Gas, Eni: utile a 1,3 mld nel primo trimestre 2026. Crescono produzione e cassa, buyback raddoppiato

20 mag 2026
Il gruppo continua a beneficiare dell’integrazione tra attività tradizionali e business della transizione energetica, mentre la generazione di cassa e la disciplina negli investimenti sostengono la struttura finanziaria e la remunerazione degli azionisti. Resta centrale la fase di trasformazione del portafoglio, con operazioni che incidono sul perimetro di consolidamento e rafforzano la strategia di lungo periodo.

Utile netto di 1,3 miliardi di euro, in calo rispetto allo stesso periodo del 2025, in un contesto segnato da forte volatilità dei mercati energetici ed effetti valutari sfavorevoli. E' così che Eni chiude il primo trimestre 2026.

E' quanto si legge in un comunicato stampa del gruppo, che conferma tuttavia la solidità del proprio modello industriale, sostenuto dalla crescita della produzione oil & gas, dall’avanzamento dei business della transizione e da un robusto flusso di cassa operativo.

La performance trimestrale si inserisce in un quadro di mercato complesso, ma caratterizzato da una maggiore capacità di tenuta del portafoglio integrato e da una disciplina finanziaria che consente a Eni di rafforzare la remunerazione degli azionisti.

Produzione in crescita e nuove scoperte strategiche

L’Exploration & Production registra una produzione di 1,8 milioni di barili di olio equivalente al giorno, in aumento del 9% rispetto al primo trimestre 2025. La crescita è sostenuta dall’entrata a regime di nuovi giacimenti in Africa e Norvegia, dagli avvii in Angola e dalla buona performance della base produttiva esistente.

Nel trimestre emergono anche importanti risultati esplorativi, con circa 1 miliardo di barili equivalenti di nuove risorse individuate tra Angola, Costa d’Avorio, Libia, Egitto e Indonesia, dove la scoperta di Geliga rafforza il potenziale del bacino del Kutei.

Rilevante anche l’avanzamento dei progetti GNL nel Sud-Est asiatico e le decisioni finali di investimento su nuovi hub gas in Indonesia, che consolidano la traiettoria di crescita del segmento.

Transizione energetica: crescita di rinnovabili e clienti

Prosegue lo sviluppo dei business legati alla transizione energetica. Plenitude raggiunge circa 5,9 GW di capacità rinnovabile installata, in crescita rispetto all’anno precedente, e amplia la base clienti a circa 9,8 milioni, nonostante un contesto competitivo più intenso.

Enilive registra un miglioramento dei risultati grazie alla bioraffinazione e all’aumento dei margini di settore, con una capacità di lavorazione in espansione e nuovi progetti in Italia e all’estero.

Nel complesso, i due satelliti della transizione generano circa 0,35 miliardi di euro di utile operativo proforma adjusted.

Risultato operativo in lieve calo, pesa l’effetto cambi

Il risultato operativo proforma adjusted di gruppo si attesta a 3,54 miliardi di euro, in lieve calo rispetto al primo trimestre 2025. La flessione è principalmente attribuibile all’effetto negativo dei cambi, in particolare l’apprezzamento dell’euro sul dollaro, e alla presenza di componenti straordinarie nel periodo precedente.

L’E&P rimane stabile grazie alla crescita dei volumi e alla migliore redditività del portafoglio, mentre GGP e Power beneficiano dell’ottimizzazione delle attività gas. In miglioramento anche raffinazione e chimica, pur restando su livelli ancora deboli.

Flusso di cassa solido e buyback rafforzato

Uno dei principali elementi del trimestre è la solidità del cash flow. Il flusso di cassa operativo adjusted si attesta a 2,88 miliardi di euro, mentre il flusso di cassa ante circolante raggiunge circa 3 miliardi.

Dopo investimenti organici pari a 1,9 miliardi di euro, Eni genera un free cash flow negativo nel trimestre ma mantiene una forte capacità di autofinanziamento delle politiche di remunerazione.

Il gruppo ha inoltre completato il programma di buyback da 1,8 miliardi di euro e ha annunciato un incremento significativo del piano di riacquisto per il 2026, portato a 2,8 miliardi di euro, pari a un aumento di circa il 90% rispetto alle stime iniziali.

Il flusso di cassa è stato sostenuto anche dall’emissione di un bond ibrido da circa 1 miliardo di euro.

Indebitamento e struttura finanziaria

L’indebitamento finanziario netto ante leasing si attesta a 10,8 miliardi di euro, in aumento rispetto a fine 2025. Il gearing si colloca al 17%, in linea con la parte alta del range obiettivo, ma su base proforma resta vicino al 15%, grazie alle operazioni di portafoglio in corso.

La variazione del debito riflette principalmente la distribuzione agli azionisti, gli investimenti industriali e le dinamiche del capitale circolante.

Capitale e perimetro in evoluzione

Il capitale investito netto sale a 70,8 miliardi di euro, mentre il patrimonio netto supera i 54 miliardi. Un impatto rilevante è legato alla riclassifica delle attività destinate alla vendita, in particolare il perimetro Plenitude e alcuni asset upstream e gas in Indonesia.

La struttura patrimoniale riflette quindi una fase di trasformazione del portafoglio, coerente con la strategia di progressiva separazione e valorizzazione dei business della transizione.

Outlook: crescita cash e disciplina finanziaria

Per il 2026 Eni conferma un flusso di cassa operativo atteso pari a 13,8 miliardi di euro, con capex stabili a circa 7 miliardi lordi. Il gruppo prevede una crescita della produzione oil & gas del 3-4% e un ulteriore sviluppo delle attività rinnovabili e GNL.

La politica di distribuzione agli azionisti resta centrale, con dividendo in crescita e un meccanismo di condivisione dell’upside legato all’andamento delle commodity.