Avviato a Milano un percorso di collaborazione tra GSE e Banco BPM per facilitare l’accesso delle imprese, in particolare delle PMI, a incentivi, competenze tecniche e soluzioni finanziarie per interventi di efficienza energetica e autoproduzione da fonti rinnovabili.
Integrare incentivi pubblici, competenze tecniche e credito per trasformare i progetti di efficienza energetica e autoproduzione da fonti rinnovabili in investimenti concreti. È l’obiettivo del percorso di collaborazione avviato da GSE e Banco BPM, presentato il 25 settembre a Milano durante l’incontro “Nuova energia per il futuro. Più valore per il Paese. Dalle sfide del costo dell’energia alle soluzioni: incentivi e credito a supporto delle imprese”.
All’iniziativa sono intervenuti il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, l’Amministratore Delegato del GSE Vinicio Mosè Vigilante, l’Amministratore Delegato di Banco BPM Giuseppe Castagna e il Vicepresidente di Confindustria con delega all’Energia Aurelio Regina.
Incentivi e credito
Il modello al centro del confronto punta ad affiancare agli strumenti pubblici di sostegno e alle competenze tecniche del GSE la capacità di finanziamento del sistema bancario. L’obiettivo è accompagnare le imprese lungo l’intero ciclo dell’investimento: dall’analisi dei consumi alla scelta degli interventi, dall’individuazione dell’incentivo e della soluzione finanziaria alla realizzazione dei progetti, fino alla misurazione dei risultati energetici ed economici.
“Il costo dell’energia è un fattore di competitività e dobbiamo mettere le imprese nelle condizioni migliori per investire e programmare. Fare della transizione energetica un volano di sviluppo significa creare un contesto stabile, favorire gli investimenti e accelerare la realizzazione di nuovi progetti. L’azione di semplificazione che abbiamo avviato e la forte crescita delle rinnovabili dimostrano che la strada è quella giusta. Dobbiamo continuare a rafforzare la sicurezza energetica e la competitività del nostro sistema produttivo, trasformando la transizione in un’opportunità concreta di crescita e creazione di valore per il Paese”, ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
La bancabilità dei progetti
Per Vinicio Mosè Vigilante, Amministratore Delegato del GSE, la realizzazione degli investimenti rappresenta il passaggio decisivo per trasformare la transizione energetica in crescita.
“La transizione energetica diventa crescita quando i progetti riescono ad arrivare alla realizzazione. Il GSE sostiene gli investimenti e ne rafforza la bancabilità, riducendo il capitale iniziale da mobilitare e rendendo più prevedibili i ricavi; il sistema bancario può tradurre queste condizioni in soluzioni finanziarie coerenti con i tempi e i flussi dell’investimento”, ha dichiarato Vigilante.
“La collaborazione avviata con il sistema bancario nasce da questa complementarità: rendere gli incentivi più accessibili e comprensibili, valorizzare nelle valutazioni del credito gli esiti delle istruttorie del GSE e sviluppare strumenti capaci di accompagnare le imprese fino all’entrata in esercizio degli impianti”, ha concluso l'AD di GSE.
Il ruolo del sistema finanziario
“La transizione energetica rappresenta una priorità strategica per la competitività del sistema produttivo e per la crescita sostenibile del Paese. Per affrontare questa sfida servono investimenti, visione di lungo periodo e una stretta collaborazione tra istituzioni, imprese e sistema finanziario”, ha dichiarato Giuseppe Castagna, Amministratore Delegato di Banco BPM .
“In Banco BPM siamo impegnati ad accompagnare le aziende lungo questo percorso, facilitando l’accesso al credito e mettendo a disposizione competenze specialistiche in grado di affiancarle nella realizzazione di progetti concreti. Il dialogo con il GSE nasce proprio dalla convinzione che l’integrazione tra strumenti pubblici di sostegno, know-how tecnico e finanza possa accelerare gli investimenti in efficienza energetica e in fonti rinnovabili, trasformando la sostenibilità in un fattore di sviluppo, innovazione e competitività per le imprese”, ha concluso Castagna.
La disponibilità di un incentivo, da sola, non sempre è sufficiente a sbloccare un investimento. L’esborso iniziale, la complessità tecnica e la difficoltà di allineare i tempi amministrativi con i fabbisogni finanziari possono infatti rallentare anche i progetti già strutturati.
L’integrazione tra assistenza specialistica, misure pubbliche e credito può quindi ridurre queste barriere, migliorare la qualità degli interventi e rafforzarne la bancabilità.
PPA e approvvigionamento energetico
Nel quadro degli strumenti a supporto della transizione energetica, un ruolo può essere svolto anche dai Power Purchase Agreement (PPA), contratti di acquisto di energia a lungo termine che consentono alle imprese di avere maggiore visibilità sui costi e ai produttori una maggiore prevedibilità dei ricavi.
Secondo quanto emerso nel confronto, qualificazione delle controparti, strumenti di garanzia e aggregazione della domanda possono contribuire ad ampliare l’accessibilità dei PPA anche alle PMI, favorendo al contempo il finanziamento di nuova capacità rinnovabile.
Il confronto con imprese e Confindustria
Il confronto è proseguito con la tavola rotonda “Dalla visione all’azione: sinergie, strumenti e soluzioni per accompagnare le imprese nella transizione energetica”, alla quale hanno partecipato Mattia Mastroianni, Responsabile Corporate Banco BPM; Vito Pastore, Direttore Relazioni esterne e programmazione strategica del GSE; Leonardo Giuseppe Marseglia, Fondatore e Presidente di Marseglia Group; e Marco Ravazzolo, Direttore Politiche Ambiente, Energia e Mobilità di Confindustria.
L’incontro segna l’avvio di un percorso di collaborazione tra GSE e Banco BPM volto a integrare risorse pubbliche e private e a rendere più semplice e coordinato per le imprese l’accesso agli strumenti necessari per ridurre i consumi, sviluppare l’autoproduzione e programmare nel lungo periodo l’approvvigionamento energetico.

