Energia, dal caro bollette alla resilienza: il confronto europeo rilancia il ruolo dei consumatori

29 mag 2026
Nel corso dell’evento, promosso da Consumerismo No Profit e Seed Capital Pro, è stato presentato il “Manifesto di Roma per l’Energia”, programma progettuale Ue con l’obiettivo di delineare una governance condivisa e orientata alla resilienza del sistema energetico europeo. Articolo di Valeria Moriconi

Resilienza energetica e tutela dei consumatori sono stati al centro dell’evento omonimo organizzato da Consumerismo No Profit, in collaborazione con Seed Capital Pro, e ospitato presso la Sala Europa del Parlamento Europeo in Italia a Roma. Un appuntamento che ha riunito rappresentanti istituzionali, accademici ed esperti del settore per analizzare le trasformazioni in corso nel sistema energetico europeo tra crisi geopolitiche, transizione e nuove forme di consumo. 

Ad aprire i lavori è stato Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit, che ha sottolineato come il contesto attuale, segnato dal caro bollette e dall’instabilità dei mercati energetici, imponga la necessità di “restituire indicazioni concrete” ai consumatori attraverso un confronto ampio tra competenze diverse. Gabriele ha inoltre ringraziato l’ambasciata slovacca presente e Carlo Corazza, Direttore della Rappresentanza del Parlamento Europeo in Italia, per aver ospitato l'evento. 

“Stiamo parlando della sicurezza delle nostre comunità”, ha ribadito Gabriele, evidenziando la centralità della dimensione sociale dell’energia. 

Energia come bene strategico e infrastruttura sociale 

Nel suo intervento, Stefano Pirilli, Amministratore Delegato di Seed Capital Pro e research fellow del Dipartimento di Management dell’Università di Torino, ha evidenziato come la crisi energetica degli ultimi anni abbia profondamente modificato la percezione dell’energia, ormai sempre più considerata una infrastruttura strategica oltre che un servizio essenziale. 

Pirilli ha sottolineato come il sistema si trovi oggi sotto una duplice pressione: da un lato la variabile prezzo, dall’altro la necessità di accelerare la transizione energetica. A queste dinamiche si aggiunge la crescente competizione per l’uso dell’energia, alimentata anche dall’espansione dei data center e delle nuove economie digitali, che ridefiniscono la domanda globale. 

In questo quadro, ha evidenziato la necessità di una visione pienamente paneuropea e integrata, capace di superare frammentazioni nazionali e di coniugare sicurezza, sostenibilità e competitività. 

Il consumatore come attore del cambiamento energetico europeo

Gianluca D’Ascenzo, membro del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) e Presidente del Codacons, con una lunga esperienza nella tutela dei consumatori, ha evidenziato il ruolo del Comitato come spazio di sintesi tra mondo datoriale, sindacale e società civile, chiamato a favorire il confronto tra le diverse sensibilità energetiche dei Paesi europei.

Nel suo intervento ha sottolineato la necessità di una maggiore coesione nelle decisioni europee e di un approccio più equilibrato nella definizione delle tutele, anche rispetto a temi come scioperi e interruzioni dei servizi, che non dovrebbero automaticamente escludere il diritto all’indennizzo ma essere valutati caso per caso.

D’Ascenzo ha richiamato inoltre l’impatto delle crisi geopolitiche sulla spesa energetica europea e la necessità di accelerare investimenti in tecnologie, rinnovabili e filiere industriali strategiche, anche attraverso iniziative come AccelerateEU.

Infine, ha evidenziato la centralità del consumatore come “prosumer”, sempre più coinvolto nella produzione energetica, e la necessità di rafforzarne la consapevolezza per renderlo un vero attore della transizione energetica, non solo destinatario delle politiche.

Geopolitica, policrisi e domanda energetica globale 

Un’analisi del contesto internazionale è stata proposta da Giancarlo Puddu, CEO e strategist di Seed Capital Pro e Director for Intelligence, Market Nexus, che ha descritto la fase attuale come una “policrisi” strutturale, in cui fattori geopolitici, economici e tecnologici si sovrappongono e si amplificano reciprocamente. 

Puddu ha evidenziato come la crisi energetica contemporanea non sia riconducibile a un singolo elemento, ma rappresenti una crisi di sistema che coinvolge produzione, logistica e domanda. In questo scenario, l’emergere di nuovi grandi consumatori energetici, come i data center e le infrastrutture digitali, contribuisce a ridefinire gli equilibri globali. 

La resilienza del sistema energetico, ha osservato, dipenderà sempre più dalla capacità di adattarsi a shock simultanei e trasformazioni strutturali della domanda. 

Regolazione, programmazione e trasformazione del sistema energetico 

Sul tema regolatorio è intervenuto Alberto Biancardi, Energy Expert ed ex Commissario ARERA, che ha evidenziato come Italia ed Europa dispongano di un sistema regolatorio tra i più avanzati al mondo, soprattutto nella capacità di integrare nuove tecnologie e protezione del consumatore. 

Biancardi ha tuttavia sottolineato che la principale criticità non risiede nel quadro normativo, quanto nella sua attuazione, spesso rallentata da burocrazia e complessità procedurali. 

