L'interconnessione con lo stabilimento di Gazzo Veronese consentirà di accogliere fino a 12 milioni di m³ all’anno di gas rinnovabile proveniente da quattro unità produttive, un quantitativo equivalente ai consumi medi annui di circa 13.000 famiglie e funzionale allo sviluppo della rete.
Un contributo energetico equivalente al fabbisogno annuale di circa 2.000 famiglie: è il potenziale dell’impianto di biometano della Società Agricola Villagrossa di Castel d’Ario, ora interconnesso al Digital Reverse Flow di Gazzo Veronese, di cui si legge in un comunicato stampa di Italgas.
L’infrastruttura punta a rendere pressoché illimitata la capacità della rete di accogliere gas rinnovabili.
Il biometano prodotto dalle biomasse agricole
L’impianto di Castel d’Ario produce biometano attraverso il trattamento di biomasse agricole e reflui zootecnici e potrà convogliare verso l’hub di Gazzo Veronese fino a 2 milioni di metri cubi all’anno.
“L’entrata in funzione dell’hub di Gazzo Veronese rappresenta un’evoluzione strategica nello sviluppo della filiera del biometano. Con il reverse flow la capacità delle nostre reti di accogliere gas rinnovabili diventerà pressoché illimitata in maniera sicura e continua. Al contempo creiamo le condizioni per una produzione di energia a km0 utile a generare effetti positivi sulla competitività di imprese e famiglie. Continuiamo a lavorare al fianco delle comunità per l’energia del futuro, un futuro a zero emissioni”, ha commentato Pier Lorenzo Dell’Orco, Amministratore Delegato di Italgas Reti.
Il ruolo del Digital Reverse Flow di Gazzo Veronese
L’interconnessione dell’impianto mantovano rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo del progetto avviato da Italgas a Gazzo Veronese, inaugurato nel giugno scorso. L’infrastruttura è stata progettata per svolgere una duplice funzione: raccogliere il biometano prodotto dagli impianti collegati e attivare il reverse flow nel caso in cui i volumi immessi superino il fabbisogno locale.
In questa configurazione, il biometano in eccesso viene compresso e trasferito verso la rete di trasporto regionale e nazionale, rendendolo disponibile anche in altri territori.
Il Digital Reverse Flow di Gazzo Veronese è stato progettato per ricevere il gas rinnovabile prodotto da quattro impianti, che a regime potranno immettere complessivamente fino a 12 milioni di metri cubi all’anno, pari ai consumi medi annui di circa 13.000 famiglie.
L’infrastruttura, realizzata da Italgas con un investimento di circa 2 milioni di euro, è completamente digitalizzata e gestita attraverso DANA (Digital Advanced Network Automation), il sistema proprietario di automazione e telecontrollo che consente il monitoraggio in tempo reale, la gestione da remoto e il funzionamento automatico degli impianti.
Verso una rete digitale per i gas rinnovabili
Con l’interconnessione dell’impianto di Castel d’Ario salgono a 16 gli impianti di produzione di biometano collegati alla rete Italgas.
Il progetto di Gazzo Veronese si inserisce nel percorso di trasformazione delle infrastrutture del Gruppo verso una piattaforma digitale, flessibile e intelligente, in grado di accogliere volumi sempre maggiori di gas rinnovabili e contribuire allo sviluppo della produzione energetica locale, alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla decarbonizzazione dei consumi.

