L'infrastruttura segna un passaggio rilevante per la gestione della risorsa idrica del territorio. Il presidente della Regione Decaro: “Fino a 12mila ettari serviti nel territorio jonico”
Entra in funzione l'invaso artificiale dal Pappadai. Ad annunciarlo è la Regione Puglia tramite un comunicato stampa, spigando che dopo decenni dalla sua realizzazione, l’infrastruttura è oggi operativa grazie all’arrivo delle acque provenienti dalla diga di Monte Cotugno, in Basilicata, convogliate attraverso un sistema idraulico lungo circa 160 chilometri.
Il presidente della Regione, Antonio Decaro, insieme all’assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli, ha effettuato un sopralluogo nel sito di Monteparano (Taranto), alla presenza dei rappresentanti istituzionali e del sistema consortile.
Un'infrastruttura attesa da trent'anni
“Questa vasca, realizzata negli anni ’90 e progettata addirittura nel dopoguerra, viene utilizzata solo oggi”, ha dichiarato Decaro. L’invaso viene alimentato con le eccedenze idriche provenienti dalla Basilicata, evitando dispersioni e migliorando l’efficienza complessiva del sistema.
La disponibilità della risorsa consentirà di affrontare con maggiore sicurezza la stagione estiva e di garantire l’irrigazione fino a circa 12mila ettari di terreni nel versante jonico, offrendo un supporto concreto al comparto agricolo regionale.
Sinergie istituzionali e prospettive infrastrutturali
Il funzionamento dell’opera è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra Regione Puglia, Regione Basilicata, governo, consorzi e Acque del Sud. Una sinergia che rappresenta, secondo Decaro, un modello da rafforzare anche in vista delle future sfide legate alla scarsità idrica.
Tra le priorità indicate, il potenziamento delle infrastrutture e lo sviluppo di sistemi per il riutilizzo delle acque depurate a fini irrigui, oltre ai nuovi collegamenti interregionali, come quello previsto con la diga del Liscione in Molise, per incrementare ulteriormente la disponibilità idrica.
Il ruolo strategico per l'agricoltura
“L’acqua è tornata a essere una risorsa concreta per questo territorio”, ha sottolineato Paolicelli, evidenziando come l’invaso rappresenti una risposta strutturale alle esigenze delle aree joniche e del Salento, già messe a dura prova dalla crisi climatica e dalla diffusione della Xylella.
L’obiettivo resta quello di garantire continuità nell’accesso alla risorsa, migliorare l’efficienza distributiva e sostenere la resilienza del sistema agricolo regionale.
Il progetto Irrigazione Salento
L’invaso del Pappadai, situato nel comune di Monteparano, rientra nel progetto “Irrigazione Salento” e ha una capacità massima di circa 20 milioni di metri cubi d’acqua. Realizzato tra il 1994 e il 1997, rappresenta un’infrastruttura storicamente strategica per lo sviluppo agricolo dell’area ionica.
Il sistema consente di accumulare le acque provenienti dal fiume Sinni, tramite la diga di Monte Cotugno, per poi distribuirle attraverso i nodi di Monteparano e Sava.
Investimenti e interventi in corso
La messa in esercizio dell’invaso è stata resa possibile grazie a un piano di interventi da circa 6 milioni di euro, finanziato attraverso il Programma Operativo Complementare 2014–2020.
Gli interventi, avviati dal Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia, riguardano da un lato il recupero funzionale delle opere e delle apparecchiature dell’invaso, e dall’altro il ripristino delle infrastrutture del sistema di distribuzione.
Il completamento dei lavori è previsto entro la fine del 2026.
Verso un sistema idrico più resiliente
Con l’entrata in funzione del Pappadai, circa 10mila ettari di terreni agricoli del nord Salento potranno accedere a risorse idriche più stabili e programmate, con effetti attesi in termini di produttività, diversificazione colturale e riduzione della vulnerabilità climatica.
In un contesto segnato dagli impatti del cambiamento climatico- si legge ancora in nota- l’infrastruttura si configura come un elemento chiave per la sicurezza idrica e lo sviluppo del territorio, contribuendo a una gestione più integrata ed efficiente della risorsa.