Il sistema italiano si trova oggi in una fase di transizione tra il modello liberalizzato costruito negli ultimi 25 anni, orientato al mercato spot e alle borse elettriche, e un nuovo paradigma in cui la decarbonizzazione è diventata un obiettivo centrale insieme alla sicurezza energetica. 

Secondo Biancardi, la sfida principale consiste nel bilanciare obiettivi economici, ambientali e sociali all’interno di un sistema sempre più complesso, evitando soluzioni frammentate come incentivi non coordinati o meccanismi redistributivi impliciti. 

Fondamentale diventa quindi la programmazione energetica, anche in chiave territoriale, per ridurre inefficienze strutturali legate alla distanza tra produzione rinnovabile e centri di consumo. In questo contesto, assume rilievo anche la localizzazione strategica di nuovi carichi energetici, come i data center. 

Energia, democrazia e giustizia sociale 

La dimensione etica e sociale è stata al centro dell’intervento di Maria Rosaria Taddeo, docente di Digital Ethics and Defence Technologies all’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford, in collegamento dal Regno Unito. 

Taddeo ha sottolineato come l’energia non possa essere interpretata solo come commodity, ma come infrastruttura abilitante della società contemporanea, strettamente connessa ai temi di democrazia, equità e giustizia sociale. 

La transizione energetica e digitale, ha evidenziato, comporta il rischio di nuove forme di disuguaglianza, rendendo necessario un approccio “human centric” capace di garantire accesso equo e sostenibile alle risorse. 

Particolare attenzione è stata dedicata al concetto di dual use delle infrastrutture e alla necessità di una governance energetica con prospettiva intergenerazionale. 

Autoproduzione e democratizzazione dell’energia 

Un richiamo alla semplificazione e alla diffusione delle energie rinnovabili è arrivato da Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde e già Ministro dell’Ambiente, che ha evidenziato il ruolo dell’energia elettrica come leva di democratizzazione economica e digitale. 

L’ex ministro ha sottolineato la necessità di rendere il fotovoltaico accessibile anche alle fasce più fragili della popolazione, attraverso politiche inclusive e strumenti di sostegno mirati, richiamando al contempo la responsabilità verso le future generazioni. 

Verso un’economia “sferica” 

Oscar Di Montigny, Presidente di Grateful Foundation ETS, ha proposto una riflessione sull’evoluzione dei modelli economici, superando la logica dell’economia circolare per approdare a un modello “sferico”. 

Un paradigma in cui l’individuo torna al centro del sistema e in cui tutte le dimensioni economiche, sociali e ambientali risultano profondamente interconnesse, con l’obiettivo di generare valore senza produrre nuove discontinuità sistemiche. 

Comunità energetiche e governance della transizione 

Nel corso del dibattito è intervenuta anche Nicole Dujany, ricercatrice dell’Università di Torino, che ha analizzato l’evoluzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nel contesto del recepimento della normativa europea. 

Dujany ha evidenziato come il quadro normativo, recepito in Italia con il decreto MASE del 2023, abbia introdotto strumenti di incentivazione che hanno accelerato la diffusione delle CER, pur evidenziando una forte asimmetria tra attori privati e amministrazioni locali. 

Se da un lato gli operatori privati hanno saputo intercettare rapidamente le opportunità economiche, molti enti locali si trovano ancora in difficoltà nell’implementazione, soprattutto a causa di complessità tecniche e regolatorie. 

Secondo la ricercatrice, il rischio è quello di una crescita trainata più da logiche di investimento che da obiettivi di inclusione sociale, originariamente centrali nella visione europea delle CER. 

La sfida futura, ha concluso, sarà quella di sviluppare modelli di governance ibrida capaci di coniugare efficienza e impatto sociale. 

Sul tema è intervenuto anche Stefano Pirilli, che ha sottolineato come formazione e consapevolezza diffusa rappresentino elementi decisivi per evitare nuove disuguaglianze nel processo di transizione energetica.

Manifesto di Roma per l’Energia”: un corridoio europeo per la resilienza energetica

La sessione si è conclusa con la presentazione del "Manifesto di Roma per l’Energia”, framework progettuale europeo illustrato da Stefano Pirilli e Davide Maestri, Direttore del Centro Studi Consumerismo No Profit e Founder di North Edge Intelligence. L’iniziativa, nata all’interno del percorso avviato dal convegno, punta ad aprire un lavoro transnazionale orientato alla costruzione di un vero corridoio europeo della resilienza energetica.

La resilienza energetica, sostengono gli ideatori della proposta, non può essere affrontata esclusivamente come una dimensione tecnica o di mercato, ma rappresenta una sfida strategica che coinvolge sicurezza, democrazia, diritti dei consumatori e coesione sociale a livello europeo.

La finalità della progetto è quella di avviare un percorso europeo condiviso, basato su alcuni assi strategici: la decentralizzazione dei sistemi energetici, lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, il rafforzamento dell’alfabetizzazione energetica dei cittadini, la cooperazione transnazionale e la tutela attiva dei consumatori.

La giornata si è dunque conclusa con la firma simbolica di un memorandum operativo, destinato a essere trasmesso alle istituzioni europee come proposta per la costruzione di una governance energetica più condivisa, etica e orientata alla resilienza del sistema.

Articolo di Valeria Moriconi