Geotermia, ENEA: potenziale italiano potrebbe coprire 4 volte fabbisogno energetico e ridurre del 40% consumi gas

13 lug 2026
L'Agenzia ha realizzato al Centro Ricerche Casaccia un nuovo impianto geotermico sperimentale per la climatizzazione sostenibile degli edifici. Il progetto punta a sviluppare tecnologie innovative per valorizzare una fonte rinnovabile che, secondo ENEA, potrebbe contribuire in modo significativo alla decarbonizzazione del sistema energetico nazionale.

Oltre quattro volte il fabbisogno energetico nazionale e una riduzione del 40% dei consumi di gas naturale: è il potenziale delle risorse geotermiche disponibili in Italia secondo ENEA. L'Agenzia ha presentato un nuovo impianto geotermico sperimentale per la climatizzazione degli edifici, realizzato presso il Centro Ricerche Casaccia di Roma nell'ambito della Ricerca di Sistema Elettrico.

Un impianto geotermico per la climatizzazione sostenibile

L'infrastruttura è stata sviluppata nell'ambito della Ricerca di Sistema Elettrico promossa dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e combina il calore naturalmente presente nel sottosuolo con una pompa di calore di ultima generazione capace di utilizzare sia l'aria sia il terreno come sorgente termica.

L'impianto sfrutta quattro pozzi realizzati a differenti profondità, equipaggiati con sonde geotermiche e sensori in fibra ottica per il monitoraggio continuo delle condizioni del sottosuolo.

"A differenza di altre fonti di energia rinnovabile che dipendono da condizioni meteorologiche variabili, la geotermia offre una continuità che la rende ideale per garantire una fornitura stabile e continua di energia", ha dichiarato Anna Carmela Violante, ricercatrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN) di ENEA.

"Inoltre, la tecnologia geotermica può contribuire a ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia e di materiali, non richiedendo materie prime critiche o strategiche, e a rendere il sistema energetico più resiliente alle fluttuazioni dei costi causate dalle crisi geopolitiche", ha aggiunto.

Anche Raniero Trinchieri, ricercatore del Dipartimento ENEA-TERIN, ha evidenziato il ruolo della stabilità termica del sottosuolo: "Nei periodi di richiesta di riscaldamento o raffrescamento, la stabilità termica della sorgente o del pozzo di calore è fondamentale per garantire efficienze elevate delle pompe di calore".

Il potenziale della geotermia in Italia

L'Italia è attualmente l'ottavo Paese al mondo per capacità geotermoelettrica installata, con circa 916 MW e una produzione annua di circa 5,7 TWh di energia elettrica, concentrata prevalentemente in Toscana.

Per quanto riguarda gli usi diretti del calore geotermico, il Paese dispone di una capacità installata stimata pari a circa 1.316 MW termici, destinati principalmente al riscaldamento civile, agli impianti termali, alle applicazioni agricole e ai sistemi geotermici a bassa entalpia.

Secondo ENEA, nonostante questi risultati, il settore ha registrato una crescita limitata nell'ultimo decennio.

"Malgrado questi risultati, la crescita del settore geotermico nazionale è rimasta sostanzialmente stagnante, evidenziando un potenziale ancora ampiamente sottoutilizzato", ha sottolineato Simona De Iuliis, responsabile della Sezione Supporto strategico del Dipartimento ENEA-TERIN.

"La geotermia è considerata un 'gigante dormiente', soprattutto in Italia, dove disponiamo del maggiore potenziale dell'Europa continentale. Se sfruttassimo soltanto il 2% di questo potenziale nei primi cinque chilometri di profondità, potremmo coprire fino al 10% della produzione elettrica prevista al 2050 e circa il 25% dei consumi finali termici", ha aggiunto.

In termini complessivi, ENEA stima che le risorse geotermiche disponibili sul territorio nazionale potrebbero soddisfare oltre quattro volte l'attuale fabbisogno energetico italiano di elettricità e calore, contribuendo a ridurre del 40% i consumi di gas naturale.

Le prossime attività di ricerca

Per favorire una maggiore diffusione della geotermia, ENEA evidenzia la necessità di superare le attuali criticità tecniche, finanziarie e autorizzative.

"Per sfruttarne le potenzialità è necessario superare le sfide tecniche e finanziarie che ancora ne limitano una diffusione su larga scala e sviluppare politiche energetiche mirate. Oltre alla creazione di meccanismi di incentivazione, auspichiamo la semplificazione delle procedure autorizzative, la mappatura del potenziale e l'individuazione delle aree idonee, affinché la geotermia possa diventare un motore di crescita economica e un elemento centrale della transizione energetica", ha dichiarato Giulia Monteleone, direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN) di ENEA.

Il prossimo passo del programma di ricerca sarà la realizzazione di un sistema sperimentale ibrido che integrerà la geotermia a bassa entalpia con il solare termico, con l'obiettivo di studiare l'accumulo di energia termica in terreni impermeabili, prevalentemente argillosi, a profondità superiori ai 100 metri.