Dall’installazione del modulo da oltre 5.200 tonnellate nel progetto Bouri in Libia al varo del jacket da 7.500 tonnellate per Neptun Deep in Romania, fino al nuovo contratto EPC da 900 milioni in Arabia Saudita, Saipem consolida il proprio ruolo internazionale nello sviluppo di infrastrutture gas complesse. Le tre iniziative rafforzano produzione, sicurezza energetica e capacità ingegneristiche del gruppo su scala globale. V.M.
Saipem rafforza la propria presenza internazionale nel settore del gas con tre nuovi sviluppi industriali che coinvolgono Mediterraneo, Europa e Medio Oriente, confermando il ruolo del gruppo come uno dei principali player globali nell’ingegneria e nella realizzazione di infrastrutture energetiche complesse.
Libia, sollevato modulo da oltre 5.200 t: +2 mln m³/giorno di gas atteso
Completate le operazioni di sollevamento del modulo gas recovery da oltre 5.200 tonnellate destinato al Bouri Gas Utilization Project (BGUP), nell’offshore della Libia, progetto che punta a incrementare la produzione di gas fino a circa 2 milioni di metri cubi al giorno e a ridurre le emissioni di CO₂ di circa 1,5 milioni di tonnellate equivalenti annue.
È questo il risultato dell’intervento realizzato da Saipem, di cui si legge in un comunicato stampa della società, in qualità di EPCI main contractor del progetto Bouri, che ha visto l’impiego della nave gru Saipem 7000 per l’installazione del modulo gas recovery sulla piattaforma offshore esistente del campo di Bouri.
Il modulo gas recovery: costruzione, dimensioni e logistica offshore
Il modulo, realizzato da Rosetti Marino, contractor industriale, nel cantiere di Marina di Ravenna, ha un peso superiore alle 5.200 tonnellate, con dimensioni di 45x31 metri e un’altezza di circa 45 metri. Completato in circa due anni, integra sistemi avanzati per il trattamento del gas e rappresenta un componente centrale del nuovo assetto impiantistico del campo di Bouri.
A inizio maggio il modulo è stato trasportato fino al campo offshore, situato a circa 170 chilometri dalla costa libica, prima delle operazioni di installazione eseguite dalla Saipem 7000.
Dall’heavy lifting alle attività di hook-up e commissioning
Il completamento del sollevamento segna un traguardo rilevante nel progetto BGUP, confermando la capacità di Saipem di gestire operazioni di heavy lifting complesse attraverso una pianificazione ingegneristica avanzata e standard elevati di sicurezza e affidabilità.
Proseguiranno ora le attività offshore, che includono l’integrazione del modulo sulla piattaforma esistente DP4, le operazioni di hook-up e commissioning dei sistemi di comunicazione, sicurezza e controllo, oltre al pre-commissioning di circa 28 chilometri di condotte sottomarine già posate, che collegano le piattaforme DP3, DP4 e Sabratha.
-1,5 milioni tonnellate di CO₂ e recupero del gas associato nel BGUP
Il Bouri Gas Utilization Project, sviluppato da Mellitah Oil & Gas, joint venture tra Eni e NOC, è finalizzato al recupero del gas associato attualmente soggetto a flaring e al suo convogliamento verso il complesso di Mellitah per utilizzo o esportazione.
L’iniziativa consentirà una riduzione delle emissioni pari a circa 1,5 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente all’anno, grazie alla diminuzione della combustione in atmosfera, e porterà inoltre a un incremento della produzione di gas fino a circa 2 milioni di metri cubi al giorno, migliorando l’efficienza complessiva delle infrastrutture esistenti.
Arbatax, al via jacket da 7.500 tonnellate per progetto offshore da 4 mld
7.500 tonnellate di peso, 135 metri di altezza, una base di 50 metri per 50 e una condotta offshore lunga circa 160 chilometri. Sono i numeri del jacket partito dal cantiere Saipem di Arbatax e destinato al progetto Neptun Deep Gas Development in Romania, il più grande sviluppo offshore di gas naturale attualmente in corso nell’Unione Europea, di cui si legge in un comunicato stampa di Saipem.
