Il quadro delle riserve idriche regionali resta caratterizzato da condizioni di severità, seppure lontane dai livelli critici raggiunti nel 2022: il monitoraggio di Arpa Lombardia evidenzia un deficit complessivo del 43,4%. Il confronto tra istituzioni, operatori e gestori consente di mettere in campo misure per garantire l’equilibrio tra usi agricoli, energetici e civili della risorsa.
Circa 5 milioni di metri cubi di acqua al giorno sul bacino dell’Adda e 1 milione di metri cubi al giorno sull’Oglio, oltre a ulteriori disponibilità per il Lago d’Idro.
Sono i volumi assicurati fino al 24 luglio dall’accordo raggiunto in Regione Lombardia con gli operatori idroelettrici per fronteggiare gli effetti della siccità e garantire il proseguimento dell’irrigazione agricola, di cui si legge in un comunicato stampa della Regione.
L’intesa è stata definita nel corso del Tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica, convocato a Palazzo Lombardia, al quale hanno partecipato gli assessori regionali Massimo Sertori, responsabile per Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, e Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, insieme agli stakeholder del settore, alle associazioni di categoria, agli enti regolatori dei grandi laghi e ai consorzi di bonifica e gestione delle acque.
Accordo con gli operatori idroelettrici per sostenere i bacini
“L’intesa raggiunta è di particolare rilevanza perché garantisce circa 5 milioni di metri cubi al giorno sul bacino dell’Adda, dalla Valtellina fino al Lago di Como, e 1 milione di metri cubi al giorno per quanto riguarda l’Oglio”, ha spiegato Massimo Sertori.
Secondo l’assessore, il rilascio dei volumi aggiuntivi consentirà di rallentare la discesa dei livelli dei laghi e mantenere una disponibilità idrica sufficiente per proseguire con l’irrigazione dei campi.
Un ulteriore contributo arriverà dall’accordo con la Provincia autonoma di Trento, che sarà formalizzato con una delibera di Giunta: la società HDE, che gestisce gli invasi trentini a monte del Lago d’Idro, renderà disponibili 9 milioni di metri cubi d’acqua a favore del bacino, garantendo maggiore disponibilità anche per il sistema del Chiese.
Deficit idrico al 43,4%, situazione migliore rispetto al 2022
La situazione delle riserve idriche lombarde resta comunque caratterizzata da condizioni di severità, pur mantenendosi distante dai livelli critici raggiunti nel 2022.
Secondo i dati raccolti da Arpa Lombardia e analizzati nel corso del Tavolo regionale, aggiornati al 12 luglio 2026, il deficit idrico complessivo della Lombardia si attesta al 43,4%, contro il 60% registrato nello stesso giorno del 2022.
Nel dettaglio, il bacino del Ticino presenta un deficit del 53,3% (contro il 51% del 2022), l’Adda del 45,3% (rispetto al 70% del 2022), il Brembo del 46,7% (contro l’86,3%), il Serio del 31,9% (rispetto all’80%), l’Oglio del 47,3% (contro l’80%), il Chiese del 44,9% (rispetto al 93%) e il Mincio del 22,5% (contro il 50%).
Gestione preventiva e monitoraggio continuo
“Siamo partiti tre mesi fa con un deficit importante di risorsa idrica e il Tavolo ha deciso di attuare una gestione parsimoniosa, considerando anche le previsioni disponibili. A consuntivo possiamo dire che è stata una strategia vincente perché, nonostante la scarsità di acqua, siamo riusciti ad arrivare alla conclusione del primo raccolto per la stragrande maggioranza delle colture”, ha sottolineato Sertori.
Tra le criticità ancora presenti figura la situazione della Lomellina, territorio che riceve acqua sia dal Lago Maggiore sia dal Canale Cavour, con problematiche affrontate dalla Regione Lombardia in collaborazione con la Regione Piemonte.
“Il pragmatismo deve guidare le nostre scelte perché l’acqua è poca e gli interessi diversi. Dobbiamo gestire la situazione attuale utilizzando al meglio la risorsa disponibile, ma anche pensare a soluzioni di medio e lungo periodo per adattarci a condizioni di scarsità idrica sempre più frequenti”, ha aggiunto Sertori.
Tra gli interventi infrastrutturali indicati dall’assessore anche quelli esterni al territorio regionale, come le opere sul fiume Po per contrastare il fenomeno del cuneo salino, considerate strategiche anche per i territori lombardi.
Agricoltura: garantito il primo raccolto
Per l’assessore Alessandro Beduschi, il confronto del Tavolo si è svolto in una fase di forte stress del sistema idrico regionale, ma ha consentito di garantire le condizioni necessarie per portare a termine il primo raccolto agricolo.
“Abbiamo avuto la certezza di poter garantire il minimo indispensabile per portare alla fine il primo raccolto, fondamentale per garantire il reddito e salvare un’intera stagione”, ha dichiarato Beduschi, evidenziando il ruolo della collaborazione tra tutti gli utilizzatori della risorsa idrica, dagli operatori idroelettrici all’agricoltura fino agli usi civili.
Secondo l’assessore, il monitoraggio costante e il confronto con il territorio rappresentano gli strumenti principali per gestire la risorsa idrica e affrontare le future condizioni di scarsità, con l’obiettivo di consolidare un modello replicabile anche a livello nazionale.

