Idrico, Acque: 200 mln di investimenti e 10 impianti destinati alla dismissione

13 lug 2026
Il “Tubone”, da 40 milioni di euro, entrerà in funzione in forma graduale nel 2026, ridisegnando la gestione dei reflui tra Valdinievole e Valdarno.

Si consolida il percorso del nuovo sistema di collettamento e depurazione tra Valdinievole e Valdarno, inserito nell’Accordo del Cuoio e caratterizzato da un investimento complessivo superiore a 200 milioni di euro. E' quanto si legge in un comunicato stampa di Acque.

“Tubone” da 40 milioni: avvio graduale nel 2026

Il cosiddetto “Tubone”, maxi-collettore fognario dal valore di circa 40 milioni di euro, è confermato in avvio graduale nel corso del 2026. L’infrastruttura collegherà il depuratore di Pieve a Nievole a quello di Santa Croce sull’Arno, con una prima fase operativa legata al completamento degli interventi sugli impianti coinvolti e al coordinamento tecnico con il gestore industriale della zona.

Il progetto è articolato su due macrolotti principali nella Valdinievole Ovest, a loro volta suddivisi in più stralci funzionali: Macrolotto 1, destinato al collegamento tra Pescia e Pieve a Nievole, e Macrolotto 2, per quanto riguarda i collegamenti tra Chiesina Uzzanese, Fattoria e Pieve a Nievole

Nel dettaglio, il primo stralcio Traversagna–Montecatini Terme risulta completato, mentre il secondo stralcio Uzzano–Traversagna è atteso in chiusura nella prima metà del 2027. Il terzo stralcio Pescia–Uzzano presenta opere principali già concluse, con attività residue sugli impianti e ripristini in corso.

10 impianti destinati alla progressiva dismissione

L’entrata in funzione del nuovo sistema porterà alla dismissione progressiva di almeno 10 impianti di depurazione, tra cui Anchione, Fattoria, Chiesina Uzzanese, La Lama, Traversagna, Uggia e, successivamente, altri impianti collegati alla rete industriale e civile, a completamento del progetto.

Il nuovo assetto punta a superare la frammentazione attuale, concentrando il trattamento dei reflui in un sistema centralizzato più efficiente e con un impatto infrastrutturale e gestionale ridotto sul territorio.