Bankitalia, -90% emissioni entro il 2050 per adattamento al cambiamento climatico

04 feb 2026
Il documento definisce strategia e azioni per diminuire l'impronta carbonica delle operazioni aziendali. Chiave portante il passaggio da gas a elettricità quale fonte energetica principale degli impianti di riscaldamento.

Riduzione del 90 per cento delle emissioni di gas serra calcolate con riferimento al 2019 e rimozione permanente di quelle residue attraverso le modalità e le tecnologie via via disponibili. Sono questi gli obiettivi al 2050 della Banca d'Italia, esplicitati nel suo Piano di transizione per la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici.

Il documento, si legge in una nota di Bankitalia, definisce la strategia e le azioni per diminuire progressivamente l'impronta carbonica delle operazioni aziendali. Il graduale passaggio dal gas all'elettricità quale fonte energetica principale degli impianti di riscaldamento rappresenta la trave portante del progetto: la misura, assieme alla razionalizzazione dei consumi, contribuirà anche a diminuire la dipendenza dell'istituto da fonti energetiche importate più soggette a variazioni impreviste di prezzo.

Il Piano, continua la nota, verrà monitorato e aggiornato all'interno dell'abituale esercizio di pianificazione strategica triennale, per tener conto dell'evoluzione del quadro normativo di riferimento e delle nuove opportunità economiche e tecnologiche che si presenteranno.

Gli obiettivi del Piano

L'accordo di Parigi, si legge, sottoscritto nel 2015 da 196 Paesi tra cui l'Italia, mira a contenere l'aumento della temperatura al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali, cercando di limitarlo a 1,5°C e a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. Il Sistema europeo di banche centrali (SEBC), di cui la Banca d'Italia è parte integrante, fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, sostiene le politiche economiche generali dell'UE e contribuisce alla realizzazione dei suoi obiettivi.

Il Piano di transizione, spiega la nota è organizzato in sei capitoli: principi fondamentali, che dà conto degli obiettivi, finali e intermedi, mitigazione dei cambiamenti climatici, che descrive le azioni nonché le varie implicazioni, adattamento e resilienza ai cambiamenti climatici, che tiene conto delle azioni realizzate e da intraprendere. E ancora, cooperazione e partenariato, che illustra le modalità di cooperazione con fornitori, altre banche centrali, settore pubblico, comunità e società civile, monitoraggio e metriche, che descrive i dati e le metriche utilizzate e governo del Piano, che illustra ruoli e responsabilità, nonché le modalità di integrazione nei processi decisionali.

La realizzazione del piano è strettamente correlata all'evoluzione del contesto esterno e in particolare ai livelli di riscaldamento globale nel breve, medio e lungo termine, ai cambiamenti nelle strategie internazionali e nazionali, all'attuazione concreta delle azioni di decarbonizzazione dell'economia globale, europea e nazionale, alla dinamica della disponibilità e dei prezzi delle risorse energetiche, agli sviluppi tecnologici e alla disponibilità e la qualità dei dati dei fornitori e degli altri attori della catena del valore.

Introduzione del Governatore Fabio Panetta

"I prossimi anni assumono un'importanza cruciale per la lotta ai cambiamenti climatici. Gli sviluppi recenti in ambito internazionale segnalano un affievolirsi dell'impegno dei principali paesi su questo fronte. Anche in Europa sono in corso di revisione alcune normative chiave in materia di transizione per far sì che essa sia graduale e ordinata e che tenga maggiormente conto delle possibili implicazioni sul tessuto sociale ed economico, in particolare per i soggetti più vulnerabili", ha dichiarato Fabio Panetta, Governatore della Banca d'Italia.

Al tempo stesso, continua Panetta, occorre essere preparati al fatto che, anche se avremo successo nel ridurre le emissioni, gli effetti del cambiamento climatico continueranno per decenni: per questo motivo, spiega, le iniziative di decarbonizzazione vanno accompagnate da misure di adattamento miranti a limitare le conseguenze cui la Banca d'Italia, come tante altre imprese e istituzioni del Paese, è esposta in modo crescente.

L'istituto, conclude, lavora da tempo per ridurre il proprio impatto ambientale e aumentare la propria resilienza ai cambiamenti climatici: il Rapporto ambientale, che Bankitalia ha iniziato a pubblicare dal 2010, è confluito nel 2025 nella Relazione sulla gestione e sulla sostenibilità, redatta in conformità con i criteri della direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità.