Idrico, ANBI: Consorzio di Bonifica di Piacenza investe 18,5 mln per nuova condotta

19 giu 2026
La nuova condotta irrigua della Val d’Arda si sviluppa per 20 chilometri a servizio di un comprensorio agricolo di circa 14.000 ettari nella pianura est della provincia.

Una condotta irrigua lunga 20 chilometri, un bacino servito di quasi 14.000 ettari, una rete complessiva di circa 380 chilometri di canalizzazioni e un investimento pari a 18.496.650 euro finanziato nell’ambito del PSRN 2014-2020.

Sono questi i principali numeri della nuova infrastruttura idrica della Val d’Arda, in Emilia-Romagna. L'intervento, di cui si legge in un comunicato stampa di ANBI, è stato realizzato dal Consorzio di bonifica di Piacenza per migliorare l’efficienza irrigua e aumentare la resilienza del territorio rispetto agli eventi meteorici intensi.

Condotta da 20 km e rete storica: il nuovo modello di gestione idrica

La nuova infrastruttura è stata realizzata con tubazioni in plastica rinforzata con fibre di vetro (PRFV), una soluzione che garantisce maggiore efficienza nella distribuzione dell’acqua e una significativa riduzione delle perdite rispetto al precedente sistema di canali in terra.

L’elemento innovativo dell’intervento risiede nella coesistenza con il reticolo idraulico storico: la nuova condotta è stata infatti progettata in parallelo ai canali esistenti, consentendo una separazione funzionale tra le due reti. La tubazione è dedicata all’irrigazione delle aziende agricole, mentre il sistema storico continua a garantire il deflusso delle acque meteoriche, soprattutto in occasione di eventi intensi, contribuendo così a ridurre il rischio di alluvioni e a rafforzare la resilienza del territorio.

Efficienza idrica e riduzione delle dispersioni

La trasformazione della rete consente un miglioramento significativo dell’efficienza idrica complessiva del sistema. La sostituzione dei canali in terra con una condotta tubata riduce le perdite dovute a dispersione ed evapotraspirazione e consente tempi di distribuzione più rapidi, migliorando la risposta alle esigenze delle aziende agricole.

Lungo il tracciato sono stati inoltre realizzati circa venti manufatti derivatori, funzionali alla distribuzione dell’acqua sul territorio servito, che si estende su quasi 14.000 ettari nella pianura est della provincia di Piacenza, con una rete complessiva di canalizzazioni pari a circa 380 chilometri.

Telecontrollo e gestione digitale della rete

Un ulteriore elemento qualificante dell’opera è l’integrazione di sistemi di telecontrollo avanzati, che consentono la gestione da remoto delle manovre idrauliche e il monitoraggio costante della rete. Questo approccio tecnologico permette una maggiore tempestività negli interventi e una gestione più efficiente della risorsa idrica, riducendo sprechi e migliorando la capacità di risposta del sistema consortile.

Le istituzioni: “Un valore concreto per i territori”

“Opere come questa producono un valore aggiunto strategico per i territori, perché consentono di garantire la disponibilità idrica riducendo al minimo sprechi e dispersioni. Un beneficio che rappresenta un valore concreto per le comunità e per il sistema Paese”,  ha dichiarato Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il PNRR.

“La nuova tubazione e la destinazione della rete storica a scolmatore delle piene evidenziano la complessità della gestione idraulica nel contesto della crisi climatica. Servono politiche specifiche e interventi strutturali su cui ci stiamo impegnando a Roma e a Bruxelles”, ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). 

Una infrastruttura strategica per il futuro del territorio

La nuova condotta è stata intitolata a Fausto Zermani, già Presidente del Consorzio di bonifica di Piacenza, e si inserisce in un più ampio piano di interventi che include anche la realizzazione di tre nuovi laghi irrigui finanziati dal PNRR, con capacità di invaso tra 100.000 e 200.000 metri cubi ciascuno.

“Quest’opera rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro della Val d’Arda. Ogni goccia d’acqua deve essere valorizzata e gestita con la massima efficienza per garantire sostenibilità al sistema agricolo locale”,  ha dichiarato Luigi Bisi, Presidente del Consorzio di bonifica di Piacenza.