Lo studio, spiega un comunicato stampa, evidenzia come tre leader aziendali su quattro (74%) a livello internazionale ritengano che i rischi economici derivanti dalla mancata transizione siano superiori a quelli legati al percorso verso il net zero, in un contesto segnato da instabilità geopolitica e crescente attenzione alla sicurezza energetica.
Italia tra resilienza e ritardi negli investimenti
In Italia, la percezione della transizione è particolarmente orientata alla sostenibilità del business. Il 71% del campione ritiene inoltre che il cambiamento climatico possa interrompere la supply chain, una percentuale inferiore rispetto alla media globale, ma comunque significativa.
Nonostante ciò, solo il 51% delle imprese italiane ha avviato una pianificazione di adattamento ai cambiamenti climatici e la stessa percentuale ha investito nell’approvvigionamento di energia rinnovabile, rappresentando il dato più basso tra i Paesi analizzati.
Regole, comunicazione e traiettorie del net zero
La ricerca mette inoltre in evidenza il peso dell’incertezza normativa: il 79% dei leader italiani afferma che la mancanza di chiarezza regolatoria sul net zero rende complesso investire con fiducia. L’81% chiede un maggiore supporto da parte delle istituzioni per accompagnare il percorso di decarbonizzazione delle imprese.
In questo contesto, il dibattito pubblico e politico viene spesso percepito come un fattore di distrazione: il 78% degli intervistati prevede che il net zero tornerà a essere una priorità politica nel prossimo decennio, mentre il 62% ha già modificato il modo in cui la propria azienda comunica le iniziative legate alla decarbonizzazione, in risposta allo scetticismo crescente nel dibattito mediatico.
Parallelamente, le imprese non stanno abbandonando gli obiettivi climatici ma ne stanno ridefinendo le modalità di perseguimento. Il 75% dichiara infatti che continuerà a seguire il percorso net zero indipendentemente dall’incertezza politica, mentre il 76% sottolinea il ruolo delle aspettative di clienti e committenti come fattore determinante.
Nel complesso, l’81% dei leader aziendali italiani conferma l’impegno a raggiungere il net zero secondo le tempistiche previste a livello nazionale, mentre il 77% ritiene fondamentale mantenere lo slancio della transizione. Tuttavia, un terzo delle imprese (33%) ha già rivisto i propri target, adattandoli al contesto di mercato senza rinunciare all’obiettivo finale.
Il quadro di BSI
“Le recenti informazioni geopolitiche hanno messo brutalmente in luce la necessità di sicurezza energetica e il ruolo fondamentale svolto da energia rinnovabile e a basse emissioni. Hanno inoltre mostrato l’importanza, quando si parla di cambiamento climatico, dell’adozione di una mentalità orientata alla resilienza che si concentra sulla mitigazione dei rischi, sulla gestione della supply chain e sulla preparazione futura.", ha dichiarato Susan Taylor Martin, Chief Executive BSI.
"Emerge chiaramente che molti leader aziendali stanno già ragionando in questi termini e hanno riconosciuto che il costo del mancato investimento nel net zero potrebbe minacciare le loro attività nel lungo periodo. Il prossimo passo è colmare il divario tra ambizione e azione attraverso misure di adattamento ai rischi climatici. Incertezza e disruption sono ormai i tratti distintivi dell’economia globale. Il ruolo di BSI è fornire chiarezza, coerenza e fiducia attraverso gli standard, mentre le organizzazioni di tutto il mondo affrontano la transizione verso un futuro net zero.”, ha concluso la CEO di BSI.
Lo studio è stato condotto da Censuswide nel febbraio 2026 su un campione di 7.068 leader aziendali nei Paesi del G7 (Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Germania, Italia, Canada e Giappone). I dati sono stati ponderati sulla base della struttura del tessuto imprenditoriale di ciascun Paese, con particolare riferimento alla dimensione delle imprese e al numero di dipendenti, al fine di garantire la rappresentatività dei risultati a livello nazionale