Il confronto ha messo in luce la necessità di un coordinamento sempre più stretto tra Paesi UE e area balcanica per gestire gli effetti regolatori e di mercato legati alla transizione energetica e ai nuovi strumenti climatici europei.
Ruolo del CBAM nella ridefinizione degli scambi energetici euro-balcanici, impatti su prezzi e competitività dei mercati e accelerazione del processo di integrazione con l’Unione europea: sono questi i principali temi emersi nel corso del workshop ospitato da Arera a Roma, nell’ambito della 9ª Assemblea Generale della Balkan Energy School, di cui si legge in una nota stampa dell'Autorità.
In parallelo all’assemblea si è infatti svolto un workshop dedicato al Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), il nuovo meccanismo europeo che regola l’importazione di prodotti extra-Ue sulla base delle emissioni di CO₂ incorporate, entrato in vigore il 1° gennaio 2026.
Focus su mercati, regolazione e impatti energetici
Il workshop ha approfondito gli aspetti regolatori, economici e operativi legati all’attuazione del meccanismo, evidenziandone le possibili ricadute sulla struttura dei mercati energetici euro-balcanici e sulle dinamiche di cooperazione tra sistemi nazionali.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo del CBAM come strumento di riequilibrio competitivo e di accelerazione della transizione energetica, in un contesto caratterizzato da crescente interconnessione tra Unione europea e Paesi dell’area balcanica.
I partecipanti istituzionali
I lavori, aperti dal presidente della Balkan Energy School e componente del Collegio di Arera, Livio de Santoli, hanno visto la partecipazione di rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dell’Energy Community Secretariat e di Terna.
La Balkan Energy School come piattaforma di cooperazione
L’evento, si legge nella nota stampa, ha confermato il ruolo della Balkan Energy School come piattaforma di cooperazione, formazione e scambio di conoscenze tra le autorità di regolazione energetica della regione. Un’iniziativa che assume particolare rilevanza nella fase attuale di trasformazione dei sistemi energetici e di progressivo rafforzamento dell’integrazione tra i mercati dell’Unione europea e quelli dei Paesi balcanici.

