffreddamento, con l'obiettivo di valorizzare una quota dell'energia termica oggi dispersa integrandola nei sistemi energetici locali. Articolo di Rossella Lettieri

I data center sono infrastrutture energivore, ma l'energia che utilizzano per alimentare i sistemi informatici non si esaurisce nel processo di calcolo. Una parte rilevante viene trasformata in calore, che deve essere sottratto agli ambienti e, nella maggior parte dei casi, viene disperso. Cresce così l'interesse per recuperare questa energia termica e utilizzarla al di fuori del data center.

In Europa, infatti, stanno recentemente prendendo forma diversi progetti che provano a integrare il calore prodotto dai server nei sistemi energetici locali: a Milano, Retelit ha avviato con A2A il recupero del calore del data center Avalon 3 per il teleriscaldamento; a Wrocław, Citylink e Kogeneracja stanno sviluppando un progetto per utilizzare il calore di un nuovo data center nella rete cittadina; in Germania, Schwarz Group e il Land Mecklenburg-Vorpommern hanno inserito il recupero del calore nella pianificazione di un grande campus per data center; mentre a Francoforte sul Meno Digital Realty sta sperimentando e sviluppando soluzioni per valorizzare il calore di scarto delle proprie infrastrutture.

Quattro casi diversi ma accomunati dallo stesso obiettivo: trasformare il calore generato dal calcolo in una risorsa energetica utile al territorio.

Milano, il calore di Avalon 3 entra nel teleriscaldamento

Il primo caso rilevante arriva dal nostro Paese. Il progetto sviluppato da Retelit con A2A riguarda Avalon 3, il data center di Retelit situato a Milano, che prevede di recuperare il calore generato dai sistemi di raffreddamento per alimentare la rete di teleriscaldamento del sesto Municipio della città.

La struttura, come si legge in una nota di Retelit, ha una potenza installata di circa 3,2 MW e il sistema è progettato per recuperare fino a 2,5 MW termici, per una produzione stimata di circa 15 GWh di energia termica all'anno. Secondo le stime del progetto, il calore recuperato può coprire il fabbisogno equivalente di circa 1.250 famiglie e consentire un risparmio di circa 3.300 tonnellate di CO₂ ogni anno.

Il caso milanese mostra anche una condizione essenziale per rendere praticabile il recupero: la presenza nelle vicinanze di una rete in grado di assorbire il calore prodotto e di una domanda termica sufficiente a valorizzarlo.

Luca Rigoni, AD di A2A Calore e Servizi, ha definito l'iniziativa il primo progetto di questo tipo in Italia, sottolineando come il calore altrimenti disperso dal sistema di raffreddamento dei server verrà recuperato e immesso nella rete di teleriscaldamento milanese, in un'ottica di maggiore efficienza nell'uso delle risorse e di decarbonizzazione urbana.

In questo quadro il recupero del calore di Avalon 3 rappresenta, secondo Roberta Neri, presidente di Retelit, un passo verso una gestione più sostenibile dell'impatto energetico delle infrastrutture digitali, soprattutto alla luce della loro crescita legata a tecnologie come cloud e intelligenza artificiale. Il calore recuperato – ha aggiunto Neri – verrà così riutilizzato a beneficio della comunità locale, trasformando parte dell'energia impiegata dal data center in una risorsa termica per il territorio.

Germania, il futuro data center di Dummerstorf sviluppato da Schwarz Group

Un approccio di scala maggiore è quello delineato in Germania, nel Mecklenburg-Vorpommern, dove Schwarz Group e il Land hanno avviato una collaborazione per lo sviluppo di una nuova infrastruttura di data center.

Il progetto, annunciato dal Gruppo in un comunicato stampa, prevede una capacità iniziale di 100 MW con l'obiettivo di arrivare a 240 MW entro il 2033, considerando il calore di scarto come parte integrante della pianificazione energetica dell'area.

