Idrico, PNRR: a Brescia oltre 100 milioni per reti e depurazione

14 apr 2026
Contributo strategico al sistema idrico bresciano: le risorse consentiranno di accelerare progetti già programmati, con l’obiettivo di ridurre le perdite, migliorare l’efficienza del servizio e rafforzare la sostenibilità infrastrutturale del ciclo idrico integrato sul territorio.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha portato sul territorio bresciano oltre 100 milioni di euro destinati al potenziamento del ciclo idrico integrato. Un impulso che ha consentito di accelerare interventi su acquedotti, reti fognarie e impianti di depurazione, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza del servizio e rafforzare la resilienza infrastrutturale.

Il tema è stato al centro del convegno “Investimenti per la risorsa idrica: il PNRR nell’esperienza bresciana”, ospitato al Brixia Forum e promosso da Ufficio d’Ambito di Brescia, Acque Bresciane e A2A Ciclo Idrico, con il coinvolgimento di istituzioni, tecnici e operatori del settore.

Ad aprire i lavori è stato il Presidente dell’Ufficio d’Ambito, Paolo Bonardi, seguito dagli interventi del Direttore Marco Zemello, del Direttore di Acque Bresciane Paolo Saurgnani e del Presidente e Amministratore Delegato di A2A Ciclo Idrico Tullio Montagnoli. Sono quindi intervenuti, per gli approfondimenti tecnici, Mauro Olivieri e Sonia Bozza (Acque Bresciane) e Roberto Romano e Stefania Giacomelli (A2A Ciclo Idrico). L'incontro è stato moderato da Samir Traini, Partner REF.

La gestione delle risorse

Come si legge nel comunicato congiunto di Ufficio d’Ambito di Brescia, Acque Bresciane e A2A Ciclo Idrico, il budget complessivo, pari a 103,5 milioni di euro, si articola in tre principali linee di intervento.

La prima riguarda la realizzazione dell’acquedotto comprensoriale dell’Alta e Media Valle Trompia, con un investimento di 27,6 milioni di euro a beneficio di diversi comuni dell’area.

Il secondo asse è dedicato alla riduzione delle perdite idriche attraverso sistemi di distrettualizzazione, telecontrollo e monitoraggio avanzato, per un totale di 36 milioni di euro complessivi tra Acque Bresciane e A2A Ciclo Idrico.

Il terzo filone riguarda invece il potenziamento della fognatura, del collettamento e della depurazione, con circa 40 milioni di euro destinati alla realizzazione di nuovi impianti e all’ammodernamento di quelli esistenti.

Gli interventi finanziati dal PNRR si inseriscono in un percorso di lungo periodo già avviato sul territorio, contribuendo ad accelerare la risoluzione di criticità storiche legate alle perdite di rete e agli adeguamenti depurativi richiesti dalle normative europee. Le risorse straordinarie rappresentano così un’occasione per rafforzare e rendere strutturali gli investimenti nel servizio idrico.

Le dichiarazioni

“L’attività dell’Ufficio d’Ambito, che è Ente di regolazione del Servizio Idrico Integrato nell’ATO della provincia di Brescia, si è concentrata soprattutto sull’efficientamento dei servizi, dando priorità al recupero delle dispersioni idriche della rete acquedottistica e al superamento delle criticità sul fronte del trattamento depurativo delle reti fognarie dovuta all’assenza o al sottodimensionamento degli impianti", ha affermato il Direttore Marco Zemello.

"Il pieno raggiungimento dei target temporali e ambientali imposti dal PNRR ha dimostrato la capacità di impiegare al meglio i finanziamenti assegnati all’ATO bresciano per realizzare opere necessarie per la salvaguardia e la tutela della risorsa idrica nel tempo. Ma va altresì ricordato - ha concluso - come il progressivo superamento delle gestioni comunali ha consentito di generare economie di scala e una visione unitaria della pianificazione che hanno favorito l’esecuzione di infrastrutture ed impianti sull’intero territorio provinciale”, ha poi concluso.

“Il valore del PNRR, per Acque Bresciane, non sta solo nelle risorse economiche, ma nel metodo che ci ha sempre ispirati: tempi certi, capacità di progettazione, trasformazione digitale, integrazione tra pianificazione pubblica e gestione industriale” – ha dichiarato Paolo Saurgnani, Direttore Generale di Acque Bresciane- “In questi anni abbiamo dimostrato che il servizio idrico può essere uno strumento concreto di politica ambientale e di coesione territoriale, capace di tradurre le scelte strategiche in cantieri, opere e risultati misurabili. Oggi il vero passaggio culturale è non considerare il PNRR come una parentesi eccezionale, ma come modello di sviluppo in termini di continuità degli investimenti, qualità progettuale, nuove tecnologie e attenzione all’impatto sul territorio”.

“La sfida dei prossimi anni sarà garantire continuità agli investimenti, mantenendo livelli elevati di sviluppo infrastrutturale anche oltre la conclusione delle misure straordinarie del PNRR - ha dichiarato Tullio Montagnoli, Presidente e Amministratore Delegato di A2A Ciclo Idrico - Un’esigenza resa ancora più urgente dagli effetti dei cambiamenti climatici, che impongono una gestione sempre più efficiente e resiliente della risorsa idrica. Accanto al completamento degli interventi già programmati, siamo chiamati ad affrontare nuove sfide: dall’evoluzione della normativa europea alla transizione energetica degli impianti. In questa prospettiva, i depuratori saranno sempre più chiamati a diventare strumenti di economia circolare, capaci non solo di trattare le acque reflue e di restituirle all’ambiente in condizioni che possano essere riutilizzate, ad esempio in agricoltura, ma anche di recuperare materia ed energia, contribuendo alla sostenibilità complessiva del sistema”.

Il convegno ha quindi sottolineato il ruolo del sistema idrico bresciano come esempio di integrazione tra gestione industriale, programmazione degli interventi pubblici e impiego mirato delle risorse straordinarie. Un’impostazione che, per produrre effetti duraturi sul piano ambientale, economico e sociale, necessita di un quadro stabile in grado di garantire continuità agli investimenti, in uno scenario che resta caratterizzato da criticità ancora aperte ma anche da significative potenzialità di sviluppo.