UNEM: Rinnovabili ancora marginali, fossili all’80% dell’energia mondiale. Transizione complessa e graduale

12 giu 2026
Nel corso dell'Assemblea Annuale 2026 rappresentanti del settore energetico, dei trasporti e delle istituzioni hanno sottolineato la necessità di valorizzare tutte le opzioni disponibili per la decarbonizzazione, dai biocarburanti all’idrogeno fino agli e-fuels, e di rafforzare la filiera della raffinazione, includendola nel “Piano europeo sull’energia”. Articolo di Valeria Moriconi

Sicurezza energetica, competitività industriale e neutralità tecnologica al centro dell’ l’Assemblea Annuale 2026 di UNEM, l’Unione Energie per la Mobilità, dal titolo "Una strategia energetica europea. Sicurezza UE e competitività italiana nei nuovi equilibri globali", che si è tenuta il 10 giugno a Roma presso lo Spazio Roma Eventi. 

L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, insieme ai principali stakeholder dei settori dell’energia, dei trasporti e della mobilità, per discutere il futuro della transizione energetica europea e il ruolo dei trasporti nel percorso di decarbonizzazione.

Sicurezza energetica, competitività e realismo nella transizione

In apertura dei lavori, il Presidente di UNEM Gianni Murano ha evidenziato come il tema dell’energia sia oggi strettamente legato alla sicurezza economica, industriale e sociale dell’Europa. Le recenti crisi geopolitiche, dal conflitto russo-ucraino alle tensioni internazionali sulle principali rotte energetiche, hanno mostrato la vulnerabilità dei sistemi di approvvigionamento e la necessità di coniugare transizione energetica, sicurezza e competitività.

Murano ha sottolineato come molte delle politiche europee siano state costruite in un contesto caratterizzato da energia abbondante e a basso costo, condizioni che oggi non esistono più. Una situazione che impone una riflessione sul percorso di decarbonizzazione e sulla capacità dell’industria europea di restare competitiva nello scenario globale.

Fonti tradizionali continuano a coprire ancora circa l’80% del fabbisogno energetico globale

Nel suo intervento, il Presidente di UNEM ha richiamato le principali tendenze energetiche globali, evidenziando come la domanda mondiale continuerà a crescere nei prossimi decenni.

Le stime dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) indicano che al 2050 la domanda globale di energia sarà superiore del 38% rispetto al 2010, con petrolio e gas ancora pari a circa il 45% del mix energetico complessivo (contro il 50% attuale). Il solo petrolio si manterrà su livelli simili a quelli odierni, intorno ai 100 milioni di barili al giorno.

Questo quadro conferma che la transizione energetica non è una sostituzione immediata delle fonti, ma un processo graduale in cui le nuove tecnologie si affermano progressivamente senza rimpiazzare del tutto quelle esistenti. Le rinnovabili, in questa fase, risultano quindi additive rispetto alle fonti tradizionali, che continuano a coprire ancora circa l’80% del fabbisogno energetico globale.

Ne deriva un sistema energetico in cui, per lungo tempo, continueranno a coesistere fonti e tecnologie diverse, confermando la complessità e la gradualità del processo di transizione.

La centralità della raffinazione e il “Piano europeo sull’energia”

Secondo Murano, la sicurezza energetica non può limitarsi alle sole materie prime, ma deve riguardare l’intera filiera, inclusa in modo centrale la raffinazione. In Europa, negli ultimi anni, si è registrato un progressivo ridimensionamento della capacità di raffinazione, con un calo di circa il 20% dal 2009 e la chiusura di 30 raffinerie su 100, aumentando la dipendenza da prodotti raffinati importati.

Questa dinamica ha reso alcuni Paesi, come Germania, Francia e Regno Unito, strutturalmente deficitari, mentre altri, come l’Italia, mantengono un maggiore equilibrio, pur in un contesto europeo complessivamente fragile. Il risultato è un crescente ricorso alle importazioni di prodotti raffinati, in particolare gasolio e jet fuel, per circa metà provenienti dal Medio Oriente, pari complessivamente a quasi 60 milioni di tonnellate, un volume superiore ai consumi petroliferi italiani.