L'obiettivo è infatti creare le condizioni per recuperare il calore generato dall'infrastruttura e destinarlo al sistema di riscaldamento locale. In questo caso, quindi, il recupero termico non viene affrontato come una soluzione aggiuntiva applicata a un data center già esistente, ma come un elemento da integrare fin dalle fasi di sviluppo del progetto. È un'impostazione che sposta il tema dalla gestione del calore residuo alla progettazione di una vera e propria integrazione tra infrastruttura digitale e sistema energetico locale.

Gerd Chrzanowski, socio generale di Schwarz Group, ha sottolineato come la sovranità digitale debba essere sostenuta da investimenti concreti in infrastrutture e applicazioni, evidenziando la scelta del gruppo di assumere un ruolo diretto nello sviluppo di capacità tecnologiche sul territorio tedesco.

Manuela Schwesig, ministra-presidente del Meclemburgo-Pomerania Occidentale, ha evidenziato come l'investimento possa contribuire a ridurre la dipendenza del Land da fornitori esteri di infrastrutture per data center e servizi cloud e IA, rafforzando al contempo l'autonomia e la sicurezza nella gestione dei dati. Schwesig ha inoltre sottolineato le ricadute positive dell'iniziativa per il territorio.

Francoforte, il calore dei data center come risorsa per il territorio

Vi è poi il caso di Francoforte, che mostra come il recupero del calore possa essere integrato nel rapporto tra data center e sistema energetico locale. Lo annuncia in un comunicato stampa Digital Realty, che ha sviluppato diversi progetti di recupero del calore in Europa, destinandolo a reti di teleriscaldamento e a edifici residenziali e commerciali. Tra questi figurano iniziative ad Amsterdam, Bruxelles, Marsiglia, Stoccolma, Vienna e Zurigo.

Da ultimo, a Francoforte Digital Realty sta portando avanti un progetto per recuperare il calore prodotto dal data center FRA14 e destinarlo a usi termici nell'area circostante. L'iniziativa nasce da un accordo di fornitura con SAMSON AG, che prevede l'utilizzo dell'energia termica recuperata per il riscaldamento dei propri edifici.

I lavori per il progetto sono iniziati a maggio 2026 e hanno già raggiunto alcune delle principali fasi previste, tra cui il collegamento al data center, l'installazione dello scambiatore di calore e del gruppo pompe e la posa delle tubazioni lungo la facciata dell'edificio. Nel corso dell'estate – si legge nella nota – sono previsti gli interventi di ingegneria civile e il completamento dei collegamenti con SAMSON, mentre tra agosto e settembre saranno ultimati cablaggi e assemblaggio. La prima messa in servizio, con riempimento dell'impianto e fase di test, è prevista per settembre. Le attività di ottimizzazione, eventuali interventi correttivi e la documentazione tecnica proseguiranno fino alla fine del 2026.

Volker Ludwig, vicepresidente senior e AD per l'Europa centrale di Digital Realty, ha sottolineato il ruolo della collaborazione con SAMSON nel valorizzare localmente il calore di scarto del data center. Secondo Ludwig, il progetto permetterà di fornire al vicino stabilimento di SAMSON una fonte di calore a basse emissioni e di contribuire agli obiettivi ambientali di Francoforte.

Per SAMSON, il progetto si inserisce nella strategia di riduzione dei consumi di combustibili fossili e delle emissioni di CO₂. Dominic Deller, CFO di SAMSON AG, ha evidenziato come l'utilizzo di acqua calda proveniente da una fonte locale e sostenibile permetta di migliorare l'efficienza energetica dell'edificio di Francoforte, evitando al contempo costi e consumi aggiuntivi legati all'approvvigionamento di calore.

Citylink e Kogeneracja, il recupero del calore del data center di Wrocław

A Wrocław (Polonia), Citylink e Kogeneracja, società del gruppo PGE attiva nella produzione e distribuzione di calore, hanno firmato una lettera di intenti per valutare l'utilizzo del calore residuo prodotto dal data center Citylink Wrocław Stadion nella rete di teleriscaldamento municipale. La struttura, sita in via Szczecińska, è progettata per integrare il recupero dell'energia termica generata dai server e per consentirne un incremento con l'espansione della capacità di calcolo.

