Il nuovo Climate Impact Report evidenzia i progressi compiuti dal gruppo nel percorso di sostenibilità. Al centro della visione di MET il bilanciamento tra decarbonizzazione, sicurezza energetica e competitività industriale.
39% del CAPEX destinato a rinnovabili e sistemi di accumulo e 625 GWh di energia elettrica prodotta da fonti green nel 2025: sono questi alcuni dei principali risultati contenuti nel Climate Impact Report pubblicato da MET Group, di cui si legge in un comunicato stampa.
Il documento fotografa i progressi compiuti dall'azienda nel processo di decarbonizzazione, evidenziando al tempo stesso il ruolo di un portafoglio integrato di gas, GNL, energie rinnovabili e sistemi di accumulo nel garantire sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità economica durante la transizione energetica.
Il ruolo del portafoglio integrato nella transizione energetica
Il Climate Impact Report 2025 si inserisce nel dibattito europeo sulla necessità di conciliare gli obiettivi climatici con la competitività industriale e l'attrattività degli investimenti. Nel documento, MET Group illustra come la combinazione di gas naturale, GNL, energia elettrica, impianti rinnovabili e sistemi di accumulo contribuisca ad affrontare il cosiddetto trilemma energetico, ovvero l'equilibrio tra decarbonizzazione, sicurezza degli approvvigionamenti e accessibilità economica.
Secondo il gruppo, la transizione energetica richiede infatti un approccio pragmatico e integrato, capace di garantire continuità al sistema energetico europeo durante il progressivo aumento della quota di energia da fonti rinnovabili.
Crescono investimenti e produzione da fonti rinnovabili
Tra i principali risultati evidenziati dal rapporto figura l'aumento al 39% della quota di investimenti destinata a progetti nel settore delle energie rinnovabili e dei Battery Energy Storage System (BESS).
La produzione elettrica da fonti rinnovabili ha raggiunto 625 GWh nel corso del 2025, sostenuta dall'entrata in esercizio di nuovi impianti fotovoltaici in Germania e in Italia, incluso il primo progetto agro-fotovoltaico sviluppato dal gruppo.
Parallelamente, MET ha inaugurato presso la centrale di Dunamenti uno dei più grandi sistemi di accumulo a batterie dell'Ungheria, con l'obiettivo di favorire la flessibilità della rete elettrica e facilitare l'integrazione della generazione rinnovabile.
Migliora il profilo emissivo del portafoglio retail
Il report evidenzia inoltre un miglioramento del fattore medio di emissione associato alla rete energetica dei mercati retail serviti da MET Group, passato da 279 a 255 grammi di CO₂ equivalente per chilowattora.
Secondo l'azienda, il risultato è stato favorito soprattutto dall'espansione del portafoglio commerciale in mercati caratterizzati da un mix energetico più pulito, come la Spagna.
Un ulteriore passaggio rilevante riguarda la rendicontazione climatica. Per la prima volta, infatti, l'inventario delle emissioni di gas serra del gruppo è stato sottoposto a verifica indipendente con limited assurance da parte di PricewaterhouseCoopers AG di Zurigo.
Strategia climatica e gestione dei rischi
MET Group evidenzia come il proprio approccio climatico sia orientato all'allineamento con il pacchetto europeo Fit for 55 e integri la gestione dei rischi climatici all'interno dei processi di pianificazione strategica e delle decisioni di investimento.
Il rapporto approfondisce sia i rischi fisici legati ai cambiamenti climatici sia quelli di transizione, sottolineando il contributo di asset diversificati, infrastrutture flessibili e attività di trading integrate nel rafforzare la resilienza dell'azienda in un contesto energetico in continua evoluzione.
Vigeveno: la transizione sia un'opportunità industriale
Nella sua prima dichiarazione da CEO del gruppo, Huibert Vigeveno ha ribadito l'impegno di MET nel supportare l'Europa nel percorso verso la neutralità climatica.
Secondo Vigeveno, il continente dovrebbe considerare la transizione energetica non soltanto come un obbligo ambientale, ma come una concreta opportunità industriale e tecnologica. La capacità di attrarre investimenti, promuovere innovazione e sviluppare nuove soluzioni su scala industriale sarà infatti determinante per mantenere la leadership europea nell'azione climatica e nella competitività globale.

