Idrogeno, Sotacarbo: in Sardegna il primo hub italiano per ricerca e produzione

01 lug 2026
Il progetto RECOVER ha previsto la riqualificazione dell’ex ufficio tecnico della Grande Miniera di Serbariu e la realizzazione di cinque laboratori dedicati a idrogeno verde, e-fuels, Bio-H2, accumulo termico e materiali, oltre a un sistema integrato con elettrolizzatore PEM, impianto fotovoltaico e sistemi di stoccaggio e riconversione energetica.

Inaugurato presso il Centro Ricerche Sotacarbo il progetto RECOVER, primo in Italia finanziato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri nell’ambito del bando “Ecosistemi dell’Innovazione al Sud”. E' quanto si legge in un comunicato stampa di Sotacarbo.

L’iniziativa ha consentito la riqualificazione dell’ex ufficio tecnico della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, trasformando un edificio dismesso in un hub di ricerca avanzata dedicato all’idrogeno verde e ai combustibili rinnovabili.

Il progetto si è classificato terzo tra oltre 350 proposte nazionali ed è l’unico finanziato in Sardegna nella misura dedicata agli ecosistemi per l’innovazione.

Un polo di ricerca integrato su idrogeno ed e-fuels

RECOVER ha previsto la realizzazione di cinque laboratori principali: idrogeno ed e-fuels, Bio-H2, accumulo termico, materiali e chimica generale. A queste infrastrutture si affianca un sistema integrato composto da elettrolizzatore PEM, impianto fotovoltaico, sistema di stoccaggio dell’idrogeno e cella a combustibile per la riconversione energetica.

Un’infrastruttura che consente di integrare ricerca di base, sperimentazione e applicazione industriale, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della Hydrogen Valley del Sulcis Iglesiente e la produzione di idrogeno verde per applicazioni nel trasporto pubblico e nell’industria.

Carbonia laboratorio della transizione energetica

"Oggi inauguriamo non solo nuovi laboratori, ma una nuova fase della storia di Sotacarbo. RECOVER rappresenta un’impresa che ci consente di trasformare finanziamenti pubblici in infrastrutture, competenze e nuove opportunità per il territorio", ha dichiarato l’Amministratore Unico di Sotacarbo Mario Porcu.

Il progetto si inserisce in una strategia più ampia che punta a fare del Sulcis un hub tecnologico europeo per la ricerca sull’energia, integrando progetti come SulkHy e Refuel.

Innovazione e coesione territoriale

Per il Comune di Carbonia, rappresentato dal sindaco Pietro Morittu, il progetto segna un passaggio simbolico e operativo: dalla miniera del carbone alla città delle tecnologie pulite, con l’obiettivo di rafforzare competenze specialistiche, attrarre investimenti e contrastare lo spopolamento attraverso ricerca e innovazione.

Dal Dipartimento per le Politiche di Coesione è stato sottolineato come RECOVER rappresenti un modello replicabile di rigenerazione territoriale, capace di integrare università, enti di ricerca e istituzioni pubbliche in un’unica strategia di sviluppo.

Idrogeno e decarbonizzazione al centro della strategia

Nel corso dell’inaugurazione è stato evidenziato il ruolo strategico dell’idrogeno nei processi di decarbonizzazione e nella costruzione di nuove filiere industriali sostenibili. Il progetto si inserisce inoltre nel quadro delle politiche nazionali ed europee per la transizione energetica e nella creazione di infrastrutture dedicate ai combustibili rinnovabili.

Secondo i rappresentanti istituzionali e scientifici intervenuti, RECOVER rafforza il posizionamento di Sotacarbo come centro di ricerca applicata nel settore energetico, in collaborazione con università, enti pubblici e industria.

Un modello per la ricerca energetica europea

Il progetto rappresenta anche un esempio di riconversione di siti industriali storici: dall’ex miniera di carbone di Serbariu a piattaforma per tecnologie energetiche avanzate. Un percorso che unisce valorizzazione del patrimonio industriale, innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile.

Con RECOVER, si legge ancora nella nota stampa, Sotacarbo consolida il proprio ruolo nella transizione energetica, posizionando il Sulcis Iglesiente come uno dei poli emergenti della ricerca sull’idrogeno a livello europeo.