Un quadro che, come evidenziato anche dall’AccelerateEU della Commissione europea, rende strategico rafforzare la capacità di raffinazione nel continente, all’interno di un più ampio “Piano europeo sull’energia”, che accompagni la decarbonizzazione senza trascurare il ruolo ancora necessario dei prodotti fossili nei prossimi decenni.

Per Murano, infine, la transizione non può essere interpretata come una sostituzione immediata delle fonti tradizionali, ma come un processo graduale nel quale tecnologie e vettori diversi dovranno convivere per garantire sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità economica.

Sicurezza energetica e diversificazione delle fonti: la linea del Governo

Nel suo intervento, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha sottolineato come le tensioni geopolitiche e i rischi che gravano sulle rotte commerciali richiamino con forza il ruolo centrale della sicurezza energetica, definita come condizione essenziale per la crescita economica, la coesione sociale e l’autonomia strategica europea.

Di fronte a scenari internazionali in continua evoluzione, sostiene Urso - il Governo è intervenuto tempestivamente con misure a sostegno di famiglie e imprese, volte ad attenuare, per quanto possibile, l’impatto dell’aumento dei costi energetici, inclusi i carburanti. In particolare, il 6 giugno è stata disposta la proroga dello sconto su benzina e diesel fino al 3 luglio, in risposta alle esigenze del sistema produttivo e dei cittadini, secondo una linea di responsabilità e cautela.

Urso ha evidenziato come sia ormai evidente che la risposta allo shock in corso debba combinare misure emergenziali e interventi strutturali, poiché la situazione geopolitica non è transitoria. In questo quadro, diventa prioritario puntare a una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico.

Trasporti, una transizione basata sul mix tecnologico

Sul ruolo della mobilità nel percorso di decarbonizzazione si è soffermata la Presidente di ENEA, Francesca Mariotti, sottolineando come il settore dei trasporti rappresenti uno degli ambiti più strategici della transizione energetica.

Secondo Mariotti, il cambiamento dovrà necessariamente essere graduale e fondato su un mix di tecnologie. L’elettrificazione sarà una componente fondamentale del processo, ma non potrà rappresentare l’unica soluzione, soprattutto per segmenti difficili da elettrificare come il trasporto pesante e l’aviazione.

Accanto all’elettrico, la Presidente di ENEA ha indicato nei biocarburanti una delle principali opzioni per la decarbonizzazione, evidenziando il valore strategico delle biomasse disponibili in Italia. Anche l’idrogeno mantiene un ruolo importante nelle prospettive future, pur scontando ancora criticità legate ai costi e alla scalabilità.

Biocarburanti ed e-fuels rivestono in particolar modo un ruolo di primario interesse, dal momento che possono beneficiare della compatibilità con gran parte delle infrastrutture esistenti.

Infrastrutture e reti al centro del cambiamento

Mariotti ha inoltre evidenziato come la transizione energetica non possa prescindere da un profondo rafforzamento delle infrastrutture fisiche e digitali.

Le città rappresentano il principale terreno di sperimentazione di questa trasformazione, mentre la flessibilità delle reti diventa un elemento essenziale per accompagnare l’evoluzione dei consumi energetici. In questo contesto, alcune infrastrutture esistenti, come la rete gas, potranno svolgere un ruolo importante anche per lo sviluppo futuro dell’idrogeno.

La diversificazione delle fonti e dei vettori energetici, ha concluso, rappresenta la strategia più efficace per garantire resilienza e sicurezza del sistema.

Aeroporti, investimenti e decarbonizzazione

Il Presidente di Assaeroporti, Carlo Borgomeo, ha richiamato l’attenzione sulle prospettive di crescita del trasporto aereo e sulle sfide che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni.