La struttura, una delle più grandi mai realizzate nel sito produttivo sardo, costituirà la fondazione della futura piattaforma di produzione gas. Una volta giunta a destinazione, sarà sollevata e installata dalla nave Saipem 7000, dando avvio a una delle fasi più complesse del progetto offshore.
Una volta in sito, la fondazione sarà installata sul fondale marino e ancorata mediante otto pali in acciaio dal diametro di 2,5 metri, andando a costituire la base della futura piattaforma di produzione gas.
Il ruolo di Saipem nel progetto Neptun Deep
Il progetto Neptun Deep è sviluppato congiuntamente da OMV Petrom e Romgaz e prevede investimenti complessivi stimati fino a 4 miliardi di euro. L’iniziativa è stata aggiudicata a Saipem nell’agosto 2023 e comprende attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione della piattaforma offshore.
Sul jacket costruito ad Arbatax sarà installato il topside, ovvero la sezione superiore della piattaforma, attualmente in realizzazione presso il cantiere Saipem di Karimun, in Indonesia. Una volta completata, la struttura consentirà la produzione e il trattamento del gas estratto dai giacimenti offshore rumeni.
Attività offshore e collegamento alla costa rumena
Il contratto include anche le attività subsea relative ai campi Domino e Pelican, situati rispettivamente a circa mille e 125 metri di profondità. Le operazioni comprendono inoltre la posa di una condotta gas da 30 pollici lunga circa 160 chilometri e di un cavo in fibra ottica associato, che collegheranno la piattaforma offshore alla costa rumena.
Tra le opere previste rientrano anche gli interventi di microtunneling necessari per l’approdo delle infrastrutture a terra, completando così il collegamento tra i giacimenti del Mar Nero e il sistema energetico nazionale.
Un progetto strategico per la sicurezza energetica europea
Neptun Deep, si legge ancora nella nota stampa, è considerato uno dei progetti energetici più rilevanti attualmente in corso nell’Unione Europea e punta a rafforzare la diversificazione delle fonti di approvvigionamento del continente. La partenza del jacket da Arbatax rappresenta una tappa significativa nell’avanzamento delle attività e conferma il ruolo di Saipem nello sviluppo di infrastrutture offshore complesse su scala internazionale.
L’iniziativa valorizza inoltre le competenze industriali e ingegneristiche presenti nel sito produttivo sardo, evidenziando la capacità della filiera italiana di contribuire a progetti energetici tra i più avanzati dal punto di vista tecnologico e operativo.
Arabia Saudita, contratto EPC da 900 mln
900 milioni di euro: questo il valore della quota del nuovo contratto onshore aggiudicato da Saipem in Arabia Saudita per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant, di cui si legge in un comunicato stampa dell'azienda.
L’intesa, della durata di circa 42 mesi, riguarda attività EPC per la realizzazione di un nuovo impianto di compressione destinato al giacimento di gas non associato di Uthmaniyah.
Il primo progetto EPC del National EPC Champion Program
L’infrastruttura, si legge ancora nella nota stampa, contribuirà a estendere la vita produttiva del giacimento, sostenendo la crescente domanda energetica del Regno.
L’Uthmaniyah Gas Compression Plant rappresenta inoltre il primo progetto EPC assegnato nell’ambito del National EPC Champion Program, iniziativa finalizzata allo sviluppo di un operatore nazionale in grado di coprire l’intera gamma delle attività onshore, valorizzando al contempo competenze e risorse locali.
Joint venture e rafforzamento della presenza in Arabia Saudita
In questo contesto, Saipem e NSH hanno costituito SNSH in Arabia Saudita, combinando le competenze ingegneristiche e di project management della società italiana con l’expertise costruttiva del partner locale.
L’aggiudicazione del contratto, conclude il comunicato stampa, rafforza la presenza di Saipem nel Paese e conferma la strategia del gruppo di contribuire allo sviluppo delle infrastrutture energetiche saudite, promuovendo al tempo stesso la valorizzazione delle competenze locali.
V.M.

