Decarbonizzazione, Proxigas: avanti sulla CCUS ma senza rischi per gli approvvigionamenti

06 lug 2026
Nel corso dell’audizione al Senato, l’associazione ha inoltre evidenziato che le emissioni derivanti dalla filiera italiana del gas incidono per meno del 5% delle emissioni nazionali di metano e per circa lo 0,6% delle emissioni complessive di gas serra, chiedendo un quadro regolatorio che favorisca gli investimenti e garantisca adeguati tempi di adeguamento per gli operatori.

Accelerare lo sviluppo della cattura, utilizzo e stoccaggio della CO₂ (CCUS) e garantire che le nuove regole europee sulla riduzione delle emissioni di metano non compromettano la sicurezza degli approvvigionamenti energetici.

Sono questi i principali temi affrontati da Proxigas nel corso dell’audizione presso l’8ª Commissione del Senato sul disegno di legge dedicato allo sviluppo della CCUS, alla regolazione dell’idrogeno e all’applicazione del Regolamento UE 2024/1787 sulle emissioni di metano nel settore energetico, di cui si legge in un comunicato stampa dell'Associazione.

Il ruolo del gas nella transizione energetica

Nel suo intervento, Marta Bucci, Direttore Generale di Proxigas, ha ricordato come il gas naturale continui a svolgere un ruolo rilevante nel sistema energetico nazionale ed europeo.

Secondo l’associazione, l’Unione europea e l’Italia restano fortemente dipendenti dalle importazioni, che coprono rispettivamente circa il 90% e il 96% dei consumi di gas. Dopo la riduzione registrata durante la crisi energetica, la domanda si è stabilizzata mostrando segnali di graduale ripresa.

In questo scenario, Proxigas considera la decarbonizzazione del settore una priorità strategica e individua nella CCUS uno strumento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici previsti dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC).

Emissioni di metano e impatti sulla sicurezza energetica

Ampio spazio è stato dedicato anche all’attuazione del Regolamento europeo sulla riduzione delle emissioni di metano.

Nel corso dell’audizione è stato evidenziato che le emissioni di metano rappresentano circa il 12% delle emissioni nazionali di gas serra, mentre quelle derivanti dagli usi energetici incidono per circa il 13% delle emissioni complessive di metano.

La filiera italiana del gas, secondo Proxigas, contribuisce per meno del 5% alle emissioni nazionali di metano e per circa lo 0,6% alle emissioni complessive di gas serra del Paese.

La richiesta di tutele per gli approvvigionamenti

L’associazione ha richiamato l’attenzione sui possibili effetti che le nuove disposizioni potrebbero avere sulle importazioni di gas provenienti da Paesi extra UE.

Secondo Marta Buccigli importatori non hanno la possibilità di intervenire direttamente sulle attività dei produttori esteri e operano in un contesto geopolitico particolarmente complesso, che limita il loro potere negoziale.

Per questo motivo, Proxigas propone che la tutela della sicurezza degli approvvigionamenti venga riconosciuta come elemento rilevante ai fini dell’eventuale esenzione o della non applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento.

Grace period e regole chiare per gli operatori

Tra le richieste avanzate dall’associazione figura anche l’introduzione di un periodo transitorio di non applicazione delle sanzioni per le violazioni riferite agli anni 2027, 2028 e 2029, in linea con gli orientamenti della Commissione europea.

Proxigas chiede inoltre che eventuali sanzioni possano essere applicate solo dopo il completamento del quadro normativo necessario per consentire agli operatori di adeguarsi agli obblighi previsti, garantendo tempistiche congrue per l’implementazione delle nuove misure.

Bucci: “Servono strumenti efficaci e tempi realistici”

“La transizione energetica richiede strumenti efficaci, tempi certi e un quadro normativo coerente che consenta agli operatori di investire e programmare con fiducia”, ha dichiarato Marta Bucci.

Secondo Bucci, lo sviluppo della CCUS rappresenta un passaggio essenziale per la decarbonizzazione dei settori industriali più difficili da abbattere sotto il profilo emissivo, mentre l’attuazione delle norme sulle emissioni di metano deve essere accompagnata da regole chiare e tempistiche realistiche, in grado di preservare sicurezza energetica e competitività del sistema europeo.