Il Piano nazionale degli aeroporti prevede infatti il raggiungimento di circa 305 milioni di passeggeri entro il 2035, un obiettivo che richiederà importanti investimenti per aumentare la capacità del sistema. Più complessa la situazione del comparto cargo, che continua a risentire di ritardi infrastrutturali e logistici.

Per Borgomeo sarà necessario sviluppare reti aeroportuali integrate, superando una visione frammentata degli scali e favorendo una gestione coordinata a livello territoriale. Il settore prevede inoltre investimenti per oltre un miliardo di euro nei prossimi anni destinati a sicurezza, capacità operativa e sostenibilità ambientale. Un percorso che vede già oggi gli aeroporti italiani tra i più avanzati in Europa nei programmi di decarbonizzazione.

Biocarburanti e agricoltura, una filiera strategica

Nel dibattito è intervenuto anche l’eurodeputato Dario Nardella, che ha evidenziato il ruolo strategico delle biomasse agricole per la produzione di biocarburanti.

Secondo Nardella, lo sviluppo di queste filiere può contribuire contemporaneamente alla sicurezza energetica, alla decarbonizzazione dei trasporti e alla crescita del reddito agricolo, purché supportato da un quadro normativo stabile e coerente con gli obiettivi europei.

Mobilità accessibile e servizi integrati

Per il Presidente ACI Geronimo La Russa la mobilità del futuro dovrà essere sempre più orientata all’integrazione dei servizi e all’accessibilità economica.

L’evoluzione dei modelli di trasporto, soprattutto nelle aree urbane, richiederà infatti strumenti flessibili capaci di rispondere alle diverse esigenze di spostamento delle famiglie e dei cittadini, favorendo nuove forme di utilizzo condiviso e di accesso ai servizi di mobilità.

Europa, neutralità tecnologica e carburanti alternativi

Uno dei temi centrali dell’assemblea è stato il rapporto tra politiche europee e competitività industriale.

Murano ha osservato come l’Unione Europea stia progressivamente maturando una maggiore consapevolezza rispetto alla necessità di integrare gli obiettivi climatici con quelli della sicurezza energetica e della competitività economica. In questo quadro, il Presidente di UNEM ha ribadito che il settore dei trasporti non rappresenta il problema, ma una parte fondamentale della soluzione.

Sulla stessa linea si è collocato l’eurodeputato Massimiliano Salini, che ha criticato l’attuale approccio europeo alla valutazione delle emissioni dei veicoli, sostenendo la necessità di considerare l’intero ciclo di vita dei mezzi e dei carburanti. Un’impostazione che, secondo Salini, consentirebbe di valorizzare maggiormente il contributo dei carburanti alternativi e degli eligible fuels agli obiettivi di decarbonizzazione.

Il ruolo delle istituzioni italiane

Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito la centralità del settore dei trasporti nella strategia nazionale per la neutralità climatica.

Secondo il Ministro, la transizione deve essere accompagnata da un modello sostenibile sotto il profilo economico e sociale, fondato sul principio della neutralità tecnologica e sulla valorizzazione di tutte le soluzioni in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni.

Industria, ricerca e competitività europea

A chiudere il confronto è stato il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che ha richiamato l’importanza di sostenere gli investimenti industriali e di accompagnare la trasformazione dei settori produttivi.

Pur ribadendo la fiducia nel percorso di decarbonizzazione, Orsini ha sottolineato come il mix energetico rappresenti la soluzione più realistica per il futuro e come le fonti fossili continueranno a svolgere un ruolo nel sistema energetico ancora per diversi anni. Centrale, secondo il Presidente di Confindustria, il tema della ricerca e sviluppo, indispensabile per rendere concreta la neutralità tecnologica e rafforzare la competitività europea.

Orsini ha inoltre invitato le istituzioni europee a valutare attentamente gli effetti delle normative sull’industria e a semplificare il quadro burocratico, evidenziando come crescita economica, innovazione e sostenibilità debbano procedere di pari passo.

La relazione del presidente di UNEM Gianni Murano

Le slides presentate da Gianni Murano

Articolo di Valeria Moriconi