Gas, Proxigas: produzione nazionale al 5% dell’approvvigionamento, nel 2025 +16,6%

01 ott 2026
L’associazione chiede di valorizzare le risorse nazionali per rafforzare sicurezza e indipendenza degli approvvigionamenti.

La produzione nazionale di gas naturale rappresenta oggi circa il 5% dell’approvvigionamento complessivo italiano, a fronte di una domanda che, secondo Proxigas, continua a mostrare una significativa resilienza.

È quanto ha evidenziato il Direttore Generale di Proxigas Marta Bucci nel corso dell’audizione presso l’VIII Commissione del Senato della Repubblica nell’ambito dell’esame del DDL 2029, di conversione del decreto-legge 157/2026 in materia di prezzi dei carburanti e attività energetiche strategiche.

Secondo l’associazione, il quadro attuale rende necessario sostenere la produzione domestica di gas per rafforzare la sicurezza e l’indipendenza degli approvvigionamenti e contribuire alla sostenibilità economica delle forniture per imprese e famiglie.

La domanda di gas

Nel corso dell’audizione, Bucci ha sottolineato il peso delle importazioni nel sistema energetico europeo.

“L’Europa è il continente che più dipende dalle importazioni di gas, circa il 90%. Di fatto abbiamo rinunciato a sviluppare produzione domestica pensando di poter facilmente fare a meno del gas. Invece i consumi in questi anni sono tornati a crescere, nonostante le tensioni di prezzo rilevate sui mercati, dimostrando quanto sia difficile sostituire il gas, sia negli usi finali, nel residenziale e nell’industria, sia nella generazione elettrica”.

Secondo Proxigas, in Europa e in Italia l'aumento dei consumi negli ultimi anni è stato sostenuto anche dalla maggiore generazione termoelettrica necessaria a compensare la variabilità delle fonti rinnovabili elettriche e a soddisfare la crescita dei fabbisogni legati al raffrescamento.

L’associazione segnala inoltre che lo sviluppo dei data center potrebbe contribuire a incrementare ulteriormente il fabbisogno elettrico e, di conseguenza, il ricorso alla generazione termoelettrica.

Per gli usi finali, Proxigas richiama in particolare la difficoltà di elettrificare alcuni comparti industriali hard to abate e i limiti all’elettrificazione del settore residenziale.

Secondo i dati citati dall’associazione, su circa 16 milioni di abitazioni nelle classi energetiche F e G, l’installazione di pompe di calore sarebbe tecnicamente possibile in meno di 6 milioni di unità, che scenderebbero a meno di 2 milioni considerando anche i vincoli economici legati al reddito.

Proxigas evidenzia inoltre il ruolo del gas nel teleriscaldamento, dove coprirebbe circa il 70% del fabbisogno energetico, mentre la cogenerazione italiana risulterebbe alimentata per l’81% da gas naturale.

Produzione nazionale in forte calo

A fronte della resilienza della domanda, la produzione nazionale di gas ha registrato una forte contrazione negli ultimi decenni.

Il dato è passato da circa 20 miliardi di metri cubi all’anno nel 1994 a meno di 3 miliardi di metri cubi nel 2024. Nel 2025 si è registrato un incremento, con la produzione salita a 3,4 miliardi di metri cubi, pari a un +16,6% rispetto all’anno precedente.

Nel 1998, ricorda Proxigas, circa un terzo della domanda italiana di gas veniva soddisfatto attraverso la produzione nazionale. Oggi la quota si è ridotta al 5% dell’approvvigionamento complessivo.

Sul fronte delle importazioni, il GNL copre circa il 30% del fabbisogno nazionale e, secondo i dati riportati dall’associazione, quasi la metà dei volumi di GNL arriva dagli Stati Uniti.

Sicurezza e indipendenza degli approvvigionamenti

In questo scenario, Proxigas considera strategico valorizzare la produzione nazionale anche alla luce delle tensioni geopolitiche e della necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento.

Secondo l’associazione, un maggiore ricorso alla produzione domestica potrebbe contribuire alla sicurezza e all’indipendenza energetica e alla sostenibilità economica delle forniture. Proxigas evidenzia inoltre un possibile effetto sulla componente ambientale, attraverso la riduzione della necessità di importare GNL dall’estero.

“Le grandi potenze economiche con cui ci confrontiamo producono tutte una parte consistente del gas che consumano: la Cina più del 60%, gli USA, invece, sono i maggiori esportatori. Dobbiamo anche noi rilanciare la nostra produzione interna. Avremmo ancora a lungo bisogno di gas”, ha concluso Bucci.