Riforma porti, Assocostieri: “Serve una governance che tuteli le infrastrutture energetiche strategiche”

23 giu 2026
Il Direttore Generale Dario Soria ha richiamato la necessità di evitare interpretazioni normative che possano incidere sulle concessioni e sulla pianificazione portuale delle infrastrutture del settore petrolifero, GNL e bunkeraggio

La riforma della governance portuale rappresenta un passaggio decisivo per la competitività del sistema logistico nazionale e per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici.

È il messaggio ribadito da Assocostieri nel corso dell’audizione alla IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, dove l’associazione ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle infrastrutture energetiche nei porti e sulla necessità di un quadro normativo coerente con le esigenze di continuità operativa e transizione energetica.

Le osservazioni di ASSOCOSTIERI sul nuovo quadro normativo

Nel suo intervento, di cui si legge in un comunicato stampa dell'associazione, il Direttore Generale di Assocostieri, Dario Soria, ha evidenziato la necessità che il nuovo assetto normativo tenga pienamente conto della specificità delle infrastrutture energetiche presenti negli scali italiani, considerate essenziali per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, la continuità delle filiere energetiche e il sostegno alla transizione.

“Condividiamo pienamente gli obiettivi della riforma e la volontà di rendere il sistema portuale italiano più efficiente, attrattivo e competitivo. Al tempo stesso, riteniamo fondamentale che il nuovo quadro normativo eviti fughe in avanti”, ha dichiarato Soria, facendo riferimento alle ipotesi di semplificazione procedurale per le varianti ai Piani Regolatori Portuali.

Secondo il Direttore Generale, tali misure dovrebbero essere circoscritte alle opere strategiche di rilevanza nazionale e internazionale, evitando estensioni a interventi non chiaramente definiti in porti dotati di strumenti di pianificazione previgenti.

Il ruolo delle infrastrutture strategiche nei porti italiani

Soria ha inoltre richiamato la necessità di superare interpretazioni normative che potrebbero estendere ai comparti energetici portuali i principi di contendibilità e selezione concorrenziale delle concessioni previsti dalla normativa vigente. Un punto che riguarda, in particolare, le infrastrutture strategiche legate ai settori petrolifero, GNL e bunkeraggio marittimo rappresentati da Assocostieri.

L’associazione ha ricordato come il proprio perimetro includa aziende della logistica energetica che gestiscono depositi costieri di prodotti petroliferi, impianti di stoccaggio, terminali e infrastrutture per il GNL e i nuovi combustibili destinati al trasporto marittimo. Un sistema che assicura quotidianamente l’approvvigionamento energetico di famiglie, imprese, trasporti e attività produttive.

Il nodo del coordinamento normativo tra investimenti e sicurezza energetica

Nel corso dell’audizione è stata inoltre sottolineata l’opportunità di rafforzare il coordinamento tra la riforma della governance portuale e la normativa sulle infrastrutture energetiche strategiche, con l’obiettivo di garantire certezza regolatoria, continuità degli investimenti e piena operatività degli asset considerati di interesse nazionale.

“I porti sono sempre più hub energetici oltre che logistici. Per questo è importante che l’evoluzione della governance portuale proceda in armonia con gli obiettivi di sicurezza energetica e decarbonizzazione. Le proposte di Assocostieri vanno in questa direzione: contribuire a una riforma efficace, capace di sostenere sia la crescita del sistema portuale sia lo sviluppo delle infrastrutture energetiche necessarie al futuro del Paese”, ha concluso Soria. 

Per consultare l'Audizione di Assocostieri per la Riforma Portuale