Idrogeno, la Svizzera dice no alla garanzia statale per il gasdotto Transitgas

14 set 2026
La conversione dell’infrastruttura esistente resta legata alla maturazione del mercato elvetico dell’idrogeno e alla disponibilità di analisi più solide sulla domanda futura. La Confederazione mantiene tuttavia aperta la prospettiva di un collegamento con la rete europea e potrà rivalutare il sostegno al progetto in presenza di condizioni più favorevoli.

Il Consiglio federale svizzero rinuncia a una garanzia finanziaria della Confederazione per la conversione del gasdotto di transito Transitgas al trasporto di idrogeno. E' quanto si legge in un comunicato stampa della Confederazione Svizzera.

La decisione è stata presa il 2 settembre, a seguito di un rapporto di verifica che non ha rilevato, allo stato attuale, né un interesse pubblico preponderante né un disfunzionamento del mercato tali da giustificare un sostegno statale.

Il rapporto evidenzia inoltre l’incertezza sull’evoluzione del mercato nazionale dell’idrogeno, legata anche alla mancanza di analisi sufficientemente affidabili sull’andamento futuro della domanda. Secondo il Consiglio federale, le disposizioni vigenti non offrono inoltre una base normativa sufficiente per un cofinanziamento o una garanzia da parte della Confederazione. Per procedere in questa direzione sarebbe quindi necessario introdurre una nuova base legale.

Finanziamento affidato a Comuni, Città e Cantoni

La responsabilità di individuare una soluzione per finanziare la conversione del gasdotto viene pertanto rimessa al settore energetico e ai proprietari delle imprese coinvolte. In particolare, spetterà ai Comuni, alle Città e ai Cantoni, comproprietari di Transitgas AG, elaborare un meccanismo di finanziamento conforme al principio di causalità.

La decisione non esclude tuttavia lo sviluppo futuro dell'infrastruttura. Il Consiglio federale considera infatti importante il collegamento della Svizzera alla futura rete europea dell’idrogeno e intende mantenere aperta questa possibilità, anche attraverso l’eventuale adeguamento del quadro legislativo.

Possibile revisione della decisione

La Confederazione si dichiara disponibile a riesaminare in futuro la richiesta dei promotori del progetto. Un nuovo esame sarà però subordinato a condizioni più favorevoli, tra cui la disponibilità di un progetto maturo, uno sviluppo più avanzato del mercato dell’idrogeno e analisi approfondite sul fabbisogno e sull’evoluzione della domanda in Svizzera.

La posizione del Consiglio federale lascia quindi aperta la prospettiva di un futuro inserimento della Svizzera nella rete europea dell’idrogeno, ma senza prevedere, nella fase attuale, un intervento finanziario diretto dello Stato.