Idrico, Savec adotta Piano di Sicurezza dell'Acqua: 30 mln m³d’acqua all’anno per 600mila cittadini

23 giu 2026
L’iniziativa introduce un approccio preventivo e coordinato alla gestione della risorsa idrica, rafforzando resilienza, qualità dell’acqua e continuità del servizio nei territori serviti.

Circa 600 mila cittadini serviti, 30 milioni di metri cubi d’acqua distribuiti ogni anno e una portata di circa 950 litri al secondo: è quanto si legge in un comunicato stampa di Savec, il sistema acquedottistico del Veneto centrale che collega le province di Venezia, Padova e Rovigo e che oggi può contare su un Piano di Sicurezza dell’Acqua sviluppato per garantire una gestione ancora più sicura e resiliente della risorsa idrica.

Un’infrastruttura strategica per il Veneto centrale

Previsto dalla pianificazione regionale del MOSAV approvata nel 2000, il Savec rappresenta una delle principali infrastrutture idriche del territorio veneto. Il sistema collega due grandi anelli acquedottistici e consente di trasferire acqua di buona qualità verso le aree maggiormente esposte al rischio di carenza idrica.

Il Piano di Sicurezza dell’Acqua è stato sviluppato dai gestori pubblici riuniti in Viveracqua — acquevenete, Etra e Veritas, con la collaborazione di AcegasApsAmga in qualità di utilizzatore dell’infrastruttura — insieme a Regione Veneto, Arpav, Ulss ed enti di governo dell’ambito.

Controlli coordinati lungo tutta la filiera

L’obiettivo del Piano è superare un approccio basato esclusivamente sul controllo finale della qualità dell’acqua, adottando invece una strategia preventiva che monitora e presidia ogni fase del percorso della risorsa, dalle fonti fino all’ingresso nelle reti di distribuzione.

Per raggiungere questo risultato sono stati analizzati, attraverso verifiche sul campo e successive valutazioni secondo gli standard ISTISAN, tutti gli elementi che compongono il sistema: fonti di approvvigionamento, pozzi, centrali, condotte principali e punti di consegna ai diversi gestori.

L’analisi ha consentito di considerare il Savec come un’unica infrastruttura integrata, rendendo più efficaci il coordinamento dei controlli e la gestione di eventuali situazioni di emergenza.

La collaborazione tra gestori come elemento chiave

Uno degli aspetti più rilevanti del percorso è stato il lavoro condiviso tra soggetti che operano su territori differenti e con specifiche modalità organizzative.

"Proprio la collaborazione tra acquevenete, Etra e Veritas è stata uno degli elementi più significativi: tre gestori diversi hanno lavorato sulla stessa infrastruttura, superando differenze tecniche e organizzative e costruendo una base comune per la gestione quotidiana e per le eventuali emergenze", sottolinea Barbara Lovisetto, Coordinatrice del Gruppo di Lavoro PSA di Viveracqua

L’implementazione del Piano rappresenta inoltre la prima applicazione concreta del modello strutturale del Savec, analizzato e organizzato attraverso una visione unitaria dell’intera infrastruttura.

Prevenzione e resilienza per la sicurezza idrica

"L’adozione di un approccio collaborativo nella stesura dei Piani di Sicurezza dell’Acqua è fondamentale non solo per assolvere a un adempimento normativo, ma per garantire nel concreto la sicurezza e la resilienza dell’intera filiera idropotabile", evidenzia Diego De Caprio, della Direzione Ambiente e Transizione Ecologica della Regione del Veneto.

Secondo De Caprio, la collaborazione tra istituzioni e gestori ha permesso di integrare la visione strategica regionale con l’esperienza operativa maturata sul campo, creando una squadra ampia e qualificata in grado di rispondere alle esigenze di un sistema complesso e fortemente interconnesso.

Anche per Ugo Pretto, Dirigente presso il Dipartimento Regionale Qualità dell'Ambiente di Arpav, il valore dell’iniziativa risiede nella possibilità di affrontare la gestione della risorsa idrica da una prospettiva più ampia e multidisciplinare. Un percorso che, attraverso la condivisione di dati, competenze ed esperienze, punta a rafforzare la prevenzione dei rischi e la tutela della risorsa acqua a beneficio dei cittadini e del territorio.

Un modello per la gestione integrata della risorsa

Il Piano di Sicurezza dell’Acqua del Savec rappresenta un esempio di gestione integrata e condivisa delle infrastrutture idriche, in cui prevenzione, coordinamento e pianificazione diventano strumenti essenziali per garantire qualità dell’acqua, continuità del servizio e resilienza del sistema di fronte alle sfide climatiche e ambientali future.