G7, approvata Carta di Venaria: impegni su carbone, rinnovabili e Africa

19 giu 2026
Il documento rafforza le traiettorie già avviate con la COP28 e introduce nuove iniziative operative su sicurezza energetica, adattamento climatico, cooperazione internazionale. Il Ministro Pichetto: “Le grandi economie assumono la guida della transizione”

Progressivo abbandono del carbone, rafforzamento delle rinnovabili e nuova cooperazione con l’Africa. È questo il nucleo della “Carta di Venaria” approvata dai Paesi del G7 Clima, Energia e Ambiente riuniti a Venaria Reale, nell’ambito del vertice di Torino.

Il documento, della cui approvazione si legge in un comunicato stampa del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, segna una nuova fase degli impegni internazionali sulla transizione energetica, in continuità con gli obiettivi della COP28, e definisce una serie di misure operative che spaziano dalla decarbonizzazione del settore energetico alla sicurezza delle materie prime critiche, fino a nuove iniziative su acqua, adattamento climatico ed economia circolare.

Pichetto: responsabilità delle economie avanzate nella transizione

“Sono molto soddisfatto dei risultati del G7 e ringrazio le delegazioni per l’ottimo lavoro svolto”, ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, sottolineando come le grandi economie stiano assumendo la responsabilità di guidare in modo concreto la transizione energetica e climatica.

Secondo il Ministro, le decisioni assunte rappresentano un equilibrio tra ambizione climatica e sostenibilità economica, con un approccio condiviso che integra sicurezza energetica, solidarietà internazionale e sviluppo sostenibile. “È fondamentale che le economie avanzate si facciano carico anche dello sforzo finanziario necessario per accompagnare la transizione e sostenere i Paesi in via di sviluppo”, ha aggiunto Pichetto.

Carbone fuori entro il 2035, accelerano rinnovabili e accumuli

Tra i punti centrali dell’intesa figura l’impegno a chiudere le centrali a carbone entro la prima metà del prossimo decennio, e comunque entro il 2035 al più tardi, accelerando nel frattempo la riduzione del loro utilizzo. Parallelamente, i Paesi G7 puntano a sostenere la crescita delle rinnovabili, anche attraverso un significativo aumento della capacità di accumulo energetico, destinata a livello globale a raggiungere fino a 1,5 TW entro il 2030.

Sul fronte della sicurezza energetica, il vertice ha inoltre confermato la volontà di ridurre progressivamente la dipendenza dal gas russo e di rafforzare le strategie di diversificazione degli approvvigionamenti. Contestualmente, è stato ribadito l’impegno a ridurre le emissioni di metano lungo le filiere energetiche e ad accelerare la decarbonizzazione dei settori industriali hard-to-abate attraverso tecnologie innovative come CCS, idrogeno rinnovabile e biometano.

Fusione e adattamento climatico: nuove iniziative e cooperazione internazionale

Un capitolo rilevante riguarda il nucleare e, in particolare, la collaborazione sull’energia da fusione, con l’istituzione di un gruppo di lavoro dedicato alla condivisione di best practice e al coordinamento sugli aspetti regolatori, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo tecnologico e gli investimenti pubblici e privati.

Importanti anche le decisioni sul fronte dell’adattamento climatico, con la nascita del “G7 Adaptation Accelerator Hub”, pensato per trasformare le priorità dei piani dei Paesi più vulnerabili in progetti bancabili capaci di attrarre finanziamenti. In parallelo, viene rafforzata la cooperazione con i Paesi africani e del Mediterraneo, anche attraverso iniziative ispirate al “Piano Mattei” per la gestione sostenibile del suolo.

Ambiente: G7 rafforza azioni su acqua, aria e inquinamento globale

Per la prima volta, inoltre, viene istituita una “Coalizione G7 sull’Acqua”, destinata a diventare una piattaforma di coordinamento internazionale sulle politiche idriche. Sul fronte dell’economia circolare, il G7 ha infine incaricato l’Alleanza per l’Efficienza delle Risorse di sviluppare un’agenda volontaria su tessile e moda circolari, con l’obiettivo di contrastare il fast fashion e ridurre gli impatti ambientali lungo la catena del valore.

Tra gli ulteriori impegni figurano il rafforzamento dei finanziamenti per l’adattamento climatico, la promozione di standard più ambiziosi per la qualità dell’aria secondo le linee guida OMS, e nuove azioni per contrastare l’inquinamento da plastiche e microplastiche lungo l’intero ciclo di vita dei materiali.