Il progetto, annunciato da Citylink in una nota, collega così lo sviluppo dell'infrastruttura digitale alla possibilità di valorizzare localmente il calore prodotto dai sistemi di raffreddamento, in un contesto di crescente domanda di capacità per applicazioni cloud e IA.

Michał Starybrat, direttore dello sviluppo di Citylink, ha evidenziato come il progetto rappresenti un'opportunità per sviluppare competenze nella progettazione e gestione di data center avanzati, compresi quelli destinati all'IA. Secondo Starybrat, l'aumento della capacità di calcolo e dei servizi cloud comporta anche una crescente quantità di calore da dissipare, creando nuove possibilità di integrazione tra infrastrutture digitali e sistemi energetici locali.

Dariusz Witkowski, presidente del CdA di Kogeneracja, ha poi sottolineato la ricerca da parte della società di nuove fonti di calore per sostenere la trasformazione del sistema di teleriscaldamento di Wrocław. La collaborazione con Citylink – ha aggiunto – si inserisce in questo percorso, puntando a valorizzare il calore di scarto del data center e a utilizzare in modo più efficiente le risorse termiche disponibili localmente.

Data center, dall'AI al supercalcolo

La crescente centralità dei data center nel sistema energetico e digitale emerge anche da tre iniziative recenti. A2A ed Equinix hanno annunciato un progetto per recuperare 225 GWh di calore all'anno dai data center di Settimo Milanese e destinarli al teleriscaldamento di Milano. Sul fronte dell'efficienza, Schneider Electric e AMD hanno sviluppato un Reference Design per AI Factory ad alta densità, con rack fino a 246 kW e sistemi di raffreddamento a liquido capaci di dissipare gran parte del calore prodotto. Eni, invece, ha aperto a imprese, startup e centri di ricerca le capacità di supercalcolo dei propri sistemi HPC6 e HPC7, ospitati nel Green Data Center, che insieme superano la soglia dell'Exascale.

Prime criticità e pressione sulle reti energetiche

Occorre notare, infine, come di recente l'espansione delle infrastrutture per l'AI stia iniziando a mettere sotto pressione le reti e a modificare gli equilibri dei sistemi energetici.

Negli Stati Uniti la crescita dei consumi dei data center sta riportando al centro dell'attenzione anche il ricorso al gas per coprire la nuova domanda elettrica, come evidenziato dal Sole 24 Ore. A Singapore, secondo quanto riportato da Ansa, la rapida crescita dei data center rischia di mettere sotto pressione la rete elettrica entro il 2030. Il sondaggio annuale della Sustainable Energy Association of Singapore (SEAS) citato dall'Agenzia, infatti, rileva che il 45% degli esperti prevede un forte impatto sui sistemi energetici, mentre il 31% indica come priorità investimenti nella rete e nei sistemi di accumulo. A fronte di una domanda in crescita più rapidamente dell'offerta rinnovabile, il governo ha introdotto meccanismi per contingentare la nuova capacità destinata ai data center, con 200 MW assegnati nell'ultima tornata.

Anche negli Stati Uniti il boom dei data center sta alimentando interrogativi sulle ricadute economiche della corsa agli investimenti. Come evidenziato da Il Messaggero in una recente analisi, la forte concentrazione di capitali nelle nuove infrastrutture per l’AI espone l’economia americana a rischi legati alla sostenibilità di questi investimenti e ai loro possibili effetti sul mercato. La crescita dei data center pone quindi una questione che va oltre il recupero del calore: integrare queste infrastrutture nei sistemi energetici locali significa anche valutarne la compatibilità con la capacità delle reti e con le risorse disponibili nei territori che le ospitano.

Articolo a cura di Rossella Lettieri