L’industria dei gas liquefatti accoglie positivamente i richiami contenuti nella Comunicazione “AccelerateEU”, in particolare per quanto riguarda il riconoscimento dei sustainable fuels e lo sviluppo della produzione di biometano.
E' quanto si legge nel comunicato stampa di Assogasliquidi, attraverso il quale esprime la propria opinione riguardo il pacchetto di misure per sostenere famiglie e imprese e avviare l’indipendenza energetica proposto dalla Commissione Europea per far fronte all’attuale situazione geopolitica, in cui gli europei stanno pagando il costo della dipendenza dai combustibili fossili importati.
Il focus del provvedimento della Commissione è la necessità di accelerare la transizione verso un’energia pulita e sicura, dato che l’aumento dei prezzi legato al conflitto in Medio Oriente ha comportato 24 miliardi di euro in più di spesa senza maggiori forniture di energia.
I limiti dell'iniziativa europea
Secondo l'associazione industriale, che rappresenta la filiera dei gas liquefatti e dei carburanti gassosi alternativi, con un focus su GPL, GNL, bioGPL e bioGNL, e sul loro ruolo nella transizione energetica e nella sicurezza degli approvvigionamenti, il documento risulterebbe tuttavia sbilanciato verso lo sviluppo del vettore elettrico, soprattutto sul piano delle misure operative.
In un contesto geopolitico caratterizzato da forte instabilità, l’associazione sottolinea come la vera resilienza energetica europea non possa basarsi su un approccio tecnologicamente ristretto, ma debba poggiare su un mix energetico plurale e diversificato. Biocarburanti e gas rinnovabili vengono indicati come soluzioni in grado di garantire una riduzione immediata delle emissioni, evitando al contempo shock economici e sfruttando le infrastrutture già esistenti.
Il documento della Commissione, pur includendo riferimenti a tali soluzioni, non ne riconoscerebbe pienamente il ruolo negli utilizzi finali.
Questo riguarda diversi comparti: nella mobilità leggera il GPL, anche attraverso sviluppi bio, consente già oggi una riduzione dell’impronta carbonica dei veicoli nuovi e circolanti; nel trasporto pesante stradale e marittimo, GNL e bioGNL rappresentano tecnologie mature, disponibili e già operative, particolarmente rilevanti per i settori hard to abate.
Anche sul fronte dei consumi termici residenziali, lo studio BIP “Decarbonizzazione dei consumi termici residenziali” evidenzia come l’efficientamento delle tecnologie a gas esistenti, come le caldaie a condensazione, possa generare benefici ambientali immediati con investimenti contenuti per le famiglie.
La conclusione di Assogasliquidi - Federchimica
“Non possiamo permetterci di ripetere gli errori del passato – ha commentato il Presidente di Assogasliquidi-Federchimica, Matteo Cimenti – la sicurezza dell’Europa non si costruisce con oligopoli tecnologici, ma con la diversificazione e un realismo basato sulla massimizzazione dell’uso di tutte le fonti energetiche disponibili. I gas e le loro produzioni rinnovabili sono alleati naturali di un mix energetico che garantisca di non trovarsi mai più alla mercé di un unico fornitore”.
Secondo Cimenti, solo una pluralità di soluzioni può rendere la transizione realmente sostenibile, inclusiva e sicura, oltre che coerente con le esigenze dei cittadini.
“In questo senso – ha concluso Cimenti – è necessario modificare approccio al documento, a partire dall’Annex presentato dalla Commissione, prevedendo non solo il supporto alle tecnologie elettriche, ma anche a quelle basate su carburanti e combustibili gassosi alternativi e rinnovabili, in coerenza con la direttiva RED